Liberi Professionisti e Freelance in crescita: i dati aggiornati 2017

Freelance e Liberi Professionisti in continua crescita: i dati di Confcommercio

Italiani: popolo di Santi, poeti e partite IVA – i dati dei liberi professionisti in Italia nel 2017

 

Il periodo compreso tra il 2009 e il 2015 ha portato l’Italia a confermarsi come uno dei Paesi in cui è più diffusa la presenza di partite IVA, lavoratori autonomi e freelance: questo quanto detto dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli in occasione del convegno “Le professioni tra rappresentanza e riforme” tenutosi a Roma.

Secondo recenti statistiche, il calo occupazionale derivante dalla crisi degli anni scorsi ha prodotto nello Stivale un +15% dei liberi professionisti e un +50% di nuove professioni in settori come il commercio, il turismo e i servizi. Numeri impressionanti che dimostrano a tutti gli effetti l’impegno messo dalla popolazione nel far ripartire l’economia nazionale.

Allo stato attuale dei fatti, in Italia sono presenti più di 1,3 milioni di liberi professionisti (6% del numero totale di occupati) con reddito medio pro capite superiore ai 38.000 euro. Se buona parte di questi (983.000) fa parte di ordini o albi e ha un reddito medio pro capite che sfiora i 43.000 euro, i restanti 344.000 (professionisti indipendenti e freelance) hanno un reddito di 16.500 euro.

Nei 6 anni analizzati sono proprio questi professionisti (non ordinistici) ad essere aumentati maggiormente, registrando un +51,6% che si contrappone a un + 14,8% dei liberi professionisti e a un +5,8% degli ordinistici. Dal punto di vista geografico, invece, nel sud Italia si è visto tra il 2009 e il 2015 un abbassamento degli occupati pari a circa mezzo milione e un aumento dei professionisti indipendenti pari al 73%.

Per quanto riguarda i settori a più alto tasso di crescita:

  • istruzione-formazione (+130,4%);
  • sanità e assistenza (+89%);
  • arte, sport e intrattenimento (+55,7%);
  • attività professionali, tecniche e scientifiche (+44,1%).

Ambiti che si sono rapidamente adattati ai cambiamenti nazionali.

Considerata la situazione presente nel nostro Paese, Confcommercio ha stilato una serie di proposte che mirano a supportare questa nuova categoria di professionisti. Tra le principali ricordiamo:

  • l’erogazione di equi compensi;
  • l’abolizione dello split payment per professionisti;
  • una revisione sugli studi di settore;
  • l’incremento della franchigia per l’Irap;
  • l’opportunità di sfruttare i fondi europei;
  • la semplificazione dell’accesso al credito;
  • l’introduzione di uno sportello per il lavoro autonomo;
  • una maggiore attenzione nei confronti della formazione;
  • e la chiara definizione del concetto “autonoma organizzazione”.

In merito all’occupazione generata dal settore terziario, sappiamo che tra il 1960 e il 2017 è passata dal 33,2% al 74,3%. Analizzando tali dati si capisce come in mezzo secolo il lavoro agricolo sia sceso di quasi 90 punti percentuali, quello industriale sia calato dell’8%, mentre quello dei servizi sia raddoppiato arrivando al 73% (tra 10 anni potrebbe arrivare al 76-77%).

Appurato il fatto che l’occupazione dipende soprattutto dal settore terziario, va anche detto che la stessa è composta da un lavoratore autonomo su quattro: ciò significa che in Italia circa il 25% degli occupati rientra nella categoria dei lavoratori indipendenti (più di 6 milioni di individui). Risultato più che doppio rispetto a quello di Nazioni come Francia, Regno Unito e Germania.

Un capitolo a parte va poi dedicato alla crescita dei professionisti non ordinistici, i quali hanno inciso nell’incremento dei professionisti in una misura pari a quasi il 70%. Dato incredibile, che ci fa ben capire quanto questa categoria di lavoratori stia incidendo sulle dinamiche professionali dell’intero Stato.

Nonostante questo grande aumento, il reddito individuale dei lavoratori non iscritti ad albi o a ordini è stato nel 2015 un po’ più basso di 16.600 euro. Cifra che corrisponde a leggermente più di un terzo rispetto al reddito percepito da professionisti ordinistici. A parte ciò va comunque specificato che tra il 2008 e il 2015 si sono ridotti tutti i redditi tranne quelli dei dipendenti:

  • liberi professionisti -13%;
  • non ordinistici -23%.

Questi i dati sui liberi professionisti presenti in Italia: una cerchia di lavoratori in continua crescita, che sta prendendo sempre più piede a livello nazionale.

Leggi anche: Deducibilità dei corsi di formazione e delle spese di vitto e alloggio per i professionisti – Jobs Act Autonomi 2017


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Alice

Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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