Pochi invii per Fatturazione elettronica

Fatturazione elettronica, i dati sugli invii deludono

Ci si aspettava numeri migliori per la fatturazione elettronica, ma sembra che il ritardo di alcuni enti e la natura dei dati per ora deludano le aspettative.

Nonostante da giugno con l’entrata in vigore della fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione, ministeri, agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza non possano più accettare dalle imprese fatture cartacee (obbligo esteso dal 31 marzo 2015 anche alle amministrazioni locali ed ai restanti enti nazionali che, se non rispettato, nel giugno 2015 impedirà alle Pubbliche Amministrazioni di effettuare qualsiasi pagamento alle aziende), i primi due mesi dall’entrata in vigore della nuova normativa denotano un’adesione decisamente misera da parte delle strutture interessate.

Questo almeno stando alle statistiche del Politecnico di Milano che evidenzia come, a fronte di un’aspettativa oscillante in base ai valori presi in esame tra i 625 mila e gli 830 mila invii mensili, in realtà, i documenti effettivamente spediti in forma elettronica agli uffici pubblici dal 6 giugno ad oggi sono stati soltanto 400 mila: statistica schiacciante atta a testimoniare con chiarezza una generale difficoltà di adattamento alla recente direttiva.

Ma da cosa dipende tale situazione?

Innanzitutto va certamente considerato il fatto che, trattandosi di una legge nuova, la sua corretta messa in pratica può richiedere tempistiche di assestamento diverse da quanto previsto all’inizio. Ipotesi avvalorata dalla crescente emissione di fatture elettroniche già tra giugno e luglio 2014, quando, nel primo caso si contano soltanto 43 mila documenti trasmessi, mentre nel secondo addirittura 197 mila.

Oltre a questo, dobbiamo poi analizzare altri due fattori rilevanti:

  • nella stima del Politecnico di Milano sono comprese anche fatture elettroniche scartate dal sistema a causa di errori sempre meno frequenti che, mentre nel mese di giugno rappresentano addirittura il 40% delle emissioni complessive, a luglio scendono di 13 punti percentuali al 27%;

  • gli stessi numeri del Politecnico si riferiscono a file di fatture che possono tranquillamente contenere più documenti insieme, soprattutto nel caso delle grandi aziende abituate ad inviarne tanti contemporaneamente.

Anche se esistono delle reali giustificazioni pronte a causare ritardi più o meno consistenti nella corretta messa in pratica della nuova legge, risulta comunque necessario intervenire immediatamente per evitare che il risparmio di 1,6 miliardi inizialmente ipotizzato a livello statale grazie all’utilizzo della fatturazione elettronica si riveli completamente scorretto.

Intervenire sì, ma come? Mediante una vera e propria trasformazione culturale, in grado di diffondere l’abitudine a gestire nel modo appropriato quella fatturazione elettronica che, se oggi rappresenta una semplice imposizione da adottare in maniera graduale, a partire dalla metà del 2015 fungerà a tutti gli effetti da unico strumento per la richiesta di pagamento utilizzabile dalle aziende in credito con le Pubbliche Amministrazioni.

Certo, per ora, le difficoltà operative del cambiamento sembrano superiori rispetto ai miglioramenti conseguibili con le nuove norme, le quali, però, se applicate a dovere, possono davvero portare benefici concreti dal punto di vista dei costi, dell’efficienza e dei rapporti verso terzi.

photo credit: waynerd via photopin cc


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Alice

Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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