Cartelle esattoriali equitalia: nulle del 2008 in poi

Equitalia: cartelle esattoriali nulle dal 2008 in poi

Le cartelle esattoriali emesse da Equitalia dopo giugno 2008 sono ritenute nulle perché non sono in grado di garantire al cittadino la trasparenza necessaria

Tutte le cartelle esattoriali emesse da Equitalia dopo giugno 2008 contenenti la cifra complessiva degli interessi dovuti dai contribuenti senza il dettaglio del calcolo, sono nulle: questa l’ultima decisione recentemente presa dal TAR del Lazio, che mette i cittadini in debito nella condizione di poter evitare a priori il pagamento di qualsiasi atto di riscossione incompleto.

Imposizioni inequivocabili ribadite dai verdetti 4516/2012 (Cassazione Civile Tributaria) e 92/36/2012 (Commissione Tributaria Regionale del Piemonte), secondo cui le cartelle valide restano soltanto quelle che, oltre a riportare i dettagli specificanti il come si è giunti ad un certo conteggio ed a precisare le singole aliquote a base delle annualità esaminate, permettono ai contribuenti di verificare con semplicità l’effettiva esattezza dei computi.

Stando a tali disposizioni, gli atti di riscossione con mora notificati da Equitalia dopo giugno 2008 ma sprovvisti dell’indicazione sulla base di calcolo degli interessi o comunque compilati in modo scorretto, vanno ritenuti invalidi poiché non sono in grado di garantire al cittadino quella trasparenza necessaria a fargli comprendere se l’importo richiesto risulti davvero corretto.

Novità piuttosto importanti sia per i tanti contribuenti non più costretti all’esborso di cifre quantomeno discutibili, che per uno Stato fermamente deciso ad abbracciare la chiarezza come principio cardine da mettere in pratica ogni giorno con lo scopo primario di consentire la costruzione di un rapporto tra governo e cittadino basato sulla piena fiducia, sul rispetto e sulla stima reciproca

Questi i nuovi sviluppi relativi alla questione cartelle esattoriali da non pagare ad Equitalia: novità piuttosto inaspettate delle quali i primi a stupirsi sembrano proprio i tanti contribuenti che, finalmente, possono forse ricominciare a reputare le istituzioni come organismi imparziali a cui credere, su cui contare e, soprattutto, con cui schierarsi per crescere e migliorare insieme.

photo credit: rosmary via photopin cc


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Alice

Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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