Come smettere di procrastinare: esser produttivi senza più rimandare

Come smettere di procrastinare: tornare a esser produttivi senza più rimandare e accampare scuse

Spesso il passo più duro è solamente il primo e cambiando un po’ le abitudini si possono ottenere grandi risultati. 5 modi per smettere di procrastinare e diventare più efficienti

 

Probabilmente in questo preciso istante stiamo rimandando qualcosa e il colmo è che siamo qui seduti davanti allo schermo, intenti a cercare proprio qualche modo efficace per smettere di procrastinare. Diciamoci la verità: ci capita di rimandare quel qualcosa che dobbiamo proprio fare, talvolta all’infinito, e non lo facciamo solo in ambito lavorativo. Ma non siamo soli. Saremmo tutti molto sorpresi di scoprire che, dopo aver analizzato a fondo come usiamo il nostro tempo, procrastiniamo più di quel che crediamo.

Allora una domanda sorge spontanea: perché continuiamo a farlo, perfino quando sappiamo perfettamente che stiamo andando contro i nostri stessi interessi? E quindi come possiamo venirne a capo, smettere di procrastinare, possibilmente senza odiare noi stessi?

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Quando procrastiniamo

Procediamo per gradi e andiamo a identificare i motivi che minano la nostra efficienza. Rimandare qualcosa è la reazione più viscerale che abbiamo quando, in realtà, non abbiamo nessuna voglia di farla. L’equazione è la seguente: più giudichiamo qualcosa in maniera negativa o sfavorevole, più siamo inclini a procrastinarlo. A un livello neurologico possiamo parlare di come il sistema limbico (ovvero la parte emotiva del cervello) prevalga sulla corteccia prefrontale (che fa fare delle scelte ragionevoli).

Timothy Pychyl, uno psicologo canadese e autore del libro Solving the procrastination puzzle (Risolvendo il puzzle della procrastinazione), durante i suoi studi è riuscito a identificare sette motivi che rendono i nostri compiti più avversi ai nostri occhi e che, di conseguenza, ci portano sul pericoloso sentiero dell’auto-sabotamento.

Provate a pensare a qualcosa che state rimandando in questo periodo, e scoprirete che questo compito può essere descritto da almeno uno di questi aggettivi che lui chiama “trigger”, ovvero grilletti (attivatori):

  • noioso
  • frustrante
  • difficile
  • ambiguo
  • non strutturato
  • non gratificante
  • mancante di motivazione personale

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Come smettere di procrastinare in punti

Pychyl non si è limitato a identificare perchè procrastiniamo qualcosa, ma ha anche delineato cinque modi per smettere di rimandare, e dare così una mano alla parte logica del nostro cervello.

#1 – Rovesciare i trigger della procrastinazione

Quando uno o più trigger (attivatori) caratterizzano un’attività che stiamo evitando, bisogna provare a pensare al compito da svolgere in modo diverso, rendendo l’idea di completarlo più avvincente e attrattiva.

Facciamo un esempio: se redarre la relazione trimestrale è un compito noioso, possiamo trasformarlo in un gioco cercando di scrivere più parole possibile (di senso compiuto) in 20 minuti di tempo.

#2 – Smussare gli angoli della nostra resistenza

Quando un compito innesca i trigger (attivatori) della procrastinazione, proviamo a resistere e svolgere il compito. Per quanto tempo possiamo tenere duro? Mettiamo il caso di dover scrivere una recensione su un libro di 400 pagine. Per capire il nostro livello di resistenza dobbiamo prendere in considerazione lo sforzo che ci richiede il compito e porlo su una scala progressiva.

Seguendo l’esempio possiamo chiederci: siamo in grado di leggere per un’ora? Se la risposta è no, proviamo a diminuire il tempo, finché non troviamo la durata che rende il compito accettabile, e poi mettiamo in pratica.

#3 – Fare qualcosa (qualsiasi cosa) per iniziare

Spesso il passo più duro è soltanto il primo. Infatti, è molto più semplice continuare qualcosa che abbiamo già iniziato in precedenza. Questo perché i compiti da svolgere non sono sempre così tremendi come crediamo. Dare inizio a un compito forza il nostro subconscio a rivalutarlo, e magari ci porta a scoprire che non era poi così noioso (o difficile, ambiguo, ecc.) come credevamo.

Inoltre, iniziare un qualcosa ci mette nell’idea di continuare poi, infatti numerose ricerche dimostrano come ci ricordiamo più facilmente i lavori incompleti o interrotti rispetto ai progetti che portiamo a termine. Insomma, al nostro cervello non piacciono le questioni in sospeso.

#4 – Fare una lista dei costi della procrastinazione

Non pensiamo davvero mai a quanto ci costa il continuo rimandare lo svolgimento di un compito, eppure anche quello incide sul bilancio. Forse non vale la pena di perdere 20 minuti nell’elencare i costi del non andare a correre questa sera, ma ha molto più senso farlo per un altro progetto, come quello di risparmiare per comprare un’auto nuova.

Quindi si può aggiungere a questa lista come il risparmio per l’acquisto potrebbe influenzare la nostra vita sociale, le finanze, ecc. Si può stilare una lista anche per tutto ciò che rimandiamo nella nostra vita personale, o lavorativa, grandi o piccole questioni, e calcolare i costi per ciascuna di esse.

#5 – Disconnettersi

Inutile girarci tanto intorno, i nostri telefoni, tablet, computer, ci offrono una grande quantità di distrazioni. Email, Facebook, Whatsapp, sono solo alcuni esempi. Rimanere distaccati da queste fonti di distrazione diventa sempre più difficile, mentre rendono il nostro lavoro più ambiguo e discontinuo.

La soluzione è semplice: quando ci accorgiamo che stiamo procrastinando, disconnettiamoci. Può essere utile lasciare il telefono in un’altra stanza e staccare il wifi. Oppure si può chiedere aiuto alla tecnologia stessa scaricando delle applicazioni per bloccare gli accessi a siti e app distraevoli. Questo può sembrarvi drastico… in effetti lo è, ma è anche un ottimo modo per costringerci a lavorare su quello che è davvero importante.

La procrastinazione è una condizione umana, riguarda tutti noi, in misure e in ambiti diversi ovviamente, ma riconoscerla è il primo grande passo per cambiare questa attitudine. Un’analisi di come usiamo il nostro tempo dona una grande dose di consapevolezza su come e quanto spesso fuggiamo dai nostri compiti. Le nostre menti sanno essere piuttosto creative pur di non farci svolgere quei compiti che in realtà non vogliamo fare.

Renderci conto che stiamo procrastinando qualcosa è fondamentale: ci permette di attuare una delle strategie elencate per smettere di rimandare. La prossima volta che ci accorgiamo che rimandiamo un compito, proviamo a lavorare sul nostro livello di resistenza, oppure costringiamoci a iniziare, annotiamo i costi del procrastinare, e disconnettiamoci da Internet: la nostra efficienza ci ringrazierà.



Alessia

Dopo la maturità inizia la mia avventura da cafoscarina, che mi porterà alla laurea in Marketing e Comunicazione. Il contatto, professionalmente parlando, con il mondo "dell'internet" in tutte le sue ...

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