{"id":17368,"date":"2019-03-08T06:33:24","date_gmt":"2019-03-08T05:33:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/?p=17368"},"modified":"2022-04-28T10:41:07","modified_gmt":"2022-04-28T08:41:07","slug":"donne-imprenditrici-che-hanno-fatto-la-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/donne-imprenditrici-che-hanno-fatto-la-storia\/","title":{"rendered":"9 Imprenditrici che hanno fatto la storia dell&#8217;imprenditoria femminile"},"content":{"rendered":"<p><strong>Le donne che siedono nelle stanze dei bottoni<\/strong> sono ancora poche, e questo \u00e8 un dato di fatto, ma negli ultimi tempi le nostre orecchie si sono abituate, per fortuna, a sentire parlare di imprenditoria femminile.<\/p>\n<p>E se oggi il successo in rosa non fa pi\u00f9 notizia come qualche anno fa, lo si deve a quelle <strong>pioniere che negli anni hanno fatto da apripista<\/strong>, sebbene talvolta le loro storie non hanno trovato posto nei libri di storia. Vogliamo parlare di qualcuna di loro, raccontarne la storia e il successo, di come hanno cambiato il mondo con le loro innovazioni, e di come hanno spianato la strada a quelle donne che sono venute dopo di loro, noi comprese.<\/p>\n<h3>Mary Katherine Goddard<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-17377 alignright\" style=\"font-size: 1rem;\" src=\"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/mary-katherine-goddard.jpg\" alt=\"mary-katherine-goddard\" width=\"190\" height=\"250\" \/>Partiamo di molto lontano nel tempo (1766) e nello spazio (Rhode Island, Usa) per riscoprire la storia della <strong>prima donna a diventare editore in America. Mary Katherine Goddard<\/strong> ha assunto il comando del giornale del fratello quando quest\u2019ultimo si rec\u00f2 all\u2019estero per affari, e lo tenne per ben 10 anni.<\/p>\n<p>Sempre a lei spetta di diritto anche un altro primato, infatti \u00e8 stata anche <strong>la prima donna a diventare direttrice di un ufficio postale oltreoceano,<\/strong> nel 1775. Nel 1789 fu rimossa dalla sua posizione dal direttore generale in favore di un alleato politico, e questo scaten\u00f2 le proteste dei cittadini di Baltimora che erano contrari a questo provvedimento. Fu organizzata anche una petizione per farle riottenere il posto, ma non funzion\u00f2.<\/p>\n<p>In ogni caso, deve la sua notoriet\u00e0 all\u2019aver stampato la prima copia della Dichiarazione d\u2019indipendenza che includeva tutti i nomi di chi l\u2019aveva firmata. <strong>Mary Katherine Goddard, dopo l\u2019ufficio postale, continu\u00f2 a lavorare come stampatrice e come venditrice di libri e altri beni<\/strong>, fino alla sua morte nel 1816.<\/p>\n<h3>Lydia Pinkham<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-17379 alignright\" src=\"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/lydia-pinkham.jpg\" alt=\"Lydia Pinkham\" width=\"190\" height=\"250\" \/>Nel 1875 <strong>Lydia Estes Pinkham<\/strong> \u00e8 riuscita a trasformare i <strong>suoi rimedi casalinghi naturali in un vero e proprio business.<\/strong> Il segreto fu una <strong>strategia di marketing vincente<\/strong>: infatti fece conoscere i suoi prodotti alle donne e le educ\u00f2 a riconoscere i problemi di salute.<\/p>\n<p>Il successo fu tale che venne riconosciuta come una paladina della salute delle donne in un\u2019epoca in cui i bisogni di queste non erano ascoltati dalla comunit\u00e0 medica. Infatti il suo principale prodotto fu il Pinkham\u2019s Vegetables Compound, un mix di radici, erbe e alcol, che serviva ad alleviare i dolori mestruali e i sintomi della menopausa.<\/p>\n<p>Inizialmente distribuiva i suoi rimedi ad amiche, parenti e vicine di casa, ma la sua notoriet\u00e0 crebbe fintanto che alcuni sconosciuti la contattarono per avere la sua ricetta. A quel punto, insieme ai suoi tre figli, Lydia ha iniziato a imballare e vendere il suo principale rimedio.<\/p>\n<p><strong>Quindi apr\u00ec l\u2019azienda nella cantina della sua casa a Lynn<\/strong>, in Massachusetts. Il prodotto fu quindi pubblicizzato in molti giornali americani, e l\u2019azienda \u00e8 rimasta attiva fino al 1968, quando fu assorbita da un\u2019industria pi\u00f9 grande.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Una curiosit\u00e0 su Lydia<\/strong>: 200 anni prima della sua nascita il suo antenato Guglielmo d\u2019Este \u00e8 migrato negli Stati Uniti, cosa che rende Lydia di origini italiane.<\/p><\/blockquote>\n<h3>Madam C.J. Walker<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-17380 alignright\" src=\"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/madam-walker.jpg\" alt=\"Madam C.J. Walker\" width=\"190\" height=\"250\" \/>La storia di questa donna la rendere, con buone probabilit\u00e0,<strong> una delle donne di maggior successo di tutto il 20esimo secolo.<\/strong><\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dire che <strong>Madam C.J. Walker<\/strong> abbia creato il suo impero dal nulla, dato che i suoi genitori erano schiavi, e rimase orfana a soli 7 anni.<\/p>\n<p>Nel 1905 ha inventato la ricetta per un prodotto per capelli in grado di ammorbidire e curare il cuoio capelluto. Si chiamava Madam Walker\u2019s Wondefull Hair Grower, inventato perch\u00e9 lei in prima persona soffriva di una malattia che le aveva fatto perdere la maggior parte dei capelli.<\/p>\n<p>Dopo il successo in patria, negli Usa, \u00e8 arrivato quello in America centrale e nei Caraibi. Il suo successo fu tale che, <strong>nel 1917, ha tenuto la prima riunione internazionale delle donne imprenditrici di Philadelphia, intitolata <em>\u201cMadam C.J. Walker Hair Culturist Union of America Convention\u201d<\/em>.<\/strong><\/p>\n<h3>Luisa Spagnoli<\/h3>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-17381 alignright\" src=\"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/luisa-spagnoli.jpg\" alt=\"Luisa Spagnoli\" width=\"190\" height=\"250\" \/>Nel 1907 Luisa Spagnoli ha fondato, insieme al marito, una delle aziende italiane pi\u00f9 note,<\/strong> e ha creato uno dei prodotti pi\u00f9 amati di sempre.<\/p>\n<p>Se il nome di questa imprenditrice oggi \u00e8 noto come marchio di moda, baster\u00e0 sapere che la pi\u00f9 grande impresa della Spagnoli \u00e8 stata la <strong>fondazione della Perugina<\/strong>, e con essa l\u2019invenzione del \u201c<strong>Bacio<\/strong>\u201d, l\u2019iconico cioccolatino.<\/p>\n<p>Dopo che il marito si ritir\u00f2 dall\u2019azienda, fu lei a prendere il comando. Si concentr\u00f2 sul migliorare le condizioni dei dipendenti, creando case, asili aziendali e promuovendo un\u2019etica lavorativa piuttosto rivoluzionaria per l\u2019epoca.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il <strong>marchio di moda<\/strong>, fu fondato quattro anni dopo la sua morte dal figlio Mario, tenendo in mente la tecnica innovativa con cui la Spagnoli si riforniva di lana d\u2019angora, ovvero pettinando i conigli che lei allevava, invece di scuoiarli.<\/p>\n<h3>Ma Perkins<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-17382 alignright\" src=\"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/virginia-payne-ma-perkins.jpg\" alt=\"Ma Perkins\" width=\"190\" height=\"250\" \/>Nei tempi in cui la radio occupava un posto d\u2019onore nel cuore degli americani, l\u2019attrice <strong>Virginia Payne ha interpretato in pi\u00f9 di 7.000 episodi il personaggio di Ma Perkins<\/strong>, catturando l\u2019attenzione degli ascoltatori con la sua gentilezza e genuinit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma Perkins era una vedova autosufficiente, proprietaria di una falegnameria, che offriva i suoi consigli \u201csemplici\u201d a chi cercava aiuto. Virginia Payne <strong>debutt\u00f2 in radio con Ma Perkins nel 1933, e lo show continu\u00f2 ad andare in onda su NBS e su CBS fino al 1960.<\/strong><\/p>\n<p>La Payne mor\u00ec nel 1977, ben 11 anni prima di vedere il suo alterego radiofonico introdotto nella Hall of fame dedicata alla radio.<\/p>\n<h3>Brownie Mae Humphrey (Brownie Wise)<\/h3>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-17383 alignright\" src=\"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/brownie-wise.jpg\" alt=\"Brownie Mae Humphrey\" width=\"190\" height=\"250\" \/>Un nome alquanto sconosciuto, per un marchio universalmente noto<\/strong>. Brownie Wise fu una madre single che, nel 1950, si \u00e8 resa conto che <strong>Tupperware<\/strong> avrebbe venduto di pi\u00f9 nei party organizzati nelle abitazioni private che nei negozi.<\/p>\n<p>La sua strategia di marketing funzion\u00f2 ed Earl Tupper, l\u2019inventore in persona, la nomin\u00f2 vicepresidente della sua azienda. Nel 1958 per\u00f2, il signor Tupper la licenzi\u00f2 dopo che la stampa la indic\u00f2 come responsabile del successo della Tupperware. <strong>La Wise mor\u00ec nel 1992, ma la sua strategia di vendita continua a vivere in moltissime aziende<\/strong>.<\/p>\n<h3>Ruth Handler<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-17384 alignright\" src=\"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/ruth-handler.jpg\" alt=\"Ruth Handler\" width=\"190\" height=\"250\" \/>Sicuramente il nome non suoner\u00e0 totalmente nuovo agli appassionati di bambole, infatti stiamo per raccontare la <strong>storia della \u201cmamma\u201d di Barbie<\/strong>.<\/p>\n<p>Con la sua invenzione la Handler ha letteralmente cambiato il modo di giocare, e di sognare, delle bambine, oltre ad aver lasciato un segno indelebile nella cultura occidentale.<\/p>\n<p>L\u2019idea che sta alla base del successo di Barbie \u00e8 venuta osservando sua figlia giocare. Ruth ha notato, infatti, che la piccola preferiva giocare con delle bambole di carta che assomigliavano a degli adulti. Suo marito non era convinto della sua intuizione, ma nel 1959 arriv\u00f2 il debutto alla fiera dei giocattoli di New York. R<strong>uth e suo marito stavano gi\u00e0 vendendo alcuni prodotti per la Mattel, e nel<\/strong> <strong>1967 la Handler ne divenne la presidente, posizione che ricopr\u00ec fino al 1974.<\/strong><\/p>\n<p>La sua eredit\u00e0 continua a prosperare ancora oggi, dato che Barbie fa incamerare pi\u00f9 di 1 bilione all\u2019anno alla Mattel.<\/p>\n<h3>Oprah Winfrey<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-17385 alignright\" src=\"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/oprah.jpg\" alt=\"Oprah Winfrey\" width=\"190\" height=\"250\" \/>Nata in Mississippi nel 1954, <strong>Oprah Winfrey<\/strong> ha vissuto in povert\u00e0, ma nonostante questo \u00e8 riuscita a portare a termine gli studi in comunicazione all\u2019universit\u00e0 statale del Tennessee.<\/p>\n<p>I suoi esordi sono legati alla radio, dove ha esordito nel <strong>1983 in un talk show mattutino<\/strong>. Nel giro di qualche mese il suo programma ha iniziato a spopolare e da l\u00ec la sua carriera \u00e8 decollata verso la grande notoriet\u00e0.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 diventata produttrice e conduttrice del suo show, il famosissimo <strong>The Oprah Winfrey Show,<\/strong> ma \u00e8 anche la <strong>fondatrice del magazine O, e del sito internet Oprah.com dedicato allo stile di vita femminile<\/strong>. In pi\u00f9 la sua associazione Oprah\u2019s Angel Network raccoglie circa <strong>70 milioni di dollari che riversa totalmente nelle casse di organizzazioni nonprofit<\/strong>. Ha creato una casa di produzione, Harpo Productions Inc., e ha co-fondato la televisione via cavo per donne Oxygen Media.<\/p>\n<p>In poche parole, sembrano non esserci limiti a cosa riesce a fare questa incredibile imprenditrice.<\/p>\n<h3>Sara Blakely<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-17386 alignright\" src=\"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/sara-blakely.jpg\" alt=\"Sara Blakely\" width=\"190\" height=\"250\" \/>Verso la fine degli anni Novanta, Sara Blakely pens\u00f2 di <strong>produrre delle calze da donna che fossero modellanti e che lasciassero il piede libero<\/strong>. Cre\u00f2 quindi il concetto dell\u2019intimo di sostegno, che scrisse la parola fine alla schiavit\u00f9 femminile dei collant.<\/p>\n<p>Per testare i suoi prototipi la Blakely us\u00f2 il suo stesso corpo. Infatti test\u00f2 personalmente i prodotti, in un ambiente che riteneva questa accortezza superflua.<\/p>\n<p>Nel 2000 quindi la <strong>Blakely ha fondato la Spanx,<\/strong> oggi un\u2019azienda milionaria, soprattutto grazie a Oprah Winfrey che la nomin\u00f2 durante uno dei suoi show.<\/p>\n<blockquote><p>Leggi anche l&#8217;articolo sul <a href=\"https:\/\/www.danea.it\/blog\/passaggio-generazionale-dati-sfida\/\">passaggio generazionale<\/a><\/p><\/blockquote>\n<div class=\"post-tags2\"><a href=\"https:\/\/www.danea.it\/blog\/tag\/domustudio\/\"> Consigliati per Domustudio<\/a><a href=\"https:\/\/www.danea.it\/blog\/tag\/easyfatt\/\"> Consigliati per Easyfatt<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Luisa Spagnoli a Oprah Winfrey, la storia di 9 donne che hanno contribuito attivamente, ed efficacemente, all&#8217;emancipazione femminile nel mondo imprenditoriale<\/p>\n<div style=\"margin-bottom:35px\"><\/div>\n","protected":false},"author":51,"featured_media":17376,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"yasr_overall_rating":0,"yasr_post_is_review":"","yasr_auto_insert_disabled":"","yasr_review_type":"","footnotes":""},"categories":[168],"tags":[3,4],"class_list":["post-17368","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-leadership-mentoring","tag-domustudio","tag-easyfatt"],"yasr_visitor_votes":{"stars_attributes":{"read_only":false,"span_bottom":false},"number_of_votes":10,"sum_votes":45},"wps_subtitle":"La storia di 9 donne che hanno fatto da apripista al mondo imprenditoriale femminile dei giorni nostri","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17368","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/51"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17368"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17368\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22366,"href":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17368\/revisions\/22366"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17376"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17368"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17368"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17368"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}