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Come creare un ambiente di lavoro positivo: 8 Lezioni da Patty McCord

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I segreti utilizzati da Netflix per migliorare le prestazioni del team nell’ambiente di lavoro.

 

La maggior parte delle aziende si basa su alcune regole ferree, come un numero obbligatorio di giorni di ferie, la suddivisione delle ore di lavoro in ordinarie e straordinarie, obiettivi e gratifiche annuali. Ma cosa succederebbe se, invece di puntare tutto sul controllo, un’azienda decidesse di farlo anche sulla fiducia?

A spiegarci come poter costruire un ambiente di lavoro ideale è Patty McCord. Patty è stata Chief Talent Officer di Netflix per 14 anni, ed ha dato un notevole contributo alla creazione del Netflix Culture Deck. Dalla sua prima pubblicazione online il Netflix Culture Deck ha ottenuto oltre 15 Milioni di visualizzazioni, ed è stato definito uno dei più importanti documenti usciti dalla Silicon Valley.

Nel suo breve ma intenso intervento per la piattaforma TED esordisce con una premessa: il gergo e la terminologia utilizzati nel campo delle Risorse Umane sono un’accozzaglia di acronimi e tecnicismi incomprensibili.

Penso che potremmo gestire le nostre imprese semplicemente parlando tra noi come normali esseri umani. Potremmo persino portare molti più risultati!

Patty ammette che agli inizi della sua carriera era assolutamente affascinata dal linguaggio usato dai manager, e non vedeva l’ora di imparare a padroneggiarlo. Eppure, col passare del tempo, si è resa conto di quanto in realtà questo aspetto fosse poco rilevante.

Non era altro che una di quelle cosiddette “best practices” che in realtà sono tutto fuorché “practices”. Ed è altrettanto dubbio che siano persino “best”. In italiano suona malissimo, ma il concetto si traduce con “buona pratica”, e la conclusione di Patty risulta ancora più chiara: è davvero qualcosa di pratico? È davvero qualcosa di buono?

Non esiste un metro di misura della “buona pratica”, e nella maggior parte dei casi “buona pratica” non è altro che il copiare pedissequamente quello che fa qualcun altro.

Ma il mondo cambia, si evolve. E quindi anche le cosiddette “buone pratiche” devono cambiare ed evolversi, il che implica una fondamentale capacità: l’adattamento.

Ecco 8 consigli per metterlo in pratica.

Lezione 1: I vostri dipendenti sono adulti

Livelli organizzativi, linee guida, regole, divieti, norme disciplinari… In pratica trattiamo i nostri dipendenti come se fossero dei bambini, cosa che ovviamente non sono. Sono adulti, persone che ogni giorno compiono scelte, elaborano pensieri, si assumono responsabilità. Hanno obiettivi, ideali, fanno parte del tessuto sociale e vogliono realizzarsi come persone e come professionisti.

Partiamo dal presupposto che siano loro stessi a venire ogni giorno al lavoro con l’intenzione di dare il meglio, e saremo già sulla buona strada.

Lezione 2: I manager non devono fare i controllori, ma formare grandi team

Quando ci sono bravi manager in grado di intuire le potenzialità delle persone e combinarle tra loro formando il gusto team, i risultati si vedono subito. I dipendenti sono soddisfatti e contenti, e va da sé che lo saranno anche i clienti.

Basarsi solo sulle regole e sulla loro applicazione limitando la libertà di movimento dei propri impiegati potrà solo avere l’effetto contrario.

Lezione 3: La gente vuole dare un significato al proprio lavoro

Una volta portato a termine un lavoro, una volta raggiunto un risultato, una persona deve poter avere la possibilità di andare avanti, progredire, crescere. Pensare di tenere un impiegato a svolgere lo stesso identico compito per tutta la sua carriera lavorativa è semplicemente disumano.

Perché non pensare all’azienda come ad un trampolino di lancio, ad un punto di partenza?

Una volta che un dipendente si è realizzato, lasciamolo andare, se lo vuole. Diventerà un nostro ambassador, un sostenitore del nostro prodotto, ma soprattutto racconterà di come siamo e di come si lavora da noi, attirando nuovi talenti.

Lezione 4: È importante insegnare come opera la nostra azienda

È una regola che tutti dovrebbero comprendere, perché è alla base di quella collaborazione e di quello spirito di squadra indispensabili affinché un’azienda possa crescere rapidamente, innovare, evolversi in modo agile e scalare al meglio. Condividere gli obiettivi, i valori, policies aziendali, essere allineati su ciò che ci interessa e su cosa per noi significhino davvero concetti come qualità ed etica aziendale è la formula vincente per fare grandi cose.

Lezione 5: Impariamo ed insegniamo ad affrontare la verità

Perché è così difficile dare o ricevere una valutazione o meglio un feedback? Perché è qualcosa che non si fa abbastanza spesso e, soprattutto, spesso non è nemmeno qualcosa che corrisponde alla verità.

Dobbiamo ripensare al concetto di “feedback” come:

“dire alle persone la sincera verità, su quello che sta facendo bene e su quello che sta facendo male, nel momento in cui lo sta facendo”.

Se una cosa è vera, le persone la accetteranno, sia che si tratti di un feedback positivo che di un feedback negativo. Nel primo caso avremo gratificato la persona in tempo reale, incoraggiandola a continuare ad agire in quel modo, nel secondo avremo impedito la reiterazione di un errore e ne avremo prevenuto le conseguenze.

Attenzione però: il feedback è sempre sul cosa e sul come, MAI sulla persona!

Lezione 6: L’azienda deve esprimere i propri valori.

Patty porta l’esempio dell’amministratore delegato di un’azienda che si lamentava perché le scadenze non venivano rispettate, gli impiegati non erano puntuali, tutto sembrava fatto in modo approssimativo. Ma la cosa che la colpì, fu che questa persona non si presentava mai in orario alle riunioni o agli appuntamenti. Come si può pretendere di gestire un team senza per primo sostenerne e viverne i valori?

I nostri dipendenti devono poter credere in noi, devono avere un modello di riferimento, e ciò non può essere possibile senza che riconoscano in noi i valori che pretendiamo che esprimano.

Lezione 7: Tutte le idee delle start-up sono stupide

I manager che lavorano in aziende strutturate e consolidate sono sempre molto scettici nei confronti delle start-up, arrivando persino a deriderle e a prendere in giro chi con le start-up ci lavora, ad esempio come consulente. “Quella è un’idea stupida”. Tutte le idee delle start-up sono stupide. Se fossero sensate, qualcun altro le avrebbe già realizzate.

Lezione 8: Ogni azienda deve essere predisposta al cambiamento

La nostalgia è una brutta bestia. Bisognerebbe passare da “Ricordi i vecchi tempi?” a “Ci pensi a come sarà il futuro?”. Nell’azienda ideale, ogni giorno è un’opportunità di cambiamento. Siamo sempre andati a destra? Bene, da oggi si cambia rotta, e tutti in coro si alzano e dicono “Sì, forza!”. Il mondo là fuori è in continuo cambiamento, e più abbracceremo il cambiamento con entusiasmo, più vivremo meglio la nostra vita, e non soltanto quella lavorativa.

Stefano

Dal 2001 scrivo per siti internet e blog (passando per quelle che una volta erano le webzine, le community, ecc ecc). Lavoro in proprio come freelance e collaboro con diverse agenzie di comunicazione e ...

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