Parlare bene inglese fa bene agli affari e al reddito personale

Parlare bene inglese fa bene agli affari: la ricerca EF

A confermare ciò che già probabilmente tutti sapevamo è la ricerca condotta da EF

 

In fondo ce lo siamo sempre sentiti dire, quindi un po’ ce lo potevamo aspettare, ma ora è ufficiale: parlare inglese fa bene agli affari. A confermare tutti i nostri sospetti è stato il rapporto EF sulle competenze di lingua inglese nel mondo.

Il rapporto fa seguito a una ricerca svolta da EF, l’organizzazione internazionale che da più mezzo secolo organizza vacanze studio e corsi di lingue all’estero, su un campione di 80 Paesi. I risultati non lasciano dubbi: più approfondita è la conoscenza dell’inglese scritto e parlato, più crescono i  Pil (Prodotto interno lordo) del “sistema Paese” e il reddito personale, la capacità di fare business e di avere successo fuori dai confini nazionali.

Non è il primo rapporto che la società stila, ma di certo è più ampio e completo di tutti i precedenti, infatti per la prima volta include i Paesi africani. EF ha messo sotto esame ciò che lega l’inglese ai diversi indicatori di import/export (per esempio: efficienza logistica, tempistiche e compilazione dei documenti da allegare all’esportazione di prodotti), al Prodotto interno lordo nazionale e al reddito lordo pro capite. La correlazione emersa mostra come all’aumentare dei risultati dei test di lingua nella maggioranza della popolazione, aumenta anche la capacità di successo nel fare impresa.

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I risultati in base al Paese

In base ai risultati dell’EF standard english test somministrato nei vari Paesi, il livello “alto” di inglese è stato raggiunto da Olanda, Svezia, Danimarca, Norvegia, e poi Singapore, Finlandia, Lussemburgo e Sud Africa.

A ottenere un “buono” Germania, Austria, Polonia, Belgio, Malesia, Svizzera, Filippine, Serbia, Romania, Portogallo, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia.

Nel livello medio ci sono Bulgaria, Grecia, Lituania, Argentina, Repubblica Dominicana, India, Spagna, Hong Kong, Corea del Sud, Nigeria, Italia, Vietnam e Costa Rica. Tra i livelli “basso” e “molto basso” si piazzano il restante degli stati africani, dell’Asia, il Medio-Oriente e praticamente quasi tutta l’America latina.

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Dati del livello di inglese aggregati per continente

L’Europa si conferma come il continente con il miglior livello di inglese con il punteggio di 55,96%, superando la media mondiale di quasi 3 punti percentuali (media mondiale 53,18). Infatti ci sono ben 8 stati europei nella top ten. Anche l’Asia se la cava bene con l’inglese, pur presentando delle differenze interne molto grandi. Anch’essa è leggermente superiore alla media mondiale (53,60%). L’Africa guadagna un 52,28% mentre l’America latina il 51,47%. Fanalino di coda il Medio Oriente che chiude la classifica con un livello di competenza molto basso (punteggio medio 45,31%).

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Dettaglio del livello di inglese in Italia

Italia vs. Resto del Mondo

Il rapporto EF offre anche l’opportunità di approfondire i dati relativi a ogni singolo Paese. Per quanto riguarda l’Italia, possiamo dire che non siamo andati benissimo. Pur non essendo ai piedi della classifica, possiamo avere dei grandi margini di miglioramento. Siamo al 33esimo posto sul totale di 80 Paesi, ma se vogliamo vederla in un’ottica tutta europea, ci spetta il 23esimo posto sui 27 totali. Il punteggio medio dei test è 54,19%, sensibilmente sotto la media del Vecchio continente. Un situazione che non ci premia ma che sicuramente  può essere presa come spunto per migliorare. In effetti rispetto al precedente rapporto ci sono stati dei miglioramenti.

Livello di inglese in Italia per area geografica

Scendendo in profondità nell’analisi dei dati e prendendo in esame i risultati di ogni singola regione, salta subito all’occhio che esistono grosse differenze tra il nord e il sud Italia. Le regioni che hanno registrato i migliori risultati nei test sono state il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia, la Liguria e l’Emilia Romagna, con medie al di sopra di quella europea. In fondo alla lista invece Puglia, Calabria, Sicilia e Basilicata. Si piazza bene anche il Veneto, con la sua media di 55,08 è di quasi un punto percentuale sotto la media europea, ma di altrettanti due punti sopra quella mondiale.

Livello di inglese per città e in base al sesso-età

Scendendo ancora più nei dettagli del rapporto EF scopriamo che l’inglese migliore è parlato a Genova, seguito da quello di Bologna e Milano. Per quanto riguarda il genere, invece, il divario tra uomo e donna si assottiglia sempre di più: le donne sono più brave degli uomini di un solo punto percentuale (54,96% contro 53,61%).

Infine la fascia d’età che parla meglio l’inglese è quella dei giovani tra i 18 e i 20 anni. Un risultato incoraggiante e che testimonia quanto siano importanti gli investimenti previsti dal sistema educativo italiano per l’insegnamento dell’inglese nelle scuole.

In questo senso sono stati fatti notevoli passi avanti e questo trend dovrebbe continuare, sia dal punto di vista della formazione, sia da quello dell’aggiornamento dei docenti. Non va dimenticato nemmeno il grande impegno che l’Unione Europea ha dimostrato nel promuovere lo scambio entro i propri confini e anche fuori, potenziando programmi di scambio culturale come l’Erasmus, e trovando soluzioni valide per import ed export.



Alessia

Dopo la maturità inizia la mia avventura da cafoscarina, che mi porterà alla laurea in Marketing e Comunicazione. Il contatto, professionalmente parlando, con il mondo "dell'internet" in tutte le sue ...

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