I requisiti per accedere al nuovo regime forfettario 2019

Guida al nuovo regime forfettario anche detto regime dei minimi

I requisiti per l’accesso al nuovo regime forfettario anche detto regime dei minimi 2019, tutti i dettagli sul dibattuto e complesso regime agevolato

 

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Come noto la Legge n. 190/2014 (Finanziaria 2015) ha introdotto nel nostro ordinamento, a decorrere dal 1 gennaio 2015 un nuovo regime fiscale agevolato denominato Regime Forfettario destinato alle persone fisiche esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo che rispettano determinati requisiti.

Con la sua entrata in vigore sono stati abrogati a decorrere dal 2015 tutti i regimi agevolati precedentemente esistenti:

  • il regime delle nuove iniziative produttive (art. 13 della L. 388/2000);
  • il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, detto regime dei nuovi minimi (art. 27 co. 1 e 2 del D.L. n. 98/2011);
  • il regime contabile agevolato per gli “ex minimi” (art. 27 co. 3 del D.L. n. 98/2011).

Per quanto riguarda il regime dei “minimi” (regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità), l’art 10 comma 12-undecies del D.L.192/2014 (Decreto “Milleproroghe”) derogando a quanto disposto dall’art. 1 comma 85 della Legge di Stabilità 2015 ha prorogato fino al 31/12/2015 la possibilità di adottare tale regime agevolato.

Quindi dal 2016 il nuovo regime forfettario è diventato l’unico regime agevolato che può essere utilizzato sia dai contribuenti che intendono intraprendere una nuova attività che dai soggetti già in attività, previa la sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa ad eccezione di coloro che fino al 2015 si sono avvalsi del regime dei nuovi minimi i quali possono continuare ad applicarlo in via transitoria e fino alla scadenza naturale (il completamento del quinquennio e fino al compimento del trentacinquesimo anno di età), fermo restando la possibilità di scegliere l’applicazione del nuovo regime forfetario, valutandone l’eventuale convenienza.

Proprio perché aperto a tutte le persone fisiche esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo, la norma ha introdotto numerosi requisiti per l’accesso e la permanenza negli esercizi successivi.


Requisiti Soggettivi di accesso al regime forfettario 2019

Da un punto di vista soggettivo il regime in esame è fruibile dalle persone fisiche esercenti un’attività d’impresa, di arte o professione (incluse le imprese familiari) purché in possesso dei requisiti stabiliti e che, contestualmente, non incorrano in una delle cause di esclusione previste. Le società di persone e i soggetti equiparati di cui all’art. 5 del Tuir, quali le associazioni professionali invece, ne sono escluse.

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Requisiti Oggettivi di accesso al regime forfettario

Da un punto di vista oggettivo invece l’accesso al nuovo regime agevolato, nonché il mantenimento dello stesso negli anni successivi, è possibile per i soggetti che possiedono determinati requisiti.

La Legge di bilancio 2019 ha modificato i requisiti di accesso e di permanenza nel regime forfettario.

Fino al 31 dicembre 2018 l’accesso al regime e il mantenimento dello stesso negli anni successivi era possibile per i soggetti che nell’annualità precedente possedevano contemporaneamente le seguenti caratteristiche:

  • limite dei ricavi e compensi non superiore ai limiti indicati nella tabella allegata alla L. 190/2014 variabili da € 25.000 ad € 50.000 a seconda dell’attività esercitata;
  • spese per lavoro dipendente ed assmilati non superiori ad € 5.000 lordi;
  • costo complessivo per l’acquisto di beni ammortizzabili non superiore ad € 20.000.

Per effetto delle modifiche apportate dalla Legge n. 145/2018 sono stati abrogati i due requisiti relativi alle spese per lavoro dipendente e per i beni strumentali, mentre il limite dei ricavi e dei compensi (da ragguagliare ad anno) è stato innalzato a € 65.000 per tutte le attività.

Requisiti Dal 2019
Limite dei ricavi e compensi € 65.000 per tutte le attività
Spese per lavoro dipendente e assimilati Abrogato
Beni strumentali Abrogato

Le modifiche apportate al regime forfetario decorrono dall’1° gennaio 2019, pertanto per coloro che sono già in attività i requisiti vanno verificati sulla base dei dati dell’anno precedente (2018) mentre per chi intende iniziare una nuova attività, i requisiti vanno verificati su dati presunti.

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Limite dei ricavi e compensi

Per accedere al regime agevolato i ricavi o compensi percepiti (eventualmente ragguagliati ad anno) non devono essere superiori ai limiti indicati a seconda del codice ATECO 2007 che contraddistingue l’attività esercitata.

Vedi la tabella dei codici ATECO per il Regime Forfettario >>>

Si noti bene poi che si parla di ricavi o compensi, e non di reddito, in quanto come vedremo le spese sostenute non avranno rilevanza nel nuovo regime.

Ad esempio:

  • un ingegnere (codice attività 71.12.10) che nel corso del 2018 ha incassato compensi per € 41.000 potrà nel 2019 accedere al regime;
  • un agente di commercio di apparecchi elettrodomestici (codice attività 46.18.22) che nel corso del 2018 ha conseguito ricavi per € 26.000 potrà accedere nel 2019 al regime;
  • un imprenditore che gestisce una gelateria (codice attività 56.10.30) che nel 2018 ha conseguito corrispettivi per € 66.000 non potrà accedere nel 2019 al regime.

Il superamento della nuova soglia di Euro 65.000 determina la fuoriuscita dal regime a decorrere dall’anno successivo indipendentemente dalla misura dello sforamento: nel caso di superamento della soglie nel corso del 2019 il contribuente dovrà nel 2020 adottare il regime ordinario.

Il limite dei ricavi e dei compensi deve essere ragguagliato ad anno in caso di inizio di attività.

Ad esempio: se un professionista inizia l’attività professionale in data 01.07.2019 aderendo al regime forfetario, dato che i giorni di attività del 2019 sono 184, il limite di compensi che non deve essere superato per poter mantenere il regime forfetario anche nell’anno 2020 sarà pari a:

Euro (65.000/365)*184 = euro 32.767,12

Per la verifica del computo del limite di ricavi o compensi nel caso di esercizio contemporaneo di attività contraddistinte da differenti codici ATECO, a decorrere dal 01.01.2019 si assume la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate (nella versione precedente, fino al 31.12.2018 si doveva invece assumere il limite più elevato previsto per le diverse attività esercitate).

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 ABROGATO

Spese per lavoratori dipendenti e collaboratori

Per accedere al regime forfettario non devono esser state sostenute spese superiori ad € 5.000 lordi per:

  • lavoro accessorio (art. 70 del D.Lgs n. 276/2003);
  • lavoro dipendente, collaboratori di cui all’articolo 50, comma 1, lettere c) e c-bis), del Tuir (borse di studio o addestramento professionale);
  • utili da partecipazione erogati agli associati con apporto di solo lavoro (art. 53, co.2, lettera c),del Tuir);
  • prestazioni di lavoro erogate all’imprenditore e ai suoi familiari (art. 60 del Tuir).

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 ABROGATO

Acquisto di beni strumentali

Il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio non deve superare € 20.000. Pertanto, per coloro che dovranno accedere al nuovo regime forfetario dal 2018 si dovrà verificare che “lo stock” di beni strumentali detenuti alla fine dell’esercizio antecedente a quello di entrata (quindi al 31/12/2017) non sia superiore ad € 20.000; nel calcolo si dovrà comunque tenere in considerazione che:

  • per i beni in leasing rileva il costo sostenuto dal concedente;
  • per i beni in locazione, noleggio e comodato rileva il valore normale dei medesimi determinato ai sensi dell’articolo 9 del Tuir;
  • i beni, detenuti in regime di impresa o arte e professione, utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o professione e per l’uso personale o familiare del contribuente, concorrono nella misura del 50%.

Non saranno rilevanti invece nel calcolo:

  • beni il cui costo unitario non è superiore ad € 516,46;
  • beni immobili, comunque acquisiti, utilizzati per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione;
  • taluni costi riferibili ad attività immateriali, come quello sostenuto per l’avviamento o altri elementi immateriali comunque riferibili all’attività, che non si caratterizzano per il loro concreto utilizzo nell’ambito dell’attività d’impresa o di lavoro autonomo (C.M. n. 6/E/2015).

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Cause d’esclusione dal nuovo regime forfettario

La legge di Bilancio 2019 ha modificato alcune delle cause di esclusione dal regime forfetario ovvero quella connessa al possesso di partecipazioni e quella connessa allo svolgimento, contestuale o antecedente, di lavoro dipendente, mentre le restanti cause sono rimaste invariate.

Pertanto a decorrere dal 01.01.2019 non possono applicare il regime forfetario:

  • le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto o di regimi forfetari di determinazione del reddito;
  • i soggetti non residenti, ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto;
  • i soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili di cui all’articolo 10, co. 1, numero 8), del d.P.R. 633/1972 o di mezzi di trasporto nuovi di cui all’art. 53, co. 1, del D.L. 331/1993;
  • gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che, contemporaneamente all’esercizio dell’attività:
    • partecipano a società di persone, ad associazioni professionali o ad imprese familiari (art. 5 del Tuir);
    • oppure controllano, direttamente o indirettamente, società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.
  • le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro.

Possesso di partecipazioni

Fino al 2018 non era possibile accedere al regime forfetario nel caso di partecipazione in società di persone o associazioni professionali (art.5 del Tuir), ovvero in srl in regime di trasparenza (art. 116 del Tuir).

A decorrere dal 2019 invece in base alla nuova formulazione della disposizione, non possono utilizzare il regime forfetario per l’attività d’impresa o di lavoro autonomo i soggetti che, contemporaneamente all’attività:

  • possiedono una partecipazione in società di persone, associazioni professionali o imprese familiari (art. 5 del Tuir);
  • oppure controllano, direttamente o indirettamente, srl o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.

Due sono quindi i requisiti che qualificano una partecipazione in una srl e che determinano l’esclusione del soggetto dal regime forfetario:

  • si deve trattare deve trattare di una partecipazione che determini, direttamente o indirettamente, il controllo della società;
  • l’attività economica svolta dalla srl deve essere riconducibile a quella svolta dal soggetto in regime forfetario.

Attività di lavoro dipendente

Fino al 2018, non era possibile accedere al regime forfetario per i soggetti che nell’anno precedente avevano redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, di cui rispettivamente agli articoli 49 e 50 (compreso il reddito da pensione) del Tuir, eccedenti l’importo di euro 30.000. La verifica di tale soglia era irrilevante se il rapporto di lavoro era cessato.

In base alla nuova formulazione della disposizione, dal 2019, non possono utilizzare il regime le persone fisiche la cui attività d’impresa o di lavoro autonomo sia esercitata, prevalentemente, nei confronti di datori di lavoro, o soggetti direttamente o indirettamente ad essi riconducibili, con i quali:

  • sono in corso rapporti di lavoro;
  • oppure erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta.

>> Vai al secondo capitolo della Guida: Regime forfettario 2019: le semplificazioni fiscali e contabili

Tabella dei codici ATECO per il Regime Forfettario

Gruppo di settore

Cod. Attività ATECO 2007

Valore soglia ricavi/compensi

Coefficiente di redditività

Industrie alimentari e delle bevande (10-11)

65.000

40%

Commercio all’ingrosso e al dettaglio 45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9

65.000

40%

Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande 47.81

65.000

40%

Commercio ambulante di altri prodotti 47.82 – 47.89

65.000

54%

Costruzioni e attività immobiliari (41 – 42 – 43) – (68)

65.000

86%

Intermediari del commercio 46.1

65.000

62%

Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (55 – 56)

65.000

40%

Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi (64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 – 73 – 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88)

65.000

78%

Altre attività economiche (01 – 02 – 03) – (05 – 06 – 07 – 08 – 09) – (12 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19 – 20 – 21 – 22 – 23 – 24 – 25 – 26 – 27 – 28 – 29 – 30 – 31 – 32 – 33) – (35) – (36 – 37 – 38 -39) – (49 – 50 – 51 – 52 -53) – (58 – 59 – 60 – 61 – 62 – 63) – (77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82) – (84) – (90 – 91 – 92 – 93) – (94 – 95 – 96) – (97 – 98) – (99)

65.000

67%

Luca Mambrin

Dottore Commercialista e Revisore contabile a Trieste, se mi avessero domandato ai tempi dell’università “cosa farai da grande” non avrei mai risposto “il dottore commercialista”: ed invece ...