Principio di cassa: gestire incassi e pagamenti professionisti

Il principio di cassa: la gestione di incassi e pagamenti per i professionisti e la determinazione del reddito

Il principio di cassa è fondamentale per la dichiarazione dei redditi dei professionisti, ecco come gestire incassi e pagamenti per la determinazione del reddito

E’ tempo ormai di dichiarazione dei redditi e per i professionisti in particolare è venuto il momento di verificare che i compensi relativi alle prestazioni effettuate nel corso dell’anno siano stati effettivamente incassati.

Ricordiamo infatti che, a differenza delle imprese che applicano il principio di competenza economica, per i professionisti vale il principio di cassa, in base al quale concorrono alla formazione del reddito i compensi solo se effettivamente incassati nel corso dell’anno; in analogia anche le spese (salvo alcuni casi particolari, quali le quote di ammortamento, i canoni di leasing e la quota del TFR) possono essere dedotte solo se effettivamente sostenute (pagate) nel corso del periodo d’imposta.

Allora, come districarsi nei casi di incassi percepiti a cavallo d’anno e con modalità, sempre più frequenti, diverse dal contante? Molto spesso infatti l’applicazione del principio di cassa può determinare problematiche nei casi in cui il debitore estingua la propria obbligazione in prossimità della chiusura dell’anno e con strumenti diversi dal contante.

Analizziamo le varie casistiche ai vari metodi di pagamento e incasso:

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Contanti e principio di cassa

Il caso più semplice da gestire secondo il principio di cassa anche se oramai il meno frequente è sicuramente quello legato ai contanti. I pagamenti mediante contanti si considerano incassati nel momento in cui entrano nella disponibilità del professionista; in tal caso dunque non si pongono problemi in quanto vi è perfetta coincidenza tra il momento del pagamento da parte del cliente e momento dell’incasso da parte del professionista.

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Bonifico bancario e principio di cassa

Come precisato nella circolare n. 38/E/2010 nel caso di compensi pagati mediante bonifico bancario, ai fini della determinazione del reddito di lavoro autonomo il momento in cui il professionista consegue l’ effettiva disponibilità delle somme deve essere individuato in quello in cui questi riceve l’accredito sul proprio conto corrente.

Si tratta, tecnicamente, della cosiddetta “data disponibile”, che indica il giorno a partire dal quale la somma di denaro accreditata può essere effettivamente utilizzata. Non assume rilievo, pertanto, né la data della valuta, ovvero quella da cui decorrono gli interessi, nè il momento in cui il dante causa emette l’ordine di bonifico né quello in cui la banca informa il professionista dell’avvenuto accredito.

Con questa modalità di pagamento potrebbe accadere che il momento in cui il compenso viene considerato incassato da parte del professionista non coincida con quello rilevante ai fini dell’individuazione del periodo/mese in cui il soggetto che ha eseguito il pagamento deve effettuare il versamento della ritenuta; il problema in questione, soprattutto se a cavallo d’anno dovrebbe essere facilmente risolvibile in casi di verifica o di contestazioni da parte dell’amministrazione finanziaria mediante l’esibizione della documentazione (estratto conto bancario) che attesti la data dell’effettivo incasso.

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Carta di credito e principio di cassa

Nonostante non vi siano interpretazioni ufficiali da parte dell’Agenzia delle entrate anche nel caso di incassi mediante carta di credito si rileva il momento in cui il professionista consegue l’effettiva disponibilità delle somme, momento che deve essere individuato quando questo riceve l’accredito sul proprio conto corrente.

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Assegni bancari, assegni circolari e principio di cassa

Anche nel caso di incasso mediante assegno bancario o assegno circolare l’Agenzia delle entrate, sempre nella medesima circolare n. 38/E/2010, ha dapprima precisato che gli stessi rappresentano titoli di credito che si sostanziano nell’ordine scritto, impartito alla propria banca, di pagare a terzi, o a sé stessi, una precisa somma di denaro; anche i compensi pagati mediante assegno devono considerarsi percepiti nel momento in cui il titolo di credito entra nella disponibilità del professionista, momento che si realizza con la consegna del titolo dal ricevente al committente.

Non è rilevante, invece, ai fini dell’ imputazione temporale del compenso al reddito del professionista, la circostanza che il versamento sul conto corrente del professionista percettore dell’assegno intervenga in un momento successivo o in un diverso periodo d’imposta.

Qualche perplessità rimane nel caso di incasso mediante assegno bancario quando questo risulti “scoperto”; si ritiene che comunque ai fini della determinazione del reddito del professionista debba sempre essere verificato il salvo buon fine dell’assegno.

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Carte di debito e principio di cassa

Anche nel caso di utilizzo di carte di debito si ritiene che il momento rilevante sia quello in cui il professionista riceve l’accredito sul proprio conto corrente.

La continua attenzione nella registrazione dei dettagli appena esposti è chiave per poter agilmente effettuare una corretta dichiarazione dei redditi e non solo. Un ruolo fondamentale è giocato sicuramente dalla tenuta precisa e pedissequa della prima nota cassa (e banca ovviamente!). Nella compilazione è poi molto importante trascrivere sempre tutti i vari pagamenti, sia entrate che uscite, arricchiti dai dettagli dettati dalle necessità imposte dal principio di cassa.

Leggi anche: Contabilità e gestione spese: i 7 errori tipici del libero professionista

photo credit: eFile989 cc


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Luca Mambrin

Dottore Commercialista e Revisore contabile a Trieste, se mi avessero domandato ai tempi dell’università “cosa farai da grande” non avrei mai risposto “il dottore commercialista”: ed invece ...

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