Lavoro nero: maxi sanzioni nel 2015

Lavoro in nero: maxi sanzione inserita nel nuovo job act 2015

Maxi sanzioni e multe per lavoro nero. Ecco i nuovi provvedimenti apportati a livello governativo per ridurre le collaborazioni irregolari. – Danea

In tema di sanzioni per il lavoro nero non fanno più testo le singole giornate lavorative, ma il periodo in cui un soggetto viene impiegato irregolarmente dall’azienda: questa la principale novità contenuta nell’articolo 22 del provvedimento attuativo della Riforma Lavoro, che spiega con chiarezza come un’eventuale penale possa scattare in automatico non appena il datore non comunichi preventivamente l’instaurazione del rapporto professionale con un collaboratore subordinato.

Riguardo le nuove multe del lavoro in nero, i trasgressori rischiano contravvenzioni:

  • da 1.500 euro a 9.000 euro per ogni addetto con impiego irregolare svoltosi non oltre i 30 giorni;
  • da 3.000 euro a 8.000 euro per ogni addetto con impiego irregolare svoltosi in un lasso temporale compreso tra i 30 ed i 60 giorni;
  • da 6.000 euro a 36.000 euro per ogni addetto con impiego irregolare svoltosi in un lasso temporale superiore ai 60 giorni.

Visto che fino alla rimodulazione della maxi sanzione lavoro nero introdotta dal Jobs Act, la multa per ciascun collaboratore irregolare era inclusa tra 1.950 euro e 15.600 euro più 195 euro a giornata (se l’irregolarità proseguiva nel tempo veniva poi applicata un’ulteriore contravvenzione compresa tra 1.300 euro e 10.400 euro più altri 30 euro per le singole giornate), risulta evidente quanto, seppur in linea di massima le nuove ammende siano maggiorate, in alcuni casi possano gravare meno rispetto alle precedenti.

Se con il nuovo meccanismo per fasce e non più per singola giornata di lavoro irregolare, l’attuale quota massima per i trasgressori arriva a 36.000 euro, in passato (soprattutto in presenza di lunghe collaborazioni in nero) gli esborsi a carico dei datori erano infatti molto più consistenti. Nonostante questo, va comunque ricordato che le recenti disposizioni prevedono però rispetto alle vecchie un aumento sulle multe pari al 20% in caso di lavoratore straniero non regolarizzato.

Un altro punto importante su cui dobbiamo soffermarci è la reintroduzione della diffida, che permette all’addetto ispettivo di invitare il datore alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro nero mediante la stipula di contratti a tempo indeterminato/parziale (la riduzione dell’orario di lavoro non deve essere superiore al 50%) o di contratti a tempo determinato non inferiori a 3 anni. Per evitare ulteriori ripercussioni, è necessario dimostrare l’avvenuta regolarizzazione ed il pagamento delle sanzioni entro 4 mesi dalla notifica del verbale.

L’ultima precisazione sulle nuove disposizioni relative alla questione lavoro in nero riguarda una sorta di rimodulazione delle sanzioni predisposte per evitare l’interruzione dell’attività imprenditoriale quando i collaboratori irregolari superano il 20% del team o quando si riscontrano gravi violazioni sulla tutela-sicurezza del personale e degli ambienti professionali.

Affinché il provvedimento venga revocato bisogna:

  • regolarizzare i rapporti con i singoli addetti;
  • e pagare una multa di 2.000 euro per il lavoro nero (prima era di 1.950 euro) o di 3.200 euro per le altre violazioni (prima era di 3.250 euro). In alternariva è anche possibile sborsare il 25% della cifra dovuta versando l’importo residuo maggiorato del 5% entro e non oltre un periodo massimale di sei mesi.

Queste le ultime novità relative alla maxi sanzione lavoro nero recentemente introdotta dal Jobs Act.

photo credit: Thomas Leth-Olsen cc


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Alice

Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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