Partite Iva: il Senato approva il Jobs act autonomi

Partite IVA: approvato il Jobs Act autonomi da parte del Senato

Dopo l’approvazione da parte del Senato del Jobs Act, manca solo la conferma della Camera per rendere definitivi i cambiamenti proposti per le partite IVA

Dopo il via libera del Senato, per l’approvazione definitiva del Jobs Act autonomi manca solo la conferma da parte della Camera: questo l’ultimo step che permetterà di rendere ufficiali i cambiamenti per le partite IVA recentemente proposti a livello governativo. Diverse importanti trasformazioni riassunte in un provvedimento di 22 articoli, dove vengono introdotte le nuove tutele completamente dedicate agli oltre 2 milioni di professionisti presenti in Italia.

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Le prime novità

La prima novità inserita nel Ddl riguarda la possibilità di dedurre integralmente i costi sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni, grazie all’introduzione di particolari forme di solidarietà o assicurazione completamente rivolte ai lavoratori autonomi. In aggiunta a ciò:

  • diventano illecite tutte le condizioni che stabiliscono termini per il saldo maggiori di 60 giorni dall’emissione delle fatture;
  • vengono rafforzate le tutele negli accordi commerciali;
  • e si estende ai professionisti la norma per proteggersi dall’abuso di soggezione economica.

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Costi per vitto e alloggio

Tra i cambiamenti proposti dal Jobs act autonomi, subentra poi l’esclusione dall’imponibile Irpef e dal conteggio dei contributi dei costi (per lo svolgimento di incarichi assegnati) sostenuti dal commissionario (oggi tale esclusione vale per le spese di hotel, bevande e pasti pagate dal committente). Non è prevista alcuna tassazione neanche per i costi di vitto e alloggio sostenuti dai possessori di partite IVA per l’erogazione di servizi addebitati in maniera “analitica” al cliente.

Contrariamente a quanto appena detto, non verranno però modificati i principi relativi a tutte le altre spese di vitto e alloggio pagate dai professionisti con la detraibilità al 75% per somme non superiori al 2% delle remunerazioni percepite nel periodo d’imposta (dato che tali cambiamenti potrebbero essere applicati a partire dall’anno d’imposta in corso, quindi con le dichiarazioni del 2017, è importante capire quando il testo di trasformerà ufficialmente in legge).

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Spese per la formazione

Per quanto riguarda le novità introdotte dal Jobs act autonomi in materia di formazione, l’obiettivo primario sembra essere quello di riformare una situazione attuale, che permette la detrazione dei costi al 50% (compresi quelli di viaggio e soggiorno) per partecipare a congressi, convegni, corsi di aggiornamenti o altre attività similari. A tal proposito, la proposta del governo ipotizza quindi di rendere deducibili:

  • entro un massimale annuo di 10.000 euro, i costi per l’iscrizione a master, corsi di formazione e aggiornamento, convegni e congressi (in questo caso non sono detraibili le spese di viaggio e soggiorno);
  • dall’imponibile ed entro un limite annuo di 5.000 euro, i costi per i servizi personalizzati di certificazione delle abilità, come anche quelli per orientamento, ricerca e sostegno dell’auto-imprenditorialità proposti da centri specializzati e soggetti accreditati (in questo caso le spese dovrebbero essere sostenute per aumentare le possibilità occupazionali);
  • i costi per assicurarsi contro il mancato saldo dei servizi erogati.

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Gravidanza e malattia

Stando alle nuove disposizioni per i lavoratori con partite IVA, in presenza di maternità, ci sarà la possibilità di ottenere l’indennizzo nonostante si decida di continuare a lavorare, senza l’obbligo di astensione.

Sempre a tal proposito, coloro i quali sono iscritti alla gestione separata Inps, possono beneficiare di congedi parentali di 6 mesi (invece che di 3) nei primi 3 anni del nascituro. Per malattie e infortuni, il soggetto coinvolto può richiedere la sospensione della prestazione.

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Previdenza

Dal punto di vista previdenziale, il Ddl riduce l’aliquota contributiva (per tutti i freelance che non fanno parte di Casse private) al 25% dal 2017. A ciò va ad aggiungersi l’ordine del giorno firmato dalla capogruppo Pd in commissione Lavoro a Palazzo Madama Annamaria Parente e approvato dal Senato, che chiede al Governo di revisionare l’intero sistema previdenziale del lavoro autonomo, dividendo il comparto della gestione separata in professionisti e parasubordinati.

Una proposta volta ad abbracciare la semplificazione, che crea due gestioni Inps: la prima per tutti i lavoratori dipendenti e parasubordinati, mentre la seconda per unificare artigiani, agricoltori, commercianti e professionisti. A detta dei senatori del Pd, tutto questo, oltre ad assicurare una sorta di vera e propria uniformità di rendimenti e prestazioni simili per zone omogenee, dovrebbe anche sistemare l’attuale problema di equilibrio finanziario tra le diverse gestioni.

Queste tutte le novità proposte dal Jobs act autonomi: soluzioni che (se approvate in modo ufficiale) porteranno dei cambiamenti notevoli per tutti i lavoratori con partite IVA presenti nella nostra penisola.

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NB: La Ragioneria generale dello Stato ha recentemente rinvenuto una mancanza nelle coperture per 30 milioni nel 2017 e 80 milioni nel 2018.

Per evitare di incorrere in ritardi nell’approvazione della legge di Bilancio, si è deciso per lo stralcio di un emendamento al decreto Fiscale a favore delle partite Iva in regime forfettario. Per approfondimenti in merito, leggi l’articolo >


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Alice

Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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