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Guida al nuovo Regime Forfettario

I requisiti per accedere al nuovo regime forfettario 2017

I requisiti per l’accesso al nuovo regime forfettario anche detto regime dei minimi 2017, tutti i dettagli sul dibattuto e complesso regime agevolato

 

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Come noto la Legge n. 190/2014 (Finanziaria 2015) ha introdotto nel nostro ordinamento, a decorrere dal 1 gennaio 2015 un nuovo regime fiscale agevolato denominato Regime Forfettario destinato alle persone fisiche esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo che rispettano determinati requisiti.

Con la sua entrata in vigore sono stati abrogati a decorrere dal 2015 tutti i regimi agevolati precedentemente esistenti:

  • il regime delle nuove iniziative produttive (art. 13 della L. 388/2000);
  • il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, detto regime dei nuovi minimi (art. 27 co. 1 e 2 del D.L. n. 98/2011);
  • il regime contabile agevolato per gli “ex minimi” (art. 27 co. 3 del D.L. n. 98/2011).

Per quanto riguarda il regime dei “minimi” (regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità), l’art 10 comma 12-undecies del D.L.192/2014 (Decreto “Milleproroghe”) derogando a quanto disposto dall’art. 1 comma 85 della Legge di Stabilità 2015 ha prorogato fino al 31/12/2015 la possibilità di adottare tale regime agevolato.

Quindi dal 2016 il nuovo regime forfettario è diventato l’unico regime agevolato che può essere utilizzato sia dai contribuenti che intendono intraprendere una nuova attività che dai soggetti già in attività, previa la sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa ad eccezione di coloro che fino al 2015 si sono avvalsi del regime dei nuovi minimi i quali possono continuare ad applicarlo in via transitoria e fino alla scadenza naturale (il completamento del quinquennio e fino al compimento del trentacinquesimo anno di età), fermo restando la possibilità di scegliere l’applicazione del nuovo regime forfetario, valutandone l’eventuale convenienza.

Proprio perché aperto a tutte le persone fisiche esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo, la norma ha introdotto numerosi requisiti per l’accesso e la permanenza negli esercizi successivi che vanno verificati nell’anno precedente a quello di adozione del regime agevolato (quindi per chi intende usufruirne dal 2017 i requisiti vanno verificati sui dati del 2016); in caso di inizio attività l’accesso al regime va effettuato presumendo il possesso dei requisiti di legge.

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Requisiti Soggettivi di accesso al regime forfettario

Da un punto di vista soggettivo il regime in esame è fruibile dalle persone fisiche esercenti un’attività d’impresa, di arte o professione (incluse le imprese familiari) purché in possesso dei requisiti stabiliti e, contestualmente, non incorrano in una delle cause di esclusione previste; mentre le società di persone ed i soggetti equiparati di cui all’art. 5 del Tuir, quali le associazioni professionali invece, ne sono escluse.

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Requisiti Oggettivi di accesso al regime forfettario

Da un punto di vista oggettivo invece l’accesso al nuovo regime agevolato, nonché il mantenimento dello stesso negli anni successivi, è possibile per i soggetti che possiedono determinati requisiti. A seguito delle modifiche apportate dalla Legge n. 208/2015 nella tabella sottostante vengono messi in evidenza i requisiti richiesti per l’accesso al regime:

Requisiti Dettagli
Limite dei ricavi e compensi Da € 25.000 ad € 50.000 a seconda dell’attività esercitata
Spese per lavoro dipendente e assimilati Non superiori ad € 5.000 lordi
Beni strumentali Costo complessivo non superiore ad € 20.000

Tali requisiti dovranno essere verificati, per coloro che sono già in attività sui dati dell’anno precedente, per chi intende iniziare una nuova attività, su dati presunti.

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Limite dei ricavi e compensi

Per accedere al regime agevolato i ricavi o compensi percepiti (eventualmente ragguagliati ad anno) non devono essere superiori ai limiti indicati e sotto riportati diversi  seconda del codice ATECO 2007 che contraddistingue l’attività esercitata.

Vedi la tabella dei codici ATECO per il Regime Forfettario >>>

Per effetto della modifica introdotta dalla Legge di Stabilità 2016 sono state incrementate le soglie dei ricavi e dei compensi che consentono l’accesso al regime rendendo così il regime forfetario fruibile ad una platea più ampia dei contribuenti. Tali modifiche, che hanno portato ad un aumento generalizzato di tali soglie di 10.000 euro per tutte le attività tranne che per le categorie professionali per le quali l’aumento è stato di 15.000 euro sono state introdotte anche in risposta delle molteplici richieste provenienti in particolar modo dal alcune categorie economiche (quali ad esempio i professionisti), particolarmente penalizzate dai requisiti piuttosto stringenti per poter accedere al nuovo regime fiscale agevolato.

Si noti bene poi che si parla di ricavi o compensi, e non di reddito, in quanto come vedremo le spese sostenute non avranno rilevanza nel nuovo regime.

Ad esempio:

  • un ingegnere (codice attività 71.12.10) che nel corso del 2016 ha incassato compensi per € 31.000 non potrà nel 2017 accedere al regime;
  • un agente di commercio di apparecchi elettrodomestici (codice attività 46.18.22) che nel corso del 2016 ha conseguito ricavi per € 16.000 potrà accedere nel 2017 al regime (previa verifica anche degli altri requisiti);
  • un imprenditore che gestisce una gelateria (codice attività 56.10.30) che nel 2016  ha conseguito corrispettivi per € 49.000 potrà accedere nel 2017 al regime (previa verifica anche degli altri requisiti).

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Spese per lavoratori dipendenti e collaboratori

Per accedere al regime forfettario non devono esser state sostenute spese superiori ad € 5.000 lordi per:

  • lavoro accessorio (art. 70 del D.Lgs n. 276/2003);
  • lavoro dipendente, collaboratori di cui all’articolo 50, comma 1, lettere c) e c-bis), del Tuir (borse di studio o addestramento professionale);
  • utili da partecipazione erogati agli associati con apporto di solo lavoro (art. 53, co.2, lettera c),del Tuir);
  • prestazioni di lavoro erogate all’imprenditore e ai suoi familiari (art. 60 del Tuir).

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Acquisto di beni strumentali

Il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio non deve superare € 20.000. Pertanto, per coloro che dovranno accedere al nuovo regime forfetario dal 2017 si dovrà verificare che “lo stock” di beni strumentali detenuti alla fine dell’esercizio antecedente a quello di entrata (quindi al 31/12/2016) non sia superiore ad € 20.000; nel calcolo si dovrà comunque tenere in considerazione che:

  • per i beni in leasing rileva il costo sostenuto dal concedente;
  • per i beni in locazione, noleggio e comodato rileva il valore normale dei medesimi determinato ai sensi dell’articolo 9 del Tuir;
  • i beni, detenuti in regime di impresa o arte e professione, utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o professione e per l’uso personale o familiare del contribuente, concorrono nella misura del 50%.

Non saranno rilevanti invece nel calcolo:

  • beni il cui costo unitario non è superiore ad € 516,46;
  • beni immobili, comunque acquisiti, utilizzati per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione;
  • taluni costi riferibili ad attività immateriali, come quello sostenuto per l’avviamento o altri elementi immateriali comunque riferibili all’attività, che non si caratterizzano per il loro concreto utilizzo nell’ambito dell’attività d’impresa o di lavoro autonomo (C.M. n. 6/E/2015).

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Cause d’esclusione dal nuovo regime forfettario

Sono previste infine alcune specifiche situazioni al ricorrere delle quali è precluso l’accesso al regime forfettario, ovvero per:

  • persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto o di regimi forfetari di determinazione del reddito;
  • soggetti non residenti, ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto;
  • soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili di cui all’articolo 10, co. 1, numero 8), del d.P.R. 633/1972 o di mezzi di trasporto nuovi di cui all’art. 53, co. 1, del D.L. 331/1993;
  • gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’ attività, a società di persone o associazioni di cui all’art. 5 del Tuir ovvero a società a responsabilità limitata in regime di trasparenza di cui all’articolo 116 del Tuir.

Da mettere in evidenza che queste cause di esclusione vanno verificate nell’anno di applicazione del regime e non nell’ anno precedente, quindi ad esempio: se un soggetto applicava nel corso del 2016 un regime speciale iva o era socio di una srl trasparente potrà comunque avvalersi del nuovo regime forfettario dal 2017 se dal 01/01/2017 non applichi più il regime speciale iva o se abbia ceduto, entro il 31/12/2016, la partecipazione.

  • Infine non possono accedere al regime forfettario i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, di cui rispettivamente agli articoli 49 e 50 (compreso il reddito da pensione) del Tuir, eccedenti l’importo di euro 30.000. La verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato.In merito a tale causa ostativa al regime, introdotta dall’articolo 1 comma 111, L. 208/2015, l’Agenzia delle entrate ha chiarito che:

– coloro che intendono applicare il regime agevolato non devono aver percepito nell’anno precedente un reddito di lavoro dipendente o assimilato superiore a 30.000 euro;

– il limite non opera se il rapporto di lavoro dipendente è cessato nel corso dell’anno precedente, sempre che nel medesimo anno non sia stato percepito un reddito di pensione che, “in quanto assimilato al reddito di lavoro dipendente, assume rilievo, anche autonomo, ai fini del raggiungimento della citata soglia”, o non si sia intrapreso un nuovo rapporto di lavoro, ancora in essere al 31 dicembre.

Ai fini della non applicabilità della causa di esclusione in commento rilevano solo le cessazioni del rapporto di lavoro intervenute nell’anno precedente a quello di applicazione del regime forfetario, quindi se il lavoro è cessato nell’anno di applicazione del regime, la condizione va comunque verificata.

Novità

Rispetto a quanto previsto per il regime dei minimi, per il regime in esame non costituisce causa ostativa l’effettuazione di operazioni con l’estero (in particolare, esportazioni ed operazioni assimilate). I contribuenti forfettari applicano alle importazioni / esportazioni / operazioni ad esse assimilate le disposizioni contenute nel DPR n. 633/72, salvo l’impossibilità di acquistare beni / servizi senza applicazione dell’IVA con utilizzo del plafond.

La Legge n. 225/2016, di conversione al D.L. 193/2016, “Decreto collegato alla Finanziaria 2017” ha introdotto una nuova limitazione per l’applicazione del regime forfetario per i contribuenti che svolgono operazioni con l’estero.

Viene previsto infatti che le cessioni all’esportazione ex artt. 8, 8-bis, 9, 71 e 72, D.P.R. n. 633/72, sono ammesse nei limiti, anche prevedendo l’esclusione per talune attività,  e secondo le modalità stabilite dal MEF con un Decreto, che dovrà essere emanato entro il 2.3.2017 (90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione).„

>> Vai al secondo capitolo della Guida: Regime forfettario 2017: le semplificazioni fiscali e contabili

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Tabella dei codici ATECO per il Regime Forfettario

Gruppo di settore

Cod. Attività ATECO 2007

Valore soglia ricavi/compensi

2016

Coefficiente di redditività

Industrie alimentari e delle bevande (10-11)

45.000

40%

Commercio all’ingrosso e al dettaglio 45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9

50.000

40%

Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande 47.81

40.000

40%

Commercio ambulante di altri prodotti 47.82 – 47.89

30.000

54%

Costruzioni e attività immobiliari (41 – 42 – 43) – (68)

25.000

86%

Intermediari del commercio 46.1

25.000

62%

Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (55 – 56)

50.000

40%

Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi (64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 – 73 – 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88)

30.000

78%

Altre attività economiche (01 – 02 – 03) – (05 – 06 – 07 – 08 – 09) – (12 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19 – 20 – 21 – 22 – 23 – 24 – 25 – 26 – 27 – 28 – 29 – 30 – 31 – 32 – 33) – (35) – (36 – 37 – 38 -39) – (49 – 50 – 51 – 52 -53) – (58 – 59 – 60 – 61 – 62 – 63) – (77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82) – (84) – (90 – 91 – 92 – 93) – (94 – 95 – 96) – (97 – 98) – (99)

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Luca Mambrin

Dottore Commercialista e Revisore contabile a Trieste, se mi avessero domandato ai tempi dell’università “cosa farai da grande” non avrei mai risposto “il dottore commercialista”: ed invece ...

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