Innovazione aziendale: 9 regole per ricerca e innovazione

Innovazione aziendale: 9 regole per ricerca e innovazione

Forbes ha stilato una lista di 9 regole per la corretta gestione del processo innovativo, per non procedere alla cieca rischiando passi falsi. Vediamo assieme quanto elaborato da Forbes

Come avviare attività innovative che sappiano portare progresso?

Crescere, evolvere, migliorarsi e fare scoperte capaci di stravolgere le convinzioni di un intero pianeta: oggi come ieri, il rinnovamento può essere raggiunto percorrendo una miriade di strade differenti. Percorsi alternativi che Forbes ha selezionato e suddiviso nei 9 concetti riportati di seguito!

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#1- L’innovazione non deriva da un singolo evento

Come Alexander Fleming ha dovuto aspettare ben 15 anni per vedere la diffusione della penicillina da lui scoperta nel 1928 ma entrata in circolazione solo nel 1943, anche Alan Turing, dopo aver abbozzato la prima idea di computer nel 1936, è stato costretto ad attendere il 1946 per ammirare il primo prototipo.

Nonostante noi tutti tendiamo a pensare che l’innovazione derivi da un singolo colpo di genio, nella realtà dei fatti, il processo innovativo giunge invece passando attraverso una serie di precisi step identificabili nell’intuizione iniziale, nella progettazione di una soluzione e nella trasformazione di un settore o di un campo.

Un simile percorso non viene quasi mai intrapreso e concluso da un solo individuo o da un’unica organizzazione, ma richiede l’intersezione di più eventi.

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#2- L’innovazione giunge dalla combinazione di più componenti

Il motivo per il quale Fleming non è riuscito a portare subito nel mercato la penicillina, risiede nel fatto che le sue sole conoscenze da biologo non gli hanno permesso di compiere il grande passo. Passo compiuto però circa 10 anni dopo grazie a due chimici del calibro di Howard Florey ed Ernst Boris Chain, che hanno trovato il sistema per sintetizzare la sostanza.

Traguardo straordinario raggiunto con l’unione di competenze differenti, che dimostra come una grande innovazione si verifichi (nella maggior parte dei casi) attraverso la combinazione di più componenti, abilità e cervelli.

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#3- Per fare innovazione bisogna porre le giuste domande

Affinché sia davvero possibile avviare delle attività innovative, è necessario che le risorse impiegate pongano quesiti proiettati all’ottenimento di un quadro chiaro su cui prendere decisioni corrette.

Se, ad esempio, ci si chiede quando bene sia definito un certo problema, si gettano le basi per affrontare il problema stesso in modo ragionevole, appellandosi alla matrice dell’innovazione per trovare una soluzione adeguata e stabilendo l’approccio corretto da adottare per raggiungere l’obiettivo.

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#4- Non esistono misure giuste o sbagliate per fare l’innovazione

Anche se, spesso e volentieri, il concetto di innovazione è associato alle StartUp, il rinnovamento può tranquillamente arrivare anche da aziende molto più grandi.

Certo le imprese neo-nate sono più snelle e veloci rispetto alle vecchie imprese con molti dipendenti, dove anche le decisioni semplici richiedono un maggiore spreco di tempo. Ma le attività conosciute e radicate possono comunque evolvere con calma vivendo di rendita grazie a quanto seminato in passato.

Non esistono misure giuste o sbagliate per fare innovazione. Esistono soltanto la capacità o l’incapacità di dare soluzione ai bisogni reali dei propri clienti.

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#5- Unire le capacità per raggiungere l’innovazione

Quando Microsoft ha lanciato Kinect per Xbox nel 2010, è riuscita a vendere in soli due mesi 8 milioni di dispositivi e, quasi nel frattempo, gli hacker di tutto il mondo hanno iniziato a modificare il prodotto alterandone le funzionalità. Come risposta, l’azienda produttrice, invece di intervenire contro i pirati informatici, si è schierata dalla loro parte perché ha capito che, infondo, stavano tutti operando per migliorare l’articolo.

Questo significa fare innovazione: intravedere nelle minacce derivanti dall’esterno un qualcosa di buono su cui poter contare per evolvere, crescere e migliorarsi. Ma anche unire le proprie capacità a quelle degli altri per giungere insieme a risultati altrimenti impossibili da ottenere.

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#6- L’innovazione dirompente richiede nuovi modelli commerciali

Uno dei principali problemi derivanti dall’innovazione dirompente, riguarda il fatto che, molto raramente, il meccanismo innescato da tale processo riesce a inserirsi subito nel business già esistente.

Basti, per esempio, pensare a Kodak: anche se in passato tale società ha costruito la sua fortuna sulla produzione di pellicole fotografiche, il passaggio all’ambito della fotografia digitale si è rivelato estremamente lento, perché nella fase iniziale l’azienda non disponeva ancora di un modello commerciale adatto al cambiamento.

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#7- Innovare seguendo la regola 70/20/10

Le attività innovative sanno che per ottenere grandi risultati devono sempre basarsi sulla regola del 70/20/10, dove il 70% rappresenta la ricerca, il 20% rappresenta i mercati adiacenti e il 10% rappresenta i nuovi mercati.

Credere che innovare significhi eliminare il vecchio per lasciare spazio al nuovo è sbagliato, perché le aziende vincenti sanno che la maggior parte dei loro profitti continuerà ad arrivare anche in futuro grazie alle attività attuali.

Si pensi a Google: pur essendo una realtà proiettata allo sviluppo, applica la regola sopraccitata investendo nel 70% dei casi nel miglioramento della tecnologia esistente, nel 20% dei casi in ambiti interni (per esempio, Gmail, Google Drive, ecc.) e nel 10% dei casi in ambiti nuovi (per esempio, l’auto che si guida da sola).

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#8- Nell’era digitale il web e le piattaforme danno accesso agli ecosistemi della tecnologia e dell’innovazione

E’ il caso di Apple, che utilizza l’App Store per entrare in contatto con sviluppatori talentuosi di app, pronti a supportare l’azienda nella corsa verso l’innovazione. In un mondo sempre più proiettato alla rete online, il modo più sicuro per ottenere successo non è l’acquisizione o il controllo attivo, ma l’ampliamento e l’approfondimento delle connessioni.

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#9- La collaborazione è il nuovo vantaggio competitivo

Guardandoci indietro per analizzare le azioni dei grandi innovatori del passato, ci viene spontaneo pensare a cosa sarebbe successo se le cose fossero andate diversamente. Se, per esempio, l’invenzione di Fleming fosse stata sviluppata in settimane invece che in mesi, quante vite avremmo potuto salvare?

Il fatto è che, con il passare del tempo, i problemi da risolvere diventano sempre più complicati. E per questo bisogna sfruttare la collaborazione come vantaggio competitivo volto ad offrire soluzioni migliori in modo più rapido: interagire con altre menti brillanti per giungere a risultati giorno per giorno più sensazionali.

Queste le 9 regole proposte da Forbes e indirizzate alle attività innovative: soluzioni mirate che puntano alla crescita, all’evoluzione e allo sviluppo.

Photo credit: Paul Albertellacc.


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Alice

Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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