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Imprenditoria femminile: il punto sui finanziamenti nel 2018

Imprenditoria femminile: il punto sui finanziamenti nel 2018

Nonostante continui ad essere meno diffusa di quella maschile, i numeri dell’imprenditoria femminile stanno crescendo. Vediamo le agevolazioni previste per le imprese, avviate o da avviare, i requisiti per accedervi e le modalità di presentazione delle domande

 

La prima donna canadese a diventare sindaco, Charlotte Witton, è nota anche per una dichiarazione sul lavoro al femminile che in passato ha fatto molto discutere:

“qualsiasi cosa facciano le donne, devono farla due volte meglio degli uomini, per essere apprezzate la metà”.

Al di là dell’ironia sottesa in queste parole, il dato di fatto è che l’imprenditoria femminile è meno diffusa rispetto a quella maschile, nel nostro paese come nel resto del mondo.

I tempi stanno cambiando, le donne hanno saputo rivendicare con successo molti dei loro diritti, tra cui anche la possibilità di avviare una propria impresa. Ecco quindi che, anche in Italia, i numeri legati all’imprenditorialità femminile stanno crescendo: nel 2017, infatti, sono state contate 1 milione e 331 mila imprese in rosa, pari al 21,86% del totale.

Ma si può fare di più, e si vuole fare di più, come testimonia l’attenzione riservata dallo Stato verso l’imprenditoria femminile nell’attuare i finanziamenti pmi per il 2018. In realtà è un’attenzione che continua da anni, infatti attraverso la legge 215 del 1992 “Azioni positive per l’imprenditoria femminile” sono previste delle agevolazioni per le imprese già costituite e da costituire, formate prevalentemente da donne.

Imprenditoria femminile: requisiti per l’accesso ai finanziamenti

Per poter usufruire di finanziamenti per le imprese in rosa nel 2018, occorre possedere alcuni requisiti. Se la ditta è individuale, il titolare deve essere donna. Nel caso di società di persone o cooperative, almeno il 60% dei soci deve essere del gentil sesso. Per le società di capitali, i due terzi delle quote devono appartenere a donne e l’amministrazione deve essere composta almeno per un terzo da donne.

Per quanto riguarda la piccola impresa, quando la domanda viene presentata deve avere meno di 50 dipendenti, avere un fatturato che non superi i 7 milioni di euro o un bilancio inferiore ai 5 milioni. Infine non devono essere dipendenti da imprese partecipanti.

Imprenditoria femminile: tipologie di finanziamento disponibili

Una volta verificato di possedere i requisiti di accesso ai finanziamenti, bisogna da verificare quali bandi sono stati attivati. Il finanziamento può variare in base al bando e all’Ente che lo ha aperto, ma avere chiaro in partenza che tipo di agevolazione si sta cercando può aiutare a districarsi nella ricerca delle opportunità offerte.

Sostanzialmente sono sei le tipologie di aiuti che possiamo trovare nei bandi.

  • I contributi a fondo perduto sono degli incentivi che devono essere usati per avviare l’impresa in rosa e sono caratterizzati da una parte del capitale, generalmente la metà, che non dovrà essere restituito allo stato, mentre il restante verrà rimborsato in rate mensili contraddistinte da un tasso agevolato.
  • Le più generiche agevolazioni per l’azienda femminile invece sono dedicate a realizzare nuovi progetti aziendali, oppure per l’acquisto di prodotti e servizi per l’azienda.
  • Il Fondo di Garanzia, invece, non è prettamente un contributo di tipo economico, ma è un modo per richiedere un finanziamento garantito dallo Stato. Il Fondo non interviene nei rapporti tra l’impresa e la banca, e nemmeno nei tassi d’interesse applicati, ma solo sul fronte delle garanzie reali, assicurative e bancarie. Può essere richiesto sia dalle professioniste che dalle imprese femminili, indirizzando la domande direttamente alla banca e al Fondo.
  • Il Microcredito è un’altra possibilità offerta dal Ministero dello sviluppo economico e, ancora una volta, prevede un contributo economico ma bensì la garanzia su un eventuale prestito richiesto dall’impresa in rosa già costituita o da professioniste con partita Iva da almeno 5 anni. Un piccolo appunto: per avere accesso al microcredito le imprese e le professioniste non possono avere più di 5 dipendenti, 10 in caso di Società di persone, Srl semplificate (Srls) e cooperative.
  • L’autoimpiego Invitalia, invece, è uno strumento per sostenere la creazione e lo sviluppo di realtà imprenditoriali da parte di disoccupate o donne in cerca della loro prima occupazione. Questo particolare fondo è gestito da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione d’investimenti e lo sviluppo d’impresa, che si occupa di valutare le domande di contributo a fondo perduto e di mutuo a tasso agevolato, oltre ad offrire assistenza su tre iniziative: lavoro autonomo come ditta individuale, microimpresa e franchising. Attualmente, però, i fondi dedicati a questo particolare incentivo sono esauriti, quindi non è più possibile (per il momento) presentare nuove domande.
  • Infine ci sono gli Incentivi SMART&START, ovvero degli incentivi e agevolazioni dedicati alle startup innovative italiane.

Imprenditoria femminile: la presentazione della domanda e il responso dagli Enti

Dopo aver fatto chiarezza sui requisiti necessari e sui tipi di finanziamenti per imprese disponibili, non ci rimane che capire come poter presentare la domanda.

Per prima cosa bisogna verificare l’uscita dei bandi sul sito del Ministero dello sviluppo economico (Mise) o della propria regione. I bandi vengono pubblicati e aggiornati, di volta in volta, specificando le risorse disponibili, i requisiti richiesti, e le agevolazioni previste, e corredati con i moduli da compilare per poter fare domanda.

Una volta inviata la domanda, l’Ente che gestisce il bando farà le opportune verifiche della richiesta e procederà alla pubblicazione di una graduatoria sulla base di criteri precisi (occupazione, fattibilità dell’idea d’impresa presentata, partecipazione femminile, business plan, eventuali certificazioni).

Alessia

Dopo la maturità inizia la mia avventura da cafoscarina, che mi porterà alla laurea in Marketing e Comunicazione. Il contatto, professionalmente parlando, con il mondo "dell'internet" in tutte le sue ...

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