{"id":22815,"date":"2022-01-10T04:00:39","date_gmt":"2022-01-10T03:00:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/?p=22815"},"modified":"2023-03-21T09:13:41","modified_gmt":"2023-03-21T08:13:41","slug":"ecommerce-italia-report-casaleggio-associati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.danea.it\/blog\/ecommerce-italia-report-casaleggio-associati\/","title":{"rendered":"E-commerce in Italia: i trend per le PMI nel report di Casaleggio Associati"},"content":{"rendered":"<p>La Casaleggio Associati ha elaborato il report &#8220;L&#8217;e-commerce si consolida: le grandi manovre&#8221; sulla situazione delle PMI e del loro rapporto con l\u2019<strong>e-commerce nel 2021<\/strong>.<\/p>\n<p>Il rapporto, realizzato attraverso una survey online e interviste di approfondimento e supportato dall\u2019elaborazione di studi e ricerche di mercato e articoli di attualit\u00e0, ha preso in esame aziende italiane o filiali italiane di gruppi multinazionali con esclusivo riferimento al mercato italiano B2C.<\/p>\n<p>Emerge uno spaccato interessante della realt\u00e0 indagata e diversi trend, tra cui: il forte incremento del commercio elettronico, la spinta verso sistemi di pagamento digitali e nuove soluzioni per la <a href=\"\/blog\/gestione-ecommerce\/\">gestione dell\u2019e-commerce<\/a>. Esaminiamo a fondo questi e altri risultati del report.<\/p>\n\n<h3>La crescita dell&#8217;e-commerce nel 2020 e 2021<\/h3>\n<p>Il 2020 ha visto un fortissimo incremento del commercio elettronico, complice la crisi causata dalla pandemia da <strong>Covid-19<\/strong>. Da una parte milioni di persone per la prima volta hanno iniziato ad acquistare online, dall\u2019<strong>altra molte aziende hanno spostato i propri investimenti nella vendita online<\/strong>, per soddisfare la domanda e rimediare ai lockdown che impedivano di fatto l\u2019accesso ai negozi fisici.<\/p>\n<p>Nel 2021 l&#8217;e-commerce ha consolidato il proprio peso, divenendo ormai strutturale alla strategia dei gruppi e delle aziende italiane di ogni dimensione e passando dall&#8217;essere relegato ad un&#8217;area di ricerca e sviluppo all\u2019essere a tutti gli effetti un fenomeno mainstream.<\/p>\n<p>Un cambiamento di tale portata ha accentuato il problema delle infrastrutture, divenute cruciali per poter essere competitivi nel proprio settore, che ha portato alla luce la tematica della <em>shipping neutrality<\/em>. La sproporzione di potenza contrattuale tra i grandi operatori (es. Amazon) e quelli pi\u00f9 piccoli dell\u2019e-commerce italiano sta portando a nuove forme di aggregazioni tra aziende, che cercano di posizionarsi come competitor attraverso federazioni di microimprese. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di accedere a prezzi competitivi agli essenziali servizi di logistica e spedizione per il commercio elettronico.<\/p>\n<h3>La situazione del commercio elettronico in Italia<\/h3>\n<p>Nel 2020 le aziende registrate al <strong>Registro imprese<\/strong> con <strong>codice ATECO 47.91.1<\/strong> relativo al commercio online (primario o secondario) sono state 10.647, con una crescita del 50% rispetto al 2019. Prima della crisi pandemica, inoltre, le imprese dotate di un proprio e-commerce erano solo il 9%, mentre a fine 2020 hanno raggiunto il 17,2%.<br \/>\nDiverse PMI, infine, hanno scelto di vendere utilizzando i social media o modalit\u00e0 come i moduli online, passando dal 15,6% pre emergenza, al 27,8%.<\/p>\n<p>L&#8217;evoluzione delle <strong>abitudini di consumo dei clienti<\/strong> e l\u2019incremento della base utenti hanno quindi portato i brand ad adeguarsi in termini di digitalizzazione dei pagamenti, gestione del magazzino e della logistica e sviluppo della relazione con il cliente.<br \/>\nAd esempio, nel 2020 il 58% delle interazioni con i brand \u00e8 avvenuto online, con un aumento del 17% rispetto al 2019, e oltre 16 milioni di italiani ritengono che il cambiamento delle proprie abitudini, dopo l\u2019emergenza sanitaria, sia irreversibile.<\/p>\n<p>Alla domanda su come considerano l\u2019impatto sulle vendite e-commerce a causa del Coronavirus, le aziende hanno risposto:<\/p>\n<ul>\n<li>Positivo: 68%<\/li>\n<li>Negativo: 20%<\/li>\n<li>Neutrale: 12%<\/li>\n<\/ul>\n<blockquote><p>Leggi anche: <a href=\"https:\/\/www.danea.it\/blog\/normativa-ecommerce\/\">Normativa per aprire un e-commerce in Italia<\/a><\/p><\/blockquote>\n<h3>La strategia digitale 2021 e i suoi principali obiettivi<\/h3>\n<p>La durata della pandemia ha continuato ad influenzare l\u2019andamento di tutti i settori, per cui quelli che gi\u00e0 avevano incrementato le proprie prospettive nel 2020 (Tempo libero, Elettronica di consumo, Editoria, Abbigliamento, Alimentare, ecc.) hanno mantenuto un costante trend di crescita.<br \/>\nIn termini di strategia digitale, le aziende intervistate si sono poste specifici obiettivi, tra cui:<\/p>\n<ul>\n<li>acquisizione di nuovi clienti (34%);<\/li>\n<li>fidelizzazione attuali clienti (27%);<\/li>\n<li>aumento dell\u2019awareness (19%);<\/li>\n<li>miglior posizionamento rispetto ai competitor (16%);<\/li>\n<li>altro (3%).<\/li>\n<\/ul>\n<h3>I trend della presenza online<\/h3>\n<p>La <strong>digitalizzazione delle aziende italiane<\/strong> prosegue la sua corsa. Sono numerose le aziende che avevano gi\u00e0 investito in un proprio e-commerce e lo hanno potenziato, quelle che si sono approcciate al digitale improvvisandosi, ad esempio con i <strong>canali di messaggistica<\/strong> per ricevere e gestire gli ordini di delivery, e le imprese che hanno deciso di affidarsi a terzi per dotarsi di una piattaforma di commercio online.<\/p>\n<p>In ognuno di questi casi, le aziende hanno comunque beneficiato della potenza del \u201cnuovo\u201d canale di vendita, favorendo settori che fino all\u2019anno precedente erano considerati il fanalino di coda dell&#8217;e-commerce italiano.<\/p>\n<h3>Piattaforme e-commerce adottate<\/h3>\n<a class=\"cta-container\" data-click-cta=\"ef-03\" href=\"\/software\/easyfatt\/ecommerce\/\"><div style=\"background-color:#3bb1cd; color: #fff; margin: 1em 0;\">\r\n  <div class=\"row\" style=\"padding: 1em;\">\r\n    <div class=\"col-md-6\">\r\n<img decoding=\"async\" class=\"img-fluid\" src=\"\/blog\/wp-content\/uploads\/img-banner-blog-EF-e-commerce.png\" alt=\"Easyfatt software fatturazione elettronica e gestionale\">\r\n    <\/div>\r\n    <div class=\"col-md-6\">\r\n     <img decoding=\"async\" class=\"img-fluid\" width=\"100\" src=\"\/blog\/wp-content\/uploads\/Logo-EF-White.png\" alt=\"easyfatt\" style=\"margin-top: 5px; margin-bottom: 5px\">\r\n      <br>\r\n      <p><span style=\"font-size: 17px\">\r\n       Il Gestionale E-commerce usato ogni giorno da oltre 5000 shop online!<\/span>\r\n      <\/p>\r\n      <div>\r\n        <span class=\"btn btn-banner-green\">\r\n          PROVALO GRATIS ORA <i class=\"fa-solid fa-arrow-right\"><\/i>\r\n        <\/span>\r\n      <\/div>\r\n    <\/div>\r\n  <\/div>\r\n<\/div>\r\n<\/a>\n<p>Secondo il Rapporto, le aziende italiane orientano la propria scelta tra le diverse piattaforme e-commerce disponibili sul mercato, anche se un terzo delle imprese preferisce soluzioni sviluppate ad hoc.<\/p>\n<p><strong>Shopify<\/strong>, ad esempio, ha visto un\u2019accelerazione nei tempi di apertura in Italia del +400%, ed \u00e8 la soluzione utilizzata principalmente da imprese del settore Moda, ma anche da piccole e medie aziende dell\u2019Alimentare o dell\u2019Arredamento.<\/p>\n<p><strong>ZenCart<\/strong>, software open source, mantiene invece il 5% di quota sul mercato, mentre <strong>Magento,<\/strong> che resta tuttora la piattaforma estera pi\u00f9 utilizzata in Italia, sta subendo un drastico calo di quote sul mercato da quando a fine giugno 2020 ha deciso di non supportare pi\u00f9 la versione 1 del software, scelta che ha portato diversi clienti ad optare per altri player.<\/p>\n<p>Tra le realt\u00e0 italiane si segnala la trevigiana <strong>Storeden<\/strong>, che per il secondo anno consecutivo ha visto un&#8217;importante crescita di clienti acquisiti e utenti, e che ha ha supportato le aziende italiane offrendo la piattaforma in modalit\u00e0 gratuita per 60 giorni, spingendo cos\u00ec molti piccoli operatori del settore Alimentare e Moda a digitalizzarsi. Ha inoltre stretto e rafforzato accordi con importanti partner lato pagamenti, come <strong>Nexi<\/strong> e <strong>PayPal,<\/strong> e con player alternativi come <strong>Moby<\/strong> <strong>Sign<\/strong>, un\u2019app che velocizza la procedura di pagamento senza dover ogni volta inserire i dati della carta di credito.<\/p>\n<h3>PMI e marketplace<\/h3>\n<p>Secondo i dati emersi dal report, il 45% delle aziende intervistate utilizza i marketplace. Di queste, il 55% utilizza contemporaneamente tra le 2 e le 5 piattaforme, mentre il 30% si limita ad una sola.<br \/>\nRiguardo all\u2019<strong>incidenza delle vendite su marketplace<\/strong>, le aziende hanno dichiarato le seguenti percentuali:<\/p>\n<ul>\n<li>32%: minore del 10%<\/li>\n<li>19%: tra l\u201911% e il 25%<\/li>\n<li>17%: dal 26% al 50%<\/li>\n<li>17%: dal 51% al 75%<\/li>\n<li>15%: superiore al 75%<\/li>\n<\/ul>\n<p>Amazon continua ad essere la piattaforma pi\u00f9 utilizzata dalle PMI, che nel periodo natalizio dello scorso anno hanno venduto oltre 20 milioni di prodotti, registrando un fatturato mondiale su base annua in crescita del 59% rispetto al 2019.<br \/>\nLe oltre 14.000 PMI italiane iscritte ad Amazon hanno venduto in media 100 prodotti al minuto, per un totale di 75.000 \u20ac di transazioni.<\/p>\n<p>Anche il <strong>Black Friday<\/strong> e il <strong>Cyber Monday<\/strong> hanno inciso pesantemente sulle vendite delle PMI italiane, in particolar modo nelle categorie Casa e Arredo, Telefonia Cellulare, Giochi e Bellezza.<\/p>\n<p>Anche Alibaba registra un incremento di aziende italiane iscritte al marketplace per affacciarsi sul mercato internazionale e non soltanto cinese, grazie anche ad iniziative come HelloITA, la collaborazione tra il marketplace e l\u2019agenzia ICE per promuovere il <strong>Made in Italy<\/strong> avviata nel 2018.<\/p>\n<blockquote><p>Leggi di pi\u00f9 su <a href=\"\/blog\/marketplace\/\">cos&#8217;\u00e8 un markeplace<\/a> e come funziona<\/p><\/blockquote>\n<h3>PMI e Social Media<\/h3>\n<p>In Italia 41 milioni di persone (il 68% della popolazione) utilizzano i social media, con le seguenti preferenze:<\/p>\n<ul>\n<li>YouTube (85,3%)<\/li>\n<li>WhatsApp (85,2%)<\/li>\n<li>Facebook (80,4%)<\/li>\n<li>Instagram (67%)<\/li>\n<li>Facebook Messenger (55,9%)<\/li>\n<li>Twitter (31,8%)<\/li>\n<li>LinkedIn (31,2%)<\/li>\n<li>TikTok (24%)<\/li>\n<li>Twitch (14,6%)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il <strong>social advertising<\/strong> \u00e8 in crescita anche in Italia, con una <strong>spesa pubblicitaria<\/strong> che \u00e8 passata dagli 852 milioni di euro del 2019 a 904 milioni nel 2020, con Facebook a detenere l\u201980% di quota di mercato.<\/p>\n<p>Se a livello mondiale il 44,8% degli utenti ormai utilizza i social network\u00a0 come canale di ricerca, dove trovare informazioni su prodotti e brand, in Italia questo tipo di utilizzo \u00e8 ancora limitato al 33,3%, e si diversifica per fasce d\u2019et\u00e0. Gli utenti sotto i 24 anni utilizzano abitualmente i <strong>social network<\/strong> a questo scopo, mentre gli over 45 preferiscono utilizzare i classici <strong>motori di ricerca<\/strong>.<\/p>\n<h3>Il social commerce<\/h3>\n<p>In linea con le tendenze mondiali, anche in Italia crescono i brand che si affermano inizialmente nel social commerce per poi consolidarsi sui propri siti e-commerce, trend ulteriormente in crescita dopo il lancio in modalit\u00e0 gratuita di <strong>Facebook Shop<\/strong>, seguito a pochi mesi di distanza da <strong>Instagram<\/strong>, che ha attivato il social commerce su tutti i suoi canali (feed, stories, IGTV e Live).<br \/>\nFacebook ha inoltre lanciato la <strong>Dashboard Professionale<\/strong> dedicata agli account aziendali, per aiutarle a sviluppare la community, targettizzare le vendite e promuovere i programmi di fidelizzazione.<\/p>\n<h3>I Social Media preferiti dalle PMI italiane<\/h3>\n<p><strong>Facebook<\/strong> continua ad essere considerato dalle aziende italiane il canale social pi\u00f9 efficace, seppur con una lieve flessione rispetto al 2019, che coincide con uno spostamento di interesse (e di budget) verso <strong>Instagram<\/strong>, canale che nel 2020 ha visto pi\u00f9 aperture di account da parte di aziende italiane.<\/p>\n<p>Tra le attivit\u00e0 pi\u00f9 performanti valutate dalle aziende si segnalano:<\/p>\n<ul>\n<li>apertura dello shop;<\/li>\n<li>integrazione con l\u2019e-commerce;<\/li>\n<li>advertising;<\/li>\n<li>influencer marketing.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le piccole aziende si rivolgono a<strong> micro\/nano influencer<\/strong>, selezionati in base al target, al prodotto e alla generazione di contenuti di qualit\u00e0 per sopperire alla mancanza di personale interno qualificato o agenzie di comunicazione, con le seguenti finalit\u00e0:<\/p>\n<ul>\n<li>generazione di awareness;<\/li>\n<li>acquisizione di nuovi clienti;<\/li>\n<li>espansione del target target;<\/li>\n<li>incremento delle vendite.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Anche <strong>WhatsApp Business<\/strong> sale nelle preferenze delle PMI italiane, con il 27% che si dichiara molto soddisfatta. A seguire <strong>Linkedin, Pinterest, Twitter<\/strong> e <strong>WeChat,<\/strong> con <strong>TikTok<\/strong> e <strong>Snapchat<\/strong> a fare da fanalino di coda, probabilmente perch\u00e9 ancora poco conosciute dalle aziende.<\/p>\n<blockquote><p>Leggi anche: <a href=\"\/blog\/marketing-ecommerce\/\">Marketing per e-commerce<\/a><\/p><\/blockquote>\n<h3>Pagamenti digitali<\/h3>\n<p>Il <strong>piano cashless<\/strong> del 2019 ed il lockdown hanno indubbiamente stimolato un\u2019evoluzione delle modalit\u00e0 di pagamento in Italia ed un incremento dei pagamenti digitali, che hanno superato un terzo del totale delle transazioni nel nostro Paese, secondo le seguenti preferenze:<\/p>\n<ul>\n<li>carte di credito (44%);<\/li>\n<li>carte prepagate\/voucher (40%);<\/li>\n<li>digital wallet (34%).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il payment processor pi\u00f9 utilizzato \u00e8 <strong>PayPal<\/strong> (65% delle quote), seguito a lunga distanza da <strong>Stripe<\/strong> (23%).<\/p>\n<p>In linea con le previsioni dello scorso anno, sono cresciuti in negozio i pagamenti istantanei e i sistemi di mobile payment, come ad esempio <strong>Satispay,<\/strong> mentre per gli acquisti e-commerce gli italiani preferiscono utilizzare:<\/p>\n<ul>\n<li>carta di credito (41%)<\/li>\n<li>digital wallet (26%<\/li>\n<li>bonifico (15%)<\/li>\n<li>pagamento alla consegna (12%)<\/li>\n<li>rateizzazione del pagamento buy now\/pay later (4%)<\/li>\n<li>mobile payment (2%)<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Gestione del magazzino<\/h3>\n<p>Per poter meglio affrontare le problematiche legate alla spedizione, ed in particolare alla sproporzione contrattuale tra i colossi dell\u2019e-commerce (Amazon in primis) e i piccoli player, il 60% delle PMI che operano nel commercio elettronico preferiscono affidarsi all\u2019<strong>internalizzazione del magazzino<\/strong> in carico all\u2019azienda stessa (per il 60% degli e-commerce italiani), che consente un maggiore controllo sullo stock e la spedizione rispetto alla logistica gestita dai marketplace.<\/p>\n<p>Il <a href=\"\/blog\/dropshipping\/\">dropshipping<\/a> ha invece registrato un calo di preferenze da parte degli operatori attestandosi al 7%, mentre il 17% delle PMI si affida a partner terzi per lo stoccaggio e la logistica delle merci.<\/p>\n<p>Scarica il report completo dal <a href=\"https:\/\/www.casaleggio.it\/e-commerce\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener noreferrer\">sito della \u201cCasaleggio Associati\u201d<\/a>.<\/p>\n<div class=\"post-tags2\"><a href=\"https:\/\/www.danea.it\/blog\/tag\/easyfatt\/\"> Consigliati per Easyfatt<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019e-commerce \u00e8 diventato fondamentale nella strategia delle aziende di ogni tipo, complici l\u2019emergenza Covid-19 e l\u2019impennata della domanda online. 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