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Prendere decisioni difficili o importanti: la tecnica dei 6 cappelli per coprire tutti i punti di vista

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Edward de Bono ha inventato un metodo interessante che può venirci in aiuto le volte in cui ci troviamo di fronte a una decisione e vorremmo che la scelta fosse quella giusta.

 

Ogni giorno una persona si sveglia e sa che, in qualche modo e in qualche ambito, dovrà prendere decisioni. Ogni giorno quella stessa persona vorrebbe che la sua scelta fosse quella “giusta”. Il problema è che non possiamo essere sempre certi che quello che decidiamo sia la soluzione migliore.

Allora come prendere una decisione, che sia quella giusta o almeno la più adatta alla situazione? Si sente spesso dire di “pensare fuori dalla scatola” (Thinking outside the box) che si potrebbe tradurre in un più semplice: pensare fuori dagli schemi. Questo perché quando affrontiamo una scelta siamo influenzati dalla nostra visione del mondo. Questo significa che se siamo delle persone tendenzialmente positive, siamo più portate a non considerare i potenziali risvolti negativi, mentre se siamo più ciniche e avverse al rischio, potremmo perdere di vista le opportunità all’orizzonte.

Dalla vita impariamo costantemente, nessuno può negarlo, ma spesso le migliori decisioni escono proprio dal cambio di prospettiva con cui osserviamo i problemi. Non è sempre facile, soprattutto per chi non è abituato a farlo.

Per questo esiste un metodo pratico che permette di scomporre il problema per analizzarlo da più punti di vista, per poter poi prendere una decisione basandoci su una visione più completa.

Il metodo si chiama Six thinking hats, o “i sei cappelli del pensatore”, è stato inventato da Edward de Bono e pubblicato nel 1985 nel suo libro, e aiuta chi lo applica a uscire dal proprio abituale modo di pensare. Permette di raggiungere una visione d’insieme del problema perché spinge a guardare allo stesso dal punto di vista razionale, emotivo, creativo, e così via. Questo esercizio permette anche di immaginare i possibili ostacoli che si potrebbero incontrare, e quindi prevenirli, risolverli o indirizzare meglio la nostra scelta.

Bene, ora che abbiamo scoperto la sua utilità, non ci resta che imparare come utilizzarlo in pratica. Si può usare singolarmente, ma è durante le riunioni che il metodo dà il meglio di sé, poiché ogni persona, o gruppo di partecipanti, si immedesima nella specifica prospettiva e il confronto diventa corale.

Ogni Thinking hat ha un colore e rappresenta un modo di pensare, ma è importante ricordare che non si tratta di una competizione, quanto piuttosto di un “gioco cooperativo” in cui la decisione viene presa in modo collettivo, cioè tenendo presente ciò che ogni cappello ha fatto venire alla luce.

  • Il cappello bianco si indossa per focalizzarsi sui dati disponibili. Si tratta di un cappello realista, perché pone l’attenzione sulle informazioni che sono in nostro possesso, o su ciò che possiamo ottenere da queste analizzandole. Si cerca di trovare le lacune nelle nostre conoscenze per colmarle, se possibile, o per tenerne conto.
  • Il cappello rosso permette di guardare ai problemi usando l’intuizione, le reazioni istintive ed emotive. Inoltre ricorda che anche gli altri possono reagire allo stesso modo. Chi indossa il cappello rosso prova anche a immaginare le risposte delle persone che non conoscono completamente le nostre ragioni.
  • Il cappello nero si usa per focalizzarsi sui potenziali esiti negativi delle decisioni. Vanno osservati in modo attento e con ottica difensiva, cercando di capire perché potrebbero non funzionare. Il cappello nero è fondamentale per trovare i punti deboli dei nostri piani, per poterli sistemare prima di metterli in pratica.
  • Il cappello giallo aiuta, invece, a pensare in modo positivo. Adottando il punto di vista ottimistico, possiamo vedere tutti i benefici che potremmo ottenere in anticipo, in modo da capirne il valore. Inoltre aiuta a mantenere alto il morale.
  • Il cappello verde, invece, rappresenta la creatività. Lo si indossa per sviluppare le soluzioni creative al problema e per pensare senza limiti, ma anche senza dimenticare di fare una piccola critica alle idee che ne escono.
  • Il cappello blu rappresenta il controllo del processo. Solitamente è indossato da coloro che conducono le riunioni. Il compito è di vigilare l’incontro in modo da, per esempio, far indossare il cappello verde quando le idee stanno finendo, o quello nero se c’è bisogno di pensare a un piano di emergenza.

Per rendere l’idea di come funzioni il metodo facciamo un esempio di utilizzo.

Esempio pratico

I proprietari di un’azienda immobiliare devono decidere se costruire un nuovo edificio per ospitare uffici e spazi commerciali.

Per prendere la decisione si sono affidati alla tecnica dei sei cappelli:

  • Con il cappello bianco in testa hanno analizzato i dati in loro possesso, e hanno scoperto che il numero degli uffici liberi in città è in diminuzione, e quando il nuovo edificio sarà ultimato, i posti liberi potrebbero essere molto pochi. Hanno anche preso in considerazione il fatto che l’economia sta attraversando un buon momento e le previsioni sono ancora di crescita.
  • Indossando il cappello rosso, qualche socio ha sottolineato che gli edifici hanno un aspetto cupo, e che qualcuno potrebbe non sentirsi a proprio agio lavorando in quegli spazi.
  • Quando hanno indossato il cappello nero, si sono chiesti se la previsione economica potesse essere errata, e se l’economia dovesse andare incontro a una flessione, l’edificio potrebbe rimanere vuoto o solo parzialmente occupato.
  • Indossando il cappello giallo, invece, i soci sanno che l’economia terrà duro e le proiezioni si riveleranno corrette, quindi l’azienda otterrà un buon profitto. Se saranno fortunati potranno anche vendere l’edificio prima della prossima flessione.
  • Con il cappello verde i soci considerano la possibilità di ridisegnare il progetto dell’edificio per renderlo più attrattivo, oppure potrebbero costruire degli uffici di prestigio affittabili in un ambiente abbordabile; oppure potrebbero scegliere di abbandonare l’idea e di comprare altri edifici a un costo inferiore quando il mercato affronterà la prossima flessione.
  • Chi conduce la riunione indossa il cappello blu per mantenere la discussione attiva e per permettere alle idee di fluire, incoraggiando gli altri soci a indossare altri cappelli per cambiare i propri punti di vista.

Dopo avere esaminato le opzioni sotto tutti i punti di vista, i soci si ritrovano con un’idea molto più dettagliata dei loro possibili risvolti, e possono quindi prendere una decisione di conseguenza.

La tecnica proposta da De Bono è davvero un metodo potente per prendere decisioni, permette alle emozioni e allo scetticismo di trovare un posto nel processo che solitamente è solo razionale, e dà spazio alla creatività.

Leggi anche: Come prendere una decisione importante? 6 metodi scientifici per fare scelte migliori

Elisa

Come sempre mi capita quando mi viene chiesto di parlare di me, mi ritrovo in grande difficoltà. Questo perché le definizioni mi sono sempre andate strette. Quello che posso dire su di me è che sono ...

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