{"id":16747,"date":"2018-09-03T06:25:25","date_gmt":"2018-09-03T04:25:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/?p=16747"},"modified":"2022-04-28T15:21:23","modified_gmt":"2022-04-28T13:21:23","slug":"come-essere-efficienti-sul-lavoro-imprenditori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/come-essere-efficienti-sul-lavoro-imprenditori\/","title":{"rendered":"Come essere efficienti sul lavoro? 7 dritte scientifiche per imprenditori e professionisti"},"content":{"rendered":"<p>Diciamoci la verit\u00e0: siamo tutti cos\u00ec oberati di impegni che spesso ci ritroviamo a saltare pause pranzo o l\u2019ora di svago in palestra, perch\u00e9 abbiamo qualche compito urgente da finire. Oppure siamo molto bravi a organizzare il nostro lavoro, ma meno a seguire il planning che noi stessi ci siamo costruiti, ritrovandoci a procrastinare e a lasciare tutto da recuperare all\u2019ultimo minuto.<\/p>\n<p>Per molti, in effetti, sentire il peso della <strong><em>deadline<\/em> (scadenza)<\/strong> che grava sopra la propria testa \u00e8 l\u2019unico modo per riuscire a essere efficienti. A lungo andare per\u00f2, questa abitudine potrebbe diventare distruttiva, altamente stressante oltre che rischiosa dal punto di vista della qualit\u00e0 del lavoro svolto. Quindi <strong>come possiamo essere efficienti<\/strong>, possibilmente senza impazzire e senza stressarci troppo?<\/p>\n<p>Eppure esistono ben <strong>sette metodi scientifici<\/strong> che spiegano come essere efficienti sul lavoro, che aiutano a lavorare in velocit\u00e0 e ad aumentare drasticamente la propria produttivit\u00e0.<\/p>\n<h3>1. Impostare una deadline per ogni singolo compito<\/h3>\n<p>Se vogliamo dare ascolto alla <strong>legge di Parkinson<\/strong>, scopriamo che il <strong>tempo che dedichiamo a un determinato compito dipende da quanto tempo abbiamo per completarlo.<\/strong><\/p>\n<p><em>Ma \u00e8 davvero cos\u00ec semplice?<\/em><\/p>\n<p>In un certo senso, s\u00ec: <strong>se non ci diamo un limite temporale per finire un compito, ne useremo quanto pi\u00f9 ne abbiamo a disposizione<\/strong>. Nel momento in cui ci diamo una scadenza, invece, iniziamo a sentire la pressione di portarlo a compimento prima del tempo (o comunque entro il limite che ci siamo imposti), sfociando nel risultato di lavorare pi\u00f9 velocemente e utilizzando tutto il nostro potenziale, quindi, in modo efficace.<\/p>\n<p>Impostare una deadline ci permette anche di<strong> entrare nel ritmo, o meglio nel flusso<\/strong>, uno stato mentale in cui siamo cos\u00ec immersi in un\u2019attivit\u00e0 che non ci preoccupiamo di niente altro (emozioni, pensieri e tempo). Il flusso \u00e8 veloce quando impostiamo degli <strong>obiettivi chiari, stimolanti e ottenibili.<\/strong><\/p>\n<h3>2. Dividere il progetto in parti pi\u00f9 piccole<\/h3>\n<p>Quando partiamo con un nuovo progetto pu\u00f2 capitare di sentirsi un po\u2019 scoraggiati. Ci troviamo di fronte a una montagna di cose da fare e la consegna \u00e8 solo un miraggio lontano, ecco quindi che anche il solo iniziare il progetto ci sembra non ne valga la pena, perch\u00e9 il riconoscimento arriver\u00e0 solo alla fine, dopo tutto il lavoro.<\/p>\n<p>Se invece riuscissimo a <strong>raggiungere una gratificazione pi\u00f9 volte al giorno<\/strong>, probabilmente ci sentiremmo energizzati e motivati a lavorare sodo e pi\u00f9 velocemente. Proprio su queste premesse si \u00e8 basata un\u2019analisi di Harvard Business Review, che ha evidenziato come percepire un senso di \u201cprogresso\u201d, grande o piccolo che sia, mentre si svolge il proprio lavoro, rafforzi emozioni, motivazione, e la percezione della giornata lavorativa stessa. Pi\u00f9 viene percepito il progresso, pi\u00f9 si diventa produttivi.<\/p>\n<p>La soluzione, quindi, \u00e8 quella di dividere il progetto in parti pi\u00f9 piccole in modo da raggiungere un obiettivo, o anche pi\u00f9 di uno, in un giorno, invece di raggiungerne solo uno in un lasso di tempo maggiore.<\/p>\n<h3>3. Circondarsi di persone mentre si lavora<\/h3>\n<p>Questo consiglio <strong>pu\u00f2 sembrare contraddittorio<\/strong>, invece poggia le sue basi su un fenomeno noto in psicologia come Effetto Audience.<\/p>\n<a class=\"cta-container\" data-click-cta=\"ef-01\" href=\"\/software\/easyfatt\/cloud\/\"><div style=\"background-color:#3bb1cd; color: #fff; margin: 1em 0;\">\r\n  <div class=\"row\" style=\"padding: 1em;\">\r\n    <div class=\"col-md-5\">\r\n<img decoding=\"async\" class=\"img-fluid\" src=\"\/blog\/wp-content\/uploads\/img-banner-blog-EF-v2.png\" alt=\"Easyfatt Cloud - gestionale cloud\">\r\n    <\/div>\r\n    <div class=\"col-md-7\">\r\n     <img decoding=\"async\" class=\"img-fluid\" width=\"200\" src=\"\/blog\/wp-content\/uploads\/Logo-EF-Cloud-1.png\" alt=\"easyfatt cloud\" style=\"margin-top: 5px; margin-bottom: 5px\">\r\n      <br>\r\n      <p><span style=\"font-size: 17px\">La semplicit\u00e0 di Easyfatt, con la libert\u00e0 del Cloud. 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Lavorare all\u2019interno del nostro ritmo ultradiano<\/h3>\n<p>Se non avete mai sentito parlare del ritmo ultradiano, probabilmente siete in buona compagnia. Si tratta di <strong>un periodo ricorrente all\u2019interno del ben pi\u00f9 famoso giorno circadiano (24 ore)<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il ritmo ultradiano del corpo umano corrisponde a intervalli di 120 minuti.<\/strong> Durante i <strong>primi 90 minuti, avviene il picco di energia mentale, ma per i successivi 30 minuti la stessa scende<\/strong>.<\/p>\n<p>Conoscendo questo ciclo, possiamo organizzare il nostro lavoro per sfruttare al meglio i 90 minuti in cui il corpo \u00e8 naturalmente energizzato, prendendo poi altri 30 minuti di pausa, proprio quando il corpo \u00e8 pi\u00f9 esausto.<\/p>\n<p>Mantenere il focus per tutti i 90 minuti pu\u00f2 essere una sfida, infatti normalmente una persona riesce a rimanere concentrata per 20-25 minuti prima che la sua mente inizi a vagare. Per aumentare la nostra concentrazione si pu\u00f2 usare la <a href=\"\/blog\/tecnica-pomodoro-gestione-tempo-produttivita\/\">tecnica del pomodoro<\/a> durante i 90 minuti di efficienza (lavorare per 25 minuti e riposare per altri 5).<\/p>\n<h3>5. Ascoltare i rumori bianchi<\/h3>\n<p>Molte persone adorano lavorare ascoltando musica, a cui spetta il riconoscimento di riuscire ad alzare l\u2019umore. <strong>Raramente per\u00f2, la musica \u00e8 in grado di aumentare la velocit\u00e0 di lavoro<\/strong>, soprattutto se oltre alle note ci sono anche le parole, perch\u00e9 la mente cerca di capire cosa viene detto e quindi l\u2019attenzione viene distolta dal lavoro che si sta svolgendo.<\/p>\n<p>La situazione peggiora ancora di pi\u00f9 se la musica che si ascolta \u00e8 nuova, mai sentita prima, perch\u00e9 la nostra mente \u00e8 attratta dalle novit\u00e0, quindi il cervello rilascia dopamina e, ancora una volta, l\u2019attenzione viene spostata dal lavoro alla musica. Se proprio non riusciamo a fare a meno della musica, magari perch\u00e9 il luogo in cui lavoriamo \u00e8 rumoroso, <strong>meglio scegliere i cosiddetti \u201cwhite noise\u201d, ovvero i rumori bianchi.<\/strong><\/p>\n<p>Si tratta di rumori che hanno il pregio di essere costanti e quindi sono in grado di mantenere la concentrazione. Suonano sempre uguali, cos\u00ec il cervello si abitua e non si distrae per ascoltarli. Secondo il Journal of Consumer Research, un rumore ambientale diffuso a volume moderato \u00e8 l\u2019ideale per migliorare le performance creative. Con un paio di cuffiette e con l\u2019ascolto di rumori bianchi possiamo replicare questo effetto.<\/p>\n<blockquote><p>Leggi anche: <a href=\"\/blog\/musica-per-concentrarsi-lavorare-meglio\/\">Musica per concentrarsi e lavorare meglio: 5 playlist efficaci secondo la scienza<\/a><\/p><\/blockquote>\n<h3>6. Trovare un partner di fiducia<\/h3>\n<p>La scrittrice Gretchen Rubin, nota per essere anche una ricercatrice della natura umana e della felicit\u00e0, ha pubblicato di recente un libro su come gli uomini rispondono alle aspettative e ha scoperto che possono essere divisi in quattro categorie:<\/p>\n<ul>\n<li>il sostenitore (upholder),<\/li>\n<li>l\u2019interrogatore (questioner),<\/li>\n<li>l\u2019obbligatore (obliger),<\/li>\n<li>il ribelle (rebel).<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>La maggior parte delle persone rientra nella categoria degli obbligatori<\/strong>, che sono impazienti di incontrare le aspettative altrui mentre lottano per raggiungere le proprie. Facciamo un esempio pratico: un obligatore non manca nessuna deadline, ma non riesce a trovare il tempo per esercitarsi.<\/p>\n<p><strong>Il modo per raggiungere le proprie aspettative \u00e8 assegnare i propri obiettivi interni al controllo di qualcun altro<\/strong>. Ecco quindi che l\u2019avere un partner lavorativo di fiducia diventa per queste persone uno strumento molto potente. A nessuno piace abbandonare un\u2019altra persona o lasciarlo percepire come pigro e non produttivo, quindi l\u2019avere qualcuno che controlli che stiamo facendo esattamente quello che abbiamo promesso di fare, ci motiver\u00e0 a portare a termine il compito, lavorando pi\u00f9 efficacemente.<\/p>\n<h3>7. Zittire il nostro perfezionista interno<\/h3>\n<p><strong>Il perfezionismo e la velocit\u00e0 non stanno bene insieme<\/strong>. Il fatto di controllare ripetutamente il nostro lavoro, aumenta il nostro lavoro extra e ritarda il progresso, svuota la nostra energia e devasta la nostra salute emotiva. A conti fatti, il perfezionismo \u00e8 un acerrimo nemico della produttivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il vero problema dei perfezionisti \u00e8 la loro mentalit\u00e0 duale, che accetta solo \u201ctutto\u201d o \u201cniente\u201d<\/strong>. Se il lavoro non \u00e8 giudicato perfetto, lo considerano un vero e proprio fallimento. Ma nonostante le continue modifiche e variazioni, il prodotto subir\u00e0 solo dei miglioramenti marginali e sar\u00e0 tardi, perch\u00e9 non andr\u00e0 mai bene finch\u00e9 non si raggiunger\u00e0 l\u2019idea di perfezione (talvolta irreale) presente nella loro testa.<\/p>\n<p>Molte aziende considerano pi\u00f9 importante la consegna di un buon lavoro (e magari non \u201cperfetto\u201d) e il rispetto delle tempistiche, piuttosto che un lavoro impeccabile, ma estremamente in ritardo.<\/p>\n<div class=\"post-tags2\"><a href=\"https:\/\/www.danea.it\/blog\/tag\/easyfatt\/\"> Consigliati per Easyfatt<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Imparare ad essere efficienti sul lavoro ci aiuta a non impazzire e soccombere allo stress: 7 metodi scientifici da mettere in pratica nel quotidiano per migliorare la produttivit\u00e0 e vivere pi\u00f9 sereni<\/p>\n<div style=\"margin-bottom:35px\"><\/div>\n","protected":false},"author":51,"featured_media":16749,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"yasr_overall_rating":0,"yasr_post_is_review":"","yasr_auto_insert_disabled":"","yasr_review_type":"","footnotes":""},"categories":[159],"tags":[4],"class_list":["post-16747","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-imprenditorialita","tag-easyfatt"],"yasr_visitor_votes":{"stars_attributes":{"read_only":false,"span_bottom":false},"number_of_votes":9,"sum_votes":33},"wps_subtitle":"Imparare ad essere efficienti sul lavoro ci aiuta a non impazzire e a non soccombere allo stress: 7 metodi scientifici da mettere in pratica nel quotidiano per migliorare la produttivit\u00e0 e vivere pi\u00f9 sereni","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16747","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/51"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16747"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16747\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16755,"href":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16747\/revisions\/16755"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16749"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16747"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16747"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16747"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}