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Brainstorming: cos’è e le tecniche principali per usarlo e risolvere problemi

Vediamo nel dettagli quali sono gli step da seguire e quali piattaforme scegliere per fare brainstorming anche online in situazioni di smart working.

 

Il Brainstorming è un concetto di derivazione inglese coniato dal pubblicitario Alex F. Osborne negli anni ’40, che letteralmente significa tempesta di cervelli e indica una modalità di lavoro di gruppo, tramite cui si sfruttano le idee e la creatività dei partecipanti: esso consente di gestire il problem solving facendo emergere delle alternative in grado di dare valide soluzioni.

Come fare brainstorming: tecniche e modalità

Durante ogni sessione le persone presenti devono proporre quanti più spunti possibili, che verranno registrati e discussi in un secondo momento, con lo scopo di ridurre le possibilità ai minimi termini per individuare quelle più valide. Per eseguire una procedura corretta, i componenti del gruppo devono:

  • evitare critiche nei confronti delle idee altrui;
  • essere disponibili a stravolgere le idee presentate;
  • trovare un numero elevato di idee;
  • ragionare su ogni idea per perfezionarla.

Prima di parlare delle tecniche di brainstorming, ricordiamo che tale modalità di lavoro viene generalmente guidata da un animatore, che gestisce per un’ora gruppi di circa 8 individui con caratteristiche simili o differenti a seconda delle necessità. L’ambiente in cui questi si trovano deve essere confortevole e l’animatore ha il compito di stimolare l’interesse e la partecipazione.

La stimolazione dei partecipanti avviene attraverso una serie di giochi messi in atto da chi dirige il tutto e gli step principali consistono nei punti riportati di seguito:

  • individuazione di una parola presa in modo casuale dal vocabolario o da un giornale e utilizzata come punto di partenza per valutare il problema da una diversa prospettiva;
  • scelta di una disciplina sportiva da cui prendere le regole per adoperarle durante la discussione;
  • trascrizione delle idee per circa un quarto d’ora;
  • proposta di un gioco di ruolo in cui le persone coinvolte hanno l’obiettivo di trovare soluzioni alla problematica, fingendosi altri soggetti;
  • immedesimazione dei partecipanti nella figura del giornalista e ragionamento incentrato sulle classiche 5 W (who?, what?, when?, where? e why?).

Per l’esperto di Brainstorming Ken Thompson, il successo di tale procedura dipende dalla capacità di seguire almeno sette regole basiche:

  • la prima è definire in modo corretto il problema per semplificare l’intervento dei partecipanti.
  • La seconda è prevede l’accettazione delle idee altrui (anche se le stesse non convincono) e la possibilità di prendere in considerazione parte di esse.
  • La terza impone di dare una migliore visibilità alle idee più valide per poterle maggiormente sfruttare.
  • La quarta richiede l’eliminazione di tutti i momenti di stallo a favore della proposta di nuovi punti di vista.
  • La quinta spinge a disegnare una mappa con le proposte per supportare chi è bravo con le immagini.
  • La sesta promuove la conoscenza tra i componenti;
  • e, infine, la settima spinge all’utilizzo di diagrammi e modelli per rappresentare graficamente i concetti.

Come fare brainstorming: fasi e strategie

Per quanto riguarda invece gli step da seguire, si comincia con la fase presentativa: in questo preciso momento bisogna spingere i partecipanti a parlare. Visto che ognuno ha il proprio carattere, è importante stimolare il dialogo e l’intervento, evitando che i più introversi restino isolati o si chiudano in se stessi.

Successivamente si passa alla descrizione vera e propria del problema. È importante essere chiari e fornire con esattezza tutte le informazioni disponibili. Così facendo le persone presenti hanno la possibilità di capire meglio come impostare i propri ragionamenti. A questo punto è necessario indirizzare il discorso utilizzando frasi che stimolano il coinvolgimento reciproco.

Poi si passa alla fase della trascrizione delle idee: in questo momento le persone abbozzano tutto quello che pensano e le idee migliori vengono selezionate tramite votazione. Quelle che hanno più voti passano allo step successivo, seguendo una logica assolutamente democratica. Si procede in tal modo fino a trovare l’intuizione migliore.

Quando fare brainstorming: le applicazioni

Le applicazioni del brainstorming sono innumerevoli e coinvolgono ogni tipo di settore lavorativo. Ovviamente esistono settori in cui questa tecnica è maggiormente applicata e in cui è molto più conosciuta che in altri. Tuttavia, negli ultimi anni, la parola brainstorming è entrata nel linguaggio comune tanto da essere utilizzata ogni volta che c’è bisogno di discutere su un problema da risolvere.

Restando in ambito puramente professionale, lo scopo del brainstorming è quello di raccogliere idee e, dovendo fare una sintesi, si riportano di seguito alcune delle possibili applicazioni.

  • Marketing/pubblicità – Sviluppo di idee per nuove strategie o idee creative; molte delle più note campagne pubblicitarie nascono da intense sedute di brainstorming in cui i partecipanti rispondono a turno a domande come “Perché le donne dovrebbero scegliere il nostro prodotto?” o “Quale dovrebbe essere il nuovo slogan pubblicitario?”. Per gli aspetti più creativi delle campagne si adopera spesso anche la tecnica del brainwriting per elaborare nuovi elementi visivi utili per costruire loghi e campagne pubblicitarie.
  • Creazione di nuovi prodotti e servizi – Uno dei campi di applicazione più congeniali al brainstorming nel contesto aziendale è sicuramente quello dell’ideazione e dello sviluppo di nuovi prodotti o servizi. Per offrire qualcosa che sia realmente innovativo rispetto all’offerta dei competitor è necessario ragionare fuori dagli schemi attivando il cosiddetto pensiero laterale. In questi casi, le sessioni di brainstorming sono d’aiuto e favoriscono anche lo scambio visivo delle idee grazie all’utilizzo di tecniche come il brainwalking.
  • Gestione dei nuovi progetti – Per validare la fattibilità di ogni nuovo progetto di business, è sempre consigliabile chiedere opinioni esterne e imparziali. In questi casi il brainstorming, con la sua capacità di aggiungere nuove voci al dibattito, è in grado di individuare eventuali punti deboli e criticità. La molteplicità di opinioni, infatti, favorisce lo sviluppo di una valutazione finale estremamente bilanciata e in grado di delineare gli effettivi risultati sul mercato. È un aspetto da non sottovalutare perché, troppo spesso, i nuovi progetti vengono penalizzati dalla gestione esclusiva da parte dell’imprenditore e dei membri della dirigenza.
  • Teambuilding – Per come sono pensate, le tecniche di brainstorming possono essere anche considerate come una vera e propria attività di teambuilding. Un team che lavora bene insieme e che rispetta i punti di vista di tutti i suoi componenti, è un team che riesce ad approcciare meglio qualsiasi sfida. Tolleranza e apertura verso altri punti di vista sono il terreno fertile in cui crescono le migliori idee. Inoltre, la compartecipazione al processo decisionale e creativo sviluppa maggiore affiatamento e sinergia tra le diverse figure professionali presenti all’interno di un team.
  • Problem solving – A volte, grazie a un diagramma di brainstorming, è possibile individuare soluzioni inaspettate ai problemi più disparati. Si tratta di un approccio particolarmente utile durante le crisi aziendali perché aumenta il senso di responsabilità di tutti e favorisce un atteggiamento assertivo e resiliente.

Brainstorming in smart working: strumenti e vantaggi

Il brainstorming in senso classico ideato da Osborne è molto semplice ed essenziale nel suo scopo e, nel corso degli anni è stato declinato in diverse varianti che hanno contribuito a differenziare l’approccio in base alle esigenze. La duttilità di questo metodo si è adattata molto bene anche al lavoro da remoto e oggi fare brainstorming in smart working è assolutamente normale.

Lo sviluppo di piattaforme online e di software dedicati ha reso il confronto a distanza estremamente semplice portando, in alcuni casi, anche dei vantaggi. Ad esempio, ai membri del team più riluttanti a esternare le proprie opinioni, ha offerto la possibilità di esprimersi senza sentirsi eccessivamente sotto pressione. Inoltre, grazie alle piattaforme cloud, il contributo di ciascuno alla discussione generale può essere offerto in molti casi in maniera asincrona. Utilizzando forum o chat ogni singolo partecipante può scrivere il proprio punto di vista in qualsiasi momento della giornata, senza sentirsi in dovere di tirar fuori un’idea brillante durante una riunione in presenza.

Per fare brainstorming online è oggi possibile utilizzare diverse piattaforme in cloud per organizzare sessioni da remoto sia in modalità sincrona che in modalità asincrona. Di seguito alcuni dei tool più utilizzati dai team di lavoro di tutto il mondo.

  • Slack – È uno strumento di collaborazione aziendale tra i più diffusi che consente il dialogo tra colleghi in più modalità attraverso chat e videochiamate. La peculiarità di questo tool è quella di permettere la gestione delle discussioni in diverse stanze che possono essere utilizzate per affrontare argomenti differenti.
  • Google Docs – Gli strumenti da ufficio di Google sono sicuramente i più usati da chi lavora in presenza o in smart working. Grazie alla condivisione dei documenti, Google Docs offre un confronto continuo su tutti i progetti con la possibilità di lavorare, commentare e modificare il lavoro degli altri. L’interazione continua a distanza è anche facilitata dallo strumento di chat e di videochiamata Google Meet che va a integrare la suite da ufficio di Google.
  • Zoom – È al momento uno dei software più utilizzati per le videoconferenze ed è basato su cloud. Può essere impiegato anche per effettuare semplici chiamate vocali e consente la registrazione delle sessioni per visualizzarle successivamente. Una delle funzioni più apprezzate di questo tool è quella che riguarda i webinar e che consente lo streaming live sulle piattaforme social Facebook e Youtube.
  • Mindmup e Coggle – Sono sicuramente tra i tool più utili per chi vuole effettuare un brainstorming a distanza (o perché no, anche in presenza quando mancano lavagna e pennarello). Sia Mindmup che Coogle sono web app per la creazione di mappe mentali tra le più utilizzate e, nell’ambito di un brainstorming, possono aiutare i partecipanti a schematizzare le idee emerse nell’ambito di una discussione.
  • Miro – È una piattaforma di collaborazione visiva che centralizza in un solo luogo la collaborazione tra tutti gli elementi dell’azienda. Con la sua funzionalità più utilizzata, la whiteboard, Miro permette ai partecipanti di lavorare in brainstorming rappresentando in modo chiaro tutto il processo.
Alice

Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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