La Gestione Separata INPS è un particolare regime previdenziale che riguarda i liberi professionisti senza cassa, i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e altre categorie di lavoratori.
Vendiamo nel dettaglio tutto ciò che serve sapere in merito: definizione, obblighi, iscrizione, calcolo dei contributi, aliquote, massimali e minimali per il 2026 e versamento dell’imposta.
Indice dei contenuti
Cos’è la Gestione Separata INPS?
La Gestione Separata INPS è un fondo previdenziale istituito con la Legge 335/1995 per garantire tutela a quei lavoratori che non rientrano nelle gestioni tradizionali dell’INPS, come artigiani, commercianti o dipendenti.
Alcune categorie professionali sono obbligate a iscriversi a questo fondo e a versare i relativi contributi previdenziali.
La Gestione Separata riconosce ai suoi iscritti diverse prestazioni: dall’assegno ordinario di invalidità alla pensione di inabilità, fino alla pensione anticipata, alla pensione di vecchiaia, alla pensione di reversibilità e alla pensione indiretta.
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Chi si deve iscrivere alla Gestione Separata INPS?
L’iscrizione alla Gestione Separata INPS è obbligatoria per tutti i contribuenti che percepiscono redditi riconducibili a una delle categorie indicate di seguito.
Liberi professionisti
Devono iscriversi alla Gestione Separata e versare i contributi i liberi professionisti:
- senza Cassa previdenziale autonoma;
- del settore sportivo dilettantistico;
- iscritti a un Albo professionale e Cassa previdenziale autonoma, nel caso in cui, ai sensi del regolamento non siano iscrivibili e non versino il contributo soggettivo. È il caso, ad esempio, di un ingegnere che contemporaneamente all’attività professionale svolge anche lavoro dipendente.
Lavoratori occasionali e collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co)
Sono tenuti inoltre ad iscriversi alla Gestione Separata INPS:
- i lavoratori che forniscono collaborazione coordinata e continuativa (co. co. co.), disciplinati dall’art. 409 c.p.c,
- i prestatori di lavoro occasionale accessorio;
- i venditori porta a porta con reddito superiore a 5.000 euro;
- i lavoratori autonomi occasionali con reddito superiore a 5.000 euro;
- i collaboratori coordinati e continuativi del settore sportivo dilettantistico.
Altri soggetti
L’obbligo di iscrizione riguarda anche altre categorie di lavoratori, tra cui:
- spedizionieri doganali non dipendenti;
- titolari di assegni di ricerca e di borse di sdi borse di studio per la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca;
- amministratori locali;
- titolari di cariche sociali quali Presidente del CdA, amministratori di società, sindaci e revisori di società o enti pubbliche e privati;
- componenti di colleghi e commissioni;
- medici con contratto di formazione specialistica;
- magistrati onorari confermati non esclusivisti;
- titolari di incarichi di ricerca finalizzati all’introduzione alla ricerca e all’innovazione sotto la supervisione di un tutor;
- addetti al controllo e alla disciplina delle corse ippiche e delle manifestazioni del cavallo da sella per cui è autorizzato l’esercizio di scommesse sportive.
Come iscriversi alla Gestione Separata INPS? Guida passo passo
L’iscrizione alla Gestione Separata INPS va essere effettuata online, direttamente sul sito dell’INPS, utilizzando il servizio “Domanda Iscrizione Parasubordinati”.
Dopo aver effettuato l’accesso tramite SPID o CIE, si dovrà selezionare il modulo d’iscrizione alla Gestione Separata e compilare i dati richiesti, tra cui:
- dati anagrafici;
- codice fiscale del lavoratore;
- data di inizio attività;
- tipologia di attività svolta.
Una volta inserite tutte le informazioni, basterà confermare l’iscrizione, completare la procedura e scaricare o stampare la ricevuta finale.
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Entro quando iscriversi alla Gestione Separata INPS?
L’iscrizione alla Gestione Separata deve essere effettuata entro trenta giorni dall’inizio dell’attività (riferendosi alla data della comunicazione di inizio attività inviata all’Agenzia delle Entrate tramite Mod. AA9/12 o alal data di invio della comunicazione unica).
Gestione Separata INPS 2026: aliquote, massimali e minimali di reddito
La circolare INPS n° 8 del 3 febbraio 2026 stabilisce l’impostazione per le aliquote minimali e massimali di reddito per collaboratori e professionisti iscritti alla Gestione Separata.
Va ricordato che sono in vigore anche le seguenti aliquote contributive aggiuntive:
- 0,50%: per la tutela della maternità̀, agli assegni per il nucleo familiare, alla degenza ospedaliera, alla malattia e al congedo parentale.
- 1,31% a copertura dell’indennità di disoccupazione involontaria DIS-COLL.
Aliquote Gestione Separata
Le aliquote possono essere riassunte nelle seguenti tabelle.
| Liberi professionisti | Aliquota 2026 |
|---|---|
| Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie | 26,07 % (25,00 IVS + 0,72 aliquota aggiuntiva + 0,35 ISCRO) |
| Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria | 24% (24,00 IVS) |
| Collaboratori e figure assimilate | Aliquota 2026 |
|---|---|
| Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL (indennità di disoccupazione mensile) | 35,03% (33,00 IVS + 0,72 + 1,31 aliquote aggiuntive) |
| Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali non è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL (indennità di disoccupazione mensile) | 33,72% (33,00 IVS + 0,72 aliquota aggiuntiva) |
| Professionisti settore sportivo dilettantistico non assicurati presso altra forma di previdenza obbligatoria. | 25% IVS calcolato sul 50% dei compensi al netto della franchigia di 5.000,00 euro 1,07% (0,50% + 0,22% aliquota aggiuntiva + 0,35% ISCRO) calcolato sul totale dei compensi percepiti al netto della franchigia di 5.000,00 euro annui |
Massimali e minimali
Le aliquote indicate si applicano tali aliquote si applicano facendo riferimento ai redditi conseguiti dagli iscritti alla Gestione Separata fino al raggiungimento del massimale di reddito che per l’anno 2026 è stato fissato a 122.295,00 euro.
Il reddito minimale, invece, è stabilito a 18.808,00 euro. Di conseguenza, agli iscritti viene accreditato l’intero anno con un contributo annuo di:
- 4.513,92 euro per coloro che applicano l’aliquota al 24%;
- 4.903,25 euro (di cui 4.702,00 euro ai fini pensionistici) per i professionisti che applicano l’aliquota del 26,07%;
- 6.342,06 euro (di cui 6.206,64 euro ai fini pensionistici) per i collaboratori e le figure assimilate che applicano l’aliquota del 33,72%;
- 6.588,44 euro (di cui 6.206,64 euro ai fini pensionistici) per i collaboratori e le figure assimilate che applicano l’aliquota del 35,03%.
Sono nata nel 1995 da un'idea a due passi da Padova. Sono dinamica, entusiasta e adoro creare soluzioni semplici per problemi complessi. Sono sempre sul pezzo e sono molto pignola, tanto che mi dicono ...
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