Come apparire su Google Maps e altro sul marketing locale

Come apparire su Google Maps? Alcuni consigli dell’esperto Luca Bove e altro sul marketing locale

Apparire su Google Maps sfruttando il local marketing consente di aumentare la visibilità della propria attività e, di conseguenza, di incrementare anche le opportunità commerciali

Come apparire su Google Maps sfruttando il local marketing per garantire massima visibilità al proprio esercizio commerciale? Per rispondere a questa domanda ci appoggiamo ai preziosi consigli forniti dal fondatore di Local Strategy Luca Bove, che, in un’interessante intervista per Merita.biz, spiega quali manovre mettere in atto per far crescere il proprio business proprio grazie al Local Search Marketing.

Prima di inoltrarci a fondo nell’argomento, è opportuno precisare quanto (soprattutto ai giorni nostri) sia diventato importante per chi gestisce un business concentrarsi al massimo sul marketing locale: farsi trovare da più persone possibile sfruttando l’ambito online e quello offline, rappresenta infatti un’operazione necessaria che, se svolta nel modo corretto, permette di aumentare la clientela e il fatturato.

#1 – Local Search e local SEO

Visto il numero di utenti in costante crescita che effettua ogni giorno sempre più ricerche locali da desktop (25% – 30%) e soprattutto da mobile (40% – 50%), i gestori dovrebbero sforzarsi di promuovere le proprie attività commerciali comparendo in siti ed applicazioni come Google, Google Maps, AppleMaps, Yelp o TripAdvisor e prestando attenzione:

  • sia al local marketing (attività svolta tramite l’advertising sulle radio locali, le insegne, la cartellonistica, ecc.);
  • che al local SEO (attività svolta in web site o app che consentono di eseguire ricerche, il cui obiettivo cardine è quello di ottenere un buon ranking rispetto ai competitors).

In merito a quest’ultimo punto, affinché sia davvero possibile essere ben posizionati, oltre ad eseguire i classici interventi SEO volti a “manipolare” i risultati dei motori di ricerca per comparire prima degli altri, è poi consigliabile curare la reputazione online offrendo dei servizi apprezzabili dal pubblico e facendo in modo che gli utenti scrivano delle belle recensioni sull’attività gestita.

Altri validi stratagemmi per risultare visibili nel web, consistono poi nel farsi trovare in tutti i principali sistemi di Local Search del momento (Google My Busines, Facebook, Instagram, ecc.) e nell’avere dei link che puntano verso il proprio sito web o nell’essere citati da altre piattaforme che forniscono le informazioni delle realtà commerciali (ragioni sociali, recapiti telefonici, indirizzi e-mail, ecc.).

Secondo Luca Bove, proprio queste semplici menzioni con tutti i dati aziendali lette dai crawler di Google e di altre piattaforme simili (non si parla di link in ingresso) unite ad una buona reputazione costruita nel tempo grazie ai commenti degli utenti, portano ad un ottimo ranking sui motori di ricerca e, di conseguenza, anche ad un deciso incremento della visibilità online.

#2 – Errori nei dati della Local Search

Il fatto di inserire la propria azienda su Google Maps, di curare l’ambito SEO e di iscriversi alle varie piattaforme di Local Search è certamente un aspetto positivo per l’azienda gestita, ma attenzione agli errori dei dati presenti online: cosa succede se, per esempio, un utente si tagga erroneamente inserendo l’indirizzo sbagliato dell’attività e ricreando una nuova location?

Casi del genere che accadono spessissimo generano pagine doppie con informazioni scorrette capaci di disorientare gli utenti. In questo caso il gestore dell’impresa deve intervenire subito eliminando le duplicazioni errate ed evitando che le recensioni degli utenti si ripartiscano in automatico su tutte le pagine esistenti (dato che i nuovi sistemi lo permettono, è importante accorpare le diverse schede per mantenerne una sola).

#3 – Contenuti nella Local Search

A detta di Bove, per assecondare al meglio la local search bisogna saper rispondere alle esigenze di tutti quegli utenti che ancora non conoscono l’attività gestita, fornendo informazioni corrette su indirizzi, orari di apertura, presenza di parcheggi e prodotti-servizi offerti: dato che gli utenti non hanno tempo da perdere, nella maggior parte dei casi scelgono soltanto le aziende che trasmettono chiarezza e riescono a soddisfare determinati bisogni.

Partendo da questo semplice presupposto, risulta chiaro quanto sia consigliabile per il gestore di un business interessato ad acquisire nuovi clienti, mettere gli stessi nella condizione di trovare quello che cercano in modo semplice ed immediato. Per riuscirci è quindi doveroso inserire nei profili online dell’attività commerciale tutti i dati che potrebbero interessare ai consumatori.

#4 – Investimento in visibilità

Con l’aumento della concorrenza, anche nel marketing locale ci stiamo sempre più indirizzando verso soluzioni costose, promosse in primis da Google, ma anche da altre aziende simili che, per dare visibilità, impongono l’esborso di una certa somma di denaro. Basti per esempio pensare a quanto il solo AdWords oggi venga utilizzato anche da piccole aziende sempre più disposte ad investire denaro per farsi trovare.

Se, come crede Luca Bove, questa situazione non può che consolidarsi, l’unico modo per sfruttarla a proprio vantaggio è quello di abituarsi alle nuove logiche dei risultati a pagamento, facendo degli investimenti ragionati e dando ai business gestiti gli strumenti necessari a renderli più visibili della concorrenza (perché farsi trovare per primi genera nuovi clienti e guadagni da reinvestire nel local marketing).


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Alice

Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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