POS obbligatorio 2016: la nuova legge senza attuazione

POS obbligatorio 2016: la nuova legge senza attuazione; uno sguardo alla situazione 2 anni dopo

A due anni dall’inizio dei lavori per l’obbligatorietà del POS non si è ancora giunti alla definizione dei decreti interministeriali che attueranno ufficialmente la norma primaria. Vediamo, quindi, a che punto siamo

A che punto siamo in Italia con la questione del POS obbligatorio?

Dal 2014 ad oggi, per le imprese, il POS obbligatorio è stato uno dei temi più dibattuti assieme all’avvento della fatturazione elettronica verso la PA.

Anche se, per effetto della Legge di Stabilità, si è deciso che a partire dall’1 gennaio 2016 commercianti e professionisti hanno il dovere di accettare pagamenti con carte di credito e carte di debito per transazioni di qualunque importo, allo stato attuale dei fatti si attendono ancora quei decreti interministeriali che attueranno ufficialmente la norma primaria.

Già dalle previsioni iniziali si sapeva che la Legge di Stabilità contenente le recenti direttive sull’obbligo del POS, avrebbe potuto essere soggetta a differimenti temporali, derivanti dalla probabile introduzione di nuovi emendamenti durante la fase di conversione in norma del C.d. decreto Milleproroghe, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre.

Come previsto e già anticipato, la trasformazione in legge del suddetto decreto (Legge 25 febbraio 2016, num. 21, pubblicata nella GU num. 47 del 26 febbraio 2016), dall’inizio di quest’anno ha imposto a commercianti e professionisti il POS obbligatorio, a patto che non sussistano casistiche di “oggettiva impossibilità tecnica”.

Nonostante la norma primaria  (decreto c.d. sviluppo-bis di ottobre 2012) sia stata concretamente modificata dalla Legge di Stabilità, restano però molti dubbi sulla sua reale applicazione. Una serie di incertezze riguardanti sia il già citato esonero dell’obbligo di accettare pagamenti con carta per oggettivi impedimenti tecnici, sia anche:

  • la promozione delle operazioni di micro-pagamenti sotto i 5 euro tramite l’applicazione del regolamento UE num. 751/2015 (disposizione europea che stabilisce i limiti sulle commissioni dei pagamenti con le carte);
  • e le sanzioni amministrative e le agevolazioni, che da oltre un anno sono solo state ipotizzate e mai veramente stabilite e applicate.

Se, per adesso, si continua ad attendere l’ufficializzazione del decreto interministeriale MEF-MISE sulle transazioni di micro-importo (che dovrebbe essere data entro l’1 febbraio 2016), considerando la rilevanza delle incognite appena descritte, si presuppone che non basterà un solo provvedimento a chiarire i punti oscuri di quanto finora emanato.

I pareri in merito all’utilità del POS obbligatorio sono contrastanti. Da una parte molti hanno percepito l’obbligo del POS come una mera arma contro l’evasione fiscale (come il limite per pagamenti in contanti da poco passato da 1000 a 3000 euro), dall’altra parte altrettanti vedo nei pagamenti elettronici una possibilità di abbattere i costi di gestione del contante, grazie anche alla continua diminuzione dei costi per le transazioni e all’arrivo sul mercato di molte soluzioni mobile POS (mPOS) con offerte estremamente concorrenziali e molto convenienti soprattutto per le realtà con transati ridotti.

Nel frattempo, la possibilità di pagare tramite POS e Mobile POS sta diventando per i consumatori italiani un’opzione a dir poco fondamentale: il 70% degli italiani dichiara di preferire i pagamenti elettronici.

Queste le ultime indiscrezioni sull’obbligo del POS in Italia, una situazione tutta da chiarire.

Photo credit: GotCredit cc


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Alice

Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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