Agevolazioni PMI innovative 2017: requisiti, incentivi e dettagli

Agevolazioni PMI innovative 2017: requisiti, incentivi e dettagli

Grazie all’Investment Compact molte delle agevolazioni per le Start up innovative sono state ampliate alle PMI innovative: vediamo quali sono i requisiti, le agevolazioni in oggetto e gli incentivi

 

Secondo i dati forniti da Infocamere sono in forte crescita le piccole e medie imprese italiane che hanno assunto negli ultimi mesi la qualifica di “PMI Innovative” sfruttando le disposizioni contenute nel D.L. 3/2015 (noto come “Investment compact”) che ha sostanzialmente ampliato buona parte delle agevolazioni per Start up innovative anche alle categorie di imprese (PMI) che operano nel campo dell’innovazione tecnologica e che soddisfano i requisiti previsti dalla norma.

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Agevolazioni per PMI innovative: requisiti

Pre-requisito fondamentale per rientrare nella categoria delle “PMI innovative” è, come detto,  essere un’impresa operante nel campo dell’innovazione tecnologica: la norma non prevede vincoli di natura settoriale, in quanto l’innovazione tecnologia può riguardare tutti i comparti produttivi, e come vedremo a differenza delle start-up innovative non vi sono limiti temporali, ovvero beneficiano delle disposizioni in esame le imprese “innovative” a prescindere dalla data di costituzione.

Possono accedere alle agevolazioni per PMI innovative previste solo ovviamente le Piccole e Medie imprese, vale a dire imprese che impiegano meno di 250 persone e il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro o il cui totale di bilancio non supera i 43 milioni di euro, che rispettano i seguenti requisiti:

  • essere costituite come società di capitali, anche in forma cooperativa;
  • avere sede principale in Italia, o in altro Paese membro dell’UE o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio Economico Europeo, purché abbiano una sede produttiva o una filiale in Italia;
  • disporre della certificazione dell’ultimo bilancio (e dell’eventuale bilancio consolidato) redatto da un revisore contabile o da una società di revisione iscritti nel registro dei revisori contabili;
  • avere azioni che non sono quotate in un mercato regolamentato;
  • non essere iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle start-up innovative e agli incubatori certificati;

Il contenuto innovativo dell’impresa deve essere poi identificato con il possesso di almeno due dei tre seguenti criteri:

  • aver sostenuto spese in ricerca, sviluppo e innovazione in misura almeno pari al 3% della maggiore entità fra costo e valore totale della produzione;
  • impiegare come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in una quota almeno pari a 1/5 della forza lavoro complessiva, personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero, ovvero, in una quota almeno pari a 1/3 della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di laurea magistrale;
  • essere titolare, anche quale depositario o licenziatario, di almeno una privativa industriale, relativa a un’ invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale ovvero titolarità dei diritti relativi a un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché tale privativa sia direttamente afferente all’oggetto sociale e all’attività di impresa.

Per poter accedere al regime delle agevolazioni previsto le PMI innovative devono registrarsi nella sezione speciale del Registro delle Imprese creata ad hoc presso le Camere di Commercio; come avviene anche per le startup innovative, l’iscrizione avviene trasmettendo in via telematica alla Camera di Commercio una dichiarazione di autocertificazione di possesso dei requisiti descritti.

Sarà la stessa Camera di Commercio competente per territorio a controllare l’effettivo possesso dei requisiti previsti; inoltre è previsto l’obbligo di aggiornare con cadenza annuale (entro il 30 giugno) i dati forniti al momento dell’iscrizione nella sezione speciale, in particolare quelli riguardanti la componente innovativa dell’impresa, pena la perdita dello status di PMI innovativa.

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Quali sono le agevolazioni per PMI innovative

Definiti i requisiti e le formalità per essere qualificata PMI innovativa, vediamo invece quali sono le agevolazioni:

  • esonero dall’imposta di bollo per l’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese e per gli atti connessi al Registro;
  • deroghe alla disciplina societaria ordinaria: è consentito alle PMI innovative costituite in forma di s.r.l., di creare categorie di quote dotate di particolari diritti (ad esempio quote che non attribuiscono diritti di voto o che ne attribuiscono in misura non proporzionale alla partecipazione), effettuare operazioni sulle proprie quote, emettere strumenti finanziari partecipativi, offrire al pubblico di quote di capitale;
  • facilitazioni nel ripanamento delle perdite: in caso di riduzione del capitale di oltre un terzo, il termine entro il quale la perdita deve risultare diminuita a meno di un terzo viene posticipato al secondo esercizio successivo (invece del primo esercizio successivo). In caso di riduzione del capitale per perdite al di sotto del minimo legale, l’assemblea, in alternativa all’immediata riduzione del capitale e al contemporaneo aumento dello stesso ad una cifra non inferiore al minimo legale, può deliberare il rinvio della decisione alla chiusura dell’esercizio successivo;
  • inapplicabilità della disciplina sulle società di comodo;
  • remunerazione attraverso strumenti di partecipazione al capitale: la PMI innovativa può remunerare i propri collaboratori con strumenti di partecipazione al capitale sociale (come le stock option), e i fornitori di servizi esterni attraverso schemi di work for equity. A questi strumenti fa capo un regime fiscale e contributivo di estremo favore, cioè non rientrano nel reddito imponibile ma sono soggetti soltanto alla tassazione sul capital gain.

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Incentivi specifici

Sono previsti poi specifici incentivi a favore di persone fisiche e giuridiche che intendono investire nel capitale delle PMI innovative: questa misura agevolativa, al momento non ancora fruibile, diventerà operativa non appena sarà emanato l’apposito decreto interministeriale.

L’agevolazione è stata stabilizzata e significativamente potenziata dalla Legge di Stabilità 2017 (art. 1, comma 66) e prevede per le persone fisiche, una detrazione Irpef pari al 30% dell’investimento, fino a un massimo di 1 milione di euro mentre per le persone giuridiche l’incentivo consiste in una deduzione dall’imponibile Ires del 30% dell’investimento, fino a un massimo di 1,8 milioni di euro.

Infine viene prevista per le PMI innovative la possibilità di raccogliere capitali con campagne di equity crowdfunding su portali online autorizzati, sistema che prevede la possibilità di raccogliere fondi online  in cambio dell’acquisto di titoli di partecipazione nell’impresa, nonché la possibilità di accedere in modo  semplificato, gratuito e diretto al Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese, un fondo pubblico che facilita il finanziamento bancario attraverso la concessione di una garanzia sui prestiti bancari. Tale garanzia copre fino all’80% del credito erogato dalla banca alla PMI innovativa, fino a un massimo di 2,5 milioni di euro, e può essere concessa attraverso una procedura semplificata.

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Photo credit: PopTechcc.


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Luca Mambrin

Dottore Commercialista e Revisore contabile a Trieste, se mi avessero domandato ai tempi dell’università “cosa farai da grande” non avrei mai risposto “il dottore commercialista”: ed invece ...

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