Produttività, gestione del tempo e delle priorità: la storia da Franklin a Siri

Produttività, gestione del tempo e delle priorità: la storia da Franklin a Siri

Dalla to do list di Franklin, all’avvento di Internet, passando dal cibo precotto: come il mercato ha saputo adattarsi alla necessità di una gestione della produttività sempre più puntuale

 

Nel corso dei secoli il concetto di produttività è rimasto pressoché invariato, legato ad una valenza strettamente economica che misura il rapporto tra la quantità prodotta in una data unità di tempo e i mezzi impiegati per produrla, o il rapporto tra il prodotto e l’insieme dei fattori di produzione che hanno concorso a produrlo.

Più precisamente, la misura della produttività esprime in modo sintetico la maggiore o minore capacità di trasformare gli input in output in un qualsiasi processo produttivo.

Ma negli ultimi decenni, pare che la produttività sia sempre più concepita a livello di produttività personale, e che attorno a questa nuova concezione si sia creata un’industria sempre più florida che ha come scopo quello di fornirci i mezzi per produrre sempre di più in sempre minor tempo, ottimizzando le nostre risorse e permettendoci di risparmiare tempo.

Il tempo che risparmiamo, in teoria, dovrebbe essere impiegato per noi stessi, per i nostri affetti, le nostre passioni, la nostra vita al di fuori del mero ambito lavorativo.

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La gestione del tempo: l’adattamento del mercato

Ma è davvero così?

Un documento del 1791 testimonia una to-do list redatta nientemeno che da Benjamin Franklin, una lista che si intitolava “What good shall I do this day?”.

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Dall’avvento della Rivoluzione Industriale e l’invenzione del telaio meccanico e della prima catena di montaggio, la tecnologia si è evoluta per permettere di produrre sempre più in sempre meno tempo, e portando sempre più persone (uomini,donne e bambini) a trovare impiego nelle fabbriche, sottraendo quindi forza lavoro all’agricoltura.

Sempre più persone hanno quindi condizionato la propria vita sulla base del tempo, e non a caso nei decenni successivi si sviluppa la produzione delle agende, dei calendari, dei daily planner.

L’industria del cibo ha saputo cogliere la giusta opportunità, dato che sempre più persone erano sempre più impegnate nel proprio lavoro ed erano sempre meno presenti in casa, ha lanciato i cibi preconfezionati, pronti in pochi minuti, che permettevano a tutti di consumare un pasto da soli o in famiglia risparmiando il tempo di fare la spesa, preparare e cucinare. Si sviluppano anche i supermercati, dove è possibile reperire tutto ciò che può servire senza dover andare da un negozio all’altro.

La tecnologia ha fatto la sua parte a partire dall’invenzione del personal computer negli anni 70 e del World Wide Web negli anni 80, offrendo via via sempre più soluzioni per incrementare la produttività personale. Microsoft, fondata nel 1975, è stata una delle prime aziende a fornire una suite di programmi per aiutare le persone ad organizzare il proprio lavoro ed il proprio tempo, e ad integrare le proprie to-do list alla loro sempre più prolungata presenza online.

Nel 1986 Psion lancia Organizer II, antesignano dei PDA – Personal Digital Assistant, un minicomputer con funzionalità di calcolatrice, orologio, calendario, rubrica di contatti, lista di impegni e attività, e possibilità di registrare note e appunti, anche vocali. Nel 1992 IBM produce Simon, considerato il primo smartphone della storia, equipaggiato con applicazioni di calendario, rubrica, blocco note e client e-mail, in grado anche di inviare fax. Nel 1996 Nokia presenta il 9000 Communicator, che divenne il “telefono PDA” o smartphone più venduto al mondo.

Il business della produttività è da allora diventato una vera e propria industria, sempre più legata allo sviluppo tecnologico. Nel 2006 Google, che già aveva dato il suo importante contributo surclassando gli altri motori di ricerca per accuratezza e velocità, qualità indispensabili per risparmiare tempo prezioso, lancia Google Calendar, che ha permesso per la prima volta di condividere impegni e scadenze con altri utenti, riducendo la necessità di incontri o riunioni.

I primi dieci anni del nuovo millennio hanno visto Apple impegnata in una massiccia ridefinizione del proprio brand, grazie al rilascio dell’iPod nel 2001, del Mac Book Pro nel 2006 e del primo iPhone nel gennaio 2007.

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La gestione del tempo: le prime tecnologie di ricerca vocale

Nel 2008 fanno la loro comparsa le prime tecnologie di ricerca vocale, che però non riscuotono particolare successo in quanto non native nei dispositivi mobili dell’epoca, forzando quindi l’utente a scaricare ed ad installare applicazioni di terze parti a pagamento o gratuite ma zeppe di messaggi pubblicitari. Bisogna attendere il 2011 ed il lancio dell’iPhone S4 per Siri, il primo assistente vocale intelligente perfettamente integrato in un dispositivo mobile. Bastava premere il tasto Home dell’iPhone, formulare a voce una richiesta e lasciare fare a Siri.

L’ultima generazione di PDA ha visto nel 2014 il debutto di Amazon Echo, una vera e propria forma di intelligenza artificiale concepita per integrarsi nella nostra vita di tutti i giorni, nata peraltro dello sviluppo del tablet Amazon Fire, il “fallimentare” tentativo del colosso di Seattle.

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La gestione del tempo: Internet of Things

Venduto finora in oltre 4 milioni di esemplari, Echo ha portato nelle case l’universo dell’Internet of things, grazie anche al continuo sviluppo di funzioni implementabili sviluppate da terze parti.

L’Internet of things (l’internet delle cose) abbreviato anche in “IoT” è l’evoluzione della Rete per cui gli oggetti sono in grado di comunicare dati su sé stessi e di accedere ad informazioni aggregate da parte di altri, acquisendo un ruolo attivo. In pratica, se nel nostro percorso da casa al lavoro è stato segnalato un incidente, la sveglia si attiva in anticipo. Le scarpe da running comunicano le nostre prestazioni agli altri utenti connessi dopo che abbiamo terminato la nostra corsa mattutina. La nostra lavatrice ci avvisa direttamente dal display sul cruscotto della nostra auto quando ha finito il ciclo di lavaggio e asciugatura…

Attualmente Echo è disponibile per il mercato americano e, da qualche mese, anche per quello tedesco ed inglese. Ogni nuova versione, infatti richiede un elevato impegno per comprendere una determinata lingua e i relativi accenti, motivo per cui, per esempio, la versione americana è diversa da quella inglese.

La concorrenza nel campo degli assistenti vocali intelligenti è agguerrita: dopo aver immesso sul mercato Pixel, il suo nuovo smartphone, Google ha da poco lanciato Google Home, altro assistente intelligente domestico con funzionalità molto simili a quelle del Google Assistant sviluppato per Android e diretto competitor di Amazon Echo. Anche Apple si sta lanciando nella mischia con il suo assistente domestico Apple Home Paod annunciato a inizio giugno 2017 durante il tradizionale Apple Worldwide Developers Conference.

Questi assistenti domestici, oltre ad essere utilizzabili con tutte le applicazioni di domotica, dalla regolazione di luce e riscaldamento all’attivazione degli elettrodomestici, permettono con una semplice richiesta vocale di ordinare una pizza, chiamare un’auto di Uber, ottenere informazioni su meteo e traffico.

Insomma, le nostre vite sono sempre più aiutate dalla tecnologia e dal sempre più crescente business che ruota attorno all’ottimizzazione del nostro tempo ed alla possibilità di fare sempre più cose in sempre meno tempo. Tutto questo per darci una mano ad essere sempre più produttivi, efficienti e multitasking.

Chissà se Benjamin Franklin, con la sua lista di buoni propositi, abbia solo lontanamente immaginato dove sarebbe potuta arrivare…

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Alvise

Classe 83. Trevigiano di nascita ma Internettiano d’adozione. Non ho ricordi di casa mia senza un computer. La prima volta che ho messo piede sul web avevo 12 anni, Google ancora non esisteva e ci volevano ...

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