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Limite per pagamento in contanti nel 2022: le regole e le novità

Limite contanti 2021

Nuove restrizioni previste per il 2022. Ecco come cambia la soglia per i pagamenti in contanti.

 

Dopo il limite di pagamento in contanti fissato a 2000 euro per il 2021, a partire dal 1° gennaio 2022 è prevista una nuova restrizione. Con la fine dell’anno, infatti, sarà dimezzata l’attuale soglia per i pagamenti in contanti e per ogni tipologia di pagamento o donazione non sarà possibile superare i 999,99 euro

ll limite è previsto anche per prestiti e regali, incluse tutte le operazioni di scambio di denaro che avvengono tra parenti. Per le transazioni dai 1000 euro in su resta obbligatorio il ricorso ai pagamenti elettronici o comunque tracciabili come carte bonifici o assegni.

Novità ed eccezioni a partire dal 1° gennaio 2022

Ricapitolando, la nuova soglia di utilizzo della carta moneta, prevista a partire dal 1° gennaio 2022, prescrive che:

  • fino a 999,99 euro sia possibile effettuare i pagamenti in contanti a un’altra persona/azienda;
  • da 1.000 euro in su sia necessario l’utilizzo di strumenti tracciabili come bonifico bancario e carta di credito per trasferire fondi da un soggetto a un altro.

NB: Il limite ai pagamenti in contanti non contempla il prelevamento o versamento per cassa in contanti dal proprio conto corrente perché non si tratta di un trasferimento tra soggetti diversi.

Questa nuova soglia per l’utilizzo del contante determinerà necessariamente una ulteriore riduzione del denaro circolante, dato che qualsiasi transazione superiore ai 1.000 euro dovrà avvenire attraverso canali tracciabili. L’obiettivo è quello di limitare il fenomeno dell’evasione fiscale e dei pagamenti in nero per favorire una tassazione assai più equa e distribuita. 

Restano invariate alcune eccezioni. Potranno infatti continuare a effettuare pagamenti in denaro contante, con un limite massimo di 15.000 euro, solo ed esclusivamente cittadini stranieri non residenti in Italia (turisti) nei confronti di operatori di commercio al minuto e agenzie di viaggio e turismo, previa comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

Detrazioni IRPEF e tracciabilità

Le limitazioni sull’utilizzo dei contanti hanno modificato anche gli oneri detraibili dall’IRPEF al 19%. Con le novità introdotte già da gennaio 2020, per poter usufruire della detrazione IRPEF è necessario che siano tracciabili anche i pagamenti di spese quali:

  • mediche e mediche specialistiche;
  • funebri;
  • assicurazioni rischio morte;
  • addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza;
  • veterinarie;
  • interessi passivi mutui prima casa;
  • intermediazioni immobiliari per abitazione principale;
  • frequenza scuole e università;
  • erogazioni liberali;
  • iscrizione ragazzi ad associazioni sportive, palestre, piscine, altre strutture e impianti sportivi;
  • affitti studenti universitari;
  • abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.

Si ricorda, quindi, che per effetto di tale disposizione normativa, a decorrere dal 2020 non possono più essere pagate in contanti tutte le spese detraibili dall’IRPEF al 19% ex art. 15 del DPR 917/1986 da riportare nella dichiarazione dei redditi, anche se potranno ancora essere pagati tramite denaro contante medicinali e dispositivi medici, e le prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio Sanitario Nazionale.

Paghe e stipendi

Dal 1° luglio 2018 è vietato corrispondere a mezzo contanti la retribuzione a un dipendente o collaboratore, che può essere corrisposta solo ed esclusivamente tramite bonifici con IBAN, pagamenti elettronici, assegni bancari o postali e versamenti in contanti presso la banca o la posta, con esclusione dei rimborsi spese per le trasferte e gli anticipi di spese per conto del datore di lavoro o del committente.

Ricordiamo che per il datore di lavoro o il committente che non rispettano il divieto in materia di tracciabilità degli stipendi è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria per un importo compreso tra i 1.000 e i 1.500 euro.

Sanzioni

Va ricordato che in caso di pagamento in contanti oltre il limite imposto dalla legge, viene sanzionato non solo chi paga, ma anche chi accetta il pagamento.

Con l’abbassamento del limite di pagamento a 1999,99 euro (fino al 31 dicembre 2021), la sanzione minima prevista al trasgressore era di 2000 euro, mentre con la nuova soglia di 999,99 euro a decorrere dal 1° gennaio 2022 la sanzione minima si dimezza a 1000 euro.

Le sanzioni dal 1° gennaio 2022 sulle violazioni all’utilizzo dei contanti saranno quindi:

  • minimo 1000 euro per le violazioni;
  • da 5000 euro in su per le violazioni di importo superiori a 250mila euro;
  • da 3000 a 15000 euro per chi non comunica la violazione, pur essendo tenuto a farlo.

Cashback di Stato. Una questione ancora aperta

L’art. 1 c. 288 della Stabilità 2020, per incentivare l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici, aveva introdotto il cashback di stato: un rimborso in denaro per coloro i quali effettuano abitualmente (al di fuori di attività di impresa o esercizio di professione) acquisti con strumenti tracciabili.

L’iniziativa è sempre stata oggetto di controversie ed è stata in seguito sospesa in vista del secondo semestre di erogazione previsto. Un’eventuale riattivazione del programma a partire da gennaio 2022 è tuttora al vaglio del Governo. Se ciò dovesse accadere, in ogni caso, comporterà alcune sostanziali modifiche, in particolare per quanto riguarda i destinatari del programma e le modalità di rimborso.

Tra le novità in esame ci sono:

  • destinare il programma solo alla fascia di popolazione a reddito medio-basso;
  • ridurre il numero minimo di transazioni e dei rimborsi;
  • abbassare il finanziamento dai 5 miliardi di euro previsti in origine a 500 mila euro all’anno;
  • eliminare il Super Cashback da 1500 euro o applicarlo ad estrazione.

Pagamenti in contanti: come funziona all’estero

L’Italia da tempo si è accodata alla scia di Francia, Spagna e Belgio che rispettivamente vedono limiti ai pagamenti in contanti di € 1.000, € 1.000 e € 3.000.

Limiti sussistono anche in Grecia € 1.500, Slovacchia € 3.000, Portogallo € 1.000. Le nazioni più permissive, invece, sono Polonia e Croazia in cui il limite è di € 15.000 e la Repubblica Ceca con € 14.000, mentre in Romania il limite è impostato a € 2.100 e in Bulgaria a € 5.100. Nei restanti paesi europei non vigono invece particolari restrizioni.

Scopri anche cos’è e come funziona il principio di cassa.

photo credit: Phil Roeder cc

Stefano

Dal 2001 scrivo per siti internet e blog (passando per quelle che una volta erano le webzine, le community, ecc ecc). Lavoro in proprio come freelance e collaboro con diverse agenzie di comunicazione e ...

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