Controlli partite IVA: cosa potrebbe escludere la tua p.IVA dal Vies

Controlli partite IVA: come funzionano le verifiche dell’Agenzia delle Entrate che potrebbero escludere la tua p.IVA dal Vies?

Gli accertamenti possono essere effettuati entro 6 mesi dall’apertura della partita IVA, a seguito di sostanziali cambiamenti o in caso di incoerenze

 

Come funzionano i controlli fatti dall’Agenzia delle Entrate per constatare l’effettiva validità e correttezza delle partite IVA? La stessa Agenzia spiega i criteri tramite cui vengono effettuate le verifiche in un provvedimento del 12 giugno 2017, dove viene sottolineato il fatto che gli accertamenti possono essere eseguiti entro 6 mesi dall’apertura della partita IVA e in seguito ogni qual volta si presentino dei sostanziali cambiamenti o si rilevino delle incoerenze.

Secondo la norma in questione, si effettuano dei riscontri automatizzati per individuare eventuali elementi di rischio annessi al rilascio della partita IVA e per accertare l’esattezza e la completezza delle informazioni fornite. Se sono presenti errori o anomalie, l’Agenzia delle Entrate emana un provvedimento di cessazione della partita IVA e la esclude dalla banca dati VIES dei soggetti passivi che possono eseguire operazioni intracomunitarie.

I controlli in questione si incentrano su:

  • titolari di ditte individuali, rappresentanti legali, soci e amministratori dei soggetti giuridici in possesso della partita IVA;
  • modalità di svolgimento delle attività finanziarie, gestionali, operative e ausiliari da parte dei titolari della partita IVA;
  • omissioni o incongruenze nelle posizioni fiscali dei possessori della partita IVA;
  • implicazioni con individui coinvolti in operazioni fraudolente o evasorie.

Per individuare situazioni ad alto rischio si procede con analisi incentrate su procedure automatizzate: in tali situazioni il Fisco esegue dei controlli formali sulla congruità delle informazioni fornite dal contribuente, concentrandosi in primis su fattori come l’identità-reperibilità del soggetto o l’effettiva esistenza della sede e dell’attività dichiarata.

Per quanto riguarda invece i controlli sostanziali, essi servono semplicemente per accertare la correttezza delle informazioni dichiarate dal contribuente sulla propria identità, su quella dei soggetti che utilizzano una determinata partita IVA, ma anche sulla corrispondenza della sede di esercizio, ecc.

Nell’eventualità in cui i controlli appena descritti identifichino la mancanza dei requisiti, il Fisco potrà avviare un provvedimento di cessazione della partita IVA. Se questa dispone di tutti i requisiti necessari, ma ha eseguito operazioni intracomunitarie fraudolente, il Fisco verificherà la gravità delle azioni svolte e procederà come detto con l’esclusione della partita IVA stessa dalla banca dati VIES.

Photo credit: Andy Beattycc.


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Alice

Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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