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5 Consapevolezze nate dallo Smart Working durante il Covid 19

Smart working ai tempi del Covid 19

Lo Smart Working imposto dall’emergenza Covid-19 ha spronato le aziende a un cambio di mentalità in merito al lavoro dipendente. Sulla situazione attuale e sui potenziali sviluppi StartupItalia ha dedicato una puntata speciale del suo Live, che qui raccontiamo.

 

Lo Smart Working “forzato”, durante e dopo il lockdown, non solo ha stravolto la quotidianità di milioni di italiani, ma ha fatto molto di più: ha alimentato un nuovo modo di intendere e gestire il lavoro dipendente. Su questo fenomeno si è focalizzata la puntata di StartupItalia Live dedicata a Lavoro Agile, Smart Working e Home Working.

Alla puntata hanno partecipato:

  • Fiorella Crespi, direttrice dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano,
  • Daniele Ratti, CEO e fondatore di Fatture in Cloud e Dipendenti in Cloud
  • Daniele Battisti, Business Specialist di Modis.

Ognuno ha portato la propria esperienza e la propria percezione della situazione. Ne è nato un confronto costruttivo, arricchito da tre punti di vista diversi, quali possono essere quello di un centro di Studi, di una startup e di una società di consulenza. 

Daniele Ratti, per l’occasione, ha presentato in anteprima risultati della ricerca sulla gestione dei dipendenti, anche in smart working, condotta da Dipendenti in Cloud. 

Ma andiamo con ordine e affrontiamo tutti i 5 punti fondamentali affiorati durante la Live, che potrai vedere per intero al termine dell’articolo. 

Durante il lockdown NON si è fatto vero Smart Working

La direttrice dell’Osservatorio Smart Working ha esordito con un’importante precisazione: durante il lockdown gli italiani non hanno lavorato in Smart Working. Infatti è venuta meno l’autonomia nello scegliere quando e dove lavorare, tipica dello Smart Working; purtroppo, non si poteva fare altrimenti: si era costretti a lavorare da casa, 5 giorni su 5, per tutelare la salute propria e quella degli altri.

Inoltre, il ricorso al lavoro da fuori azienda non è stata motivato da un cambiamento di mentalità, ma da una necessità, quale l’emergenza sanitaria. Lo Smart Working, per essere davvero tale, necessita invece dell’adozione di un modo di concepire il lavoro, non più orientato alla mera attività, ma più focalizzata sugli obiettivi

Concluso il lockdown, con la ripresa delle attività in presenza, ci si è avvicinati di più allo Smart Working vero e proprio: i dipendenti potevano decidere se e quando lavorare in azienda, oppure da casa. 

Si deve imparare a gestire una forza lavoro “fluttuante”

Successivamente, è intervenuto Daniele Battisti di Modis, una società che fornisce consulenza alle aziende che desiderano intraprendere un processo di trasformazione digitale. 

In base alla sua esperienza degli ultimi mesi, Daniele rileva l’affermazione di una forza lavoro “fluttuante”. Con questo termine, lo Specialist intende la situazione per cui all’interno di un’azienda possono convivere dipendenti che lavorano:

  • esclusivamente in sede: ad esempio, perché impiegati nei reparti produttivi, impossibili da trasferire in Smart Working;
  • totalmente da remoto
  • alternando la presenza in sede con il lavoro a distanza

In questa situazione diventa fondamentale sapere esattamente quali e quanti lavoratori rientrano in ciascuna delle tre categorie, anche per poter organizzare gli spazi in azienda in modo da garantire il rispetto delle condizioni di sicurezza.

Dipendenti in Cloud offre un foglio presenze che i dipendenti possono aggiornare indicando quando lavorano da Smart Working. In qualsiasi momento e in tempo reale l’amministratore può verificare chi opera in sede e chi da remoto, così da poter gestire in modo ottimale la situazione dell’azienda. Per ulteriori informazioni, consulta la pagina di Dipendenti in Cloud dedicata al foglio presenze

Bisogna riorganizzare gli spazi lavorativi in funzione della forza lavoro

Come già accennato, la pandemia ha imposto una rivisitazione degli spazi in azienda, per garantire le condizioni di sicurezza. In primis, si è dovuta garantire la distanza interpersonale ed evitare gli assembramenti. Ciò ha portato a una riduzione della capienza degli ambienti di lavoro rispetto alla situazione pre-Covid. In alcuni casi, questa situazione è sfociata nell’impossibilità di accogliere contemporaneamente tutti i dipendenti, che quindi sono diventati forza lavoro “fluttuante”, secondo quanto visto nel punto precedente. 

Il lavoro da casa migliora la produttività

Per sostenere questa affermazione, Daniele Ratti ha illustrato i risultati della ricerca condotta sui clienti di Dipendenti in Cloud. Considerando le aziende che hanno adottato lo Smart Working:

  • nel 45% la produttività è aumentata leggermente, in una percentuale tra lo 0 e il 30%
  • nel 30% la produttività è aumentata molto o moltissimo, in una percentuale tra il 31 e il 90%

Fiorella Crespi conferma queste conclusioni, anticipando i risultati emersi nella ricerca dell’Osservatorio Smart Working che verrà resa pubblica a novembre. 

Gli incontri in ufficio sono preziosi per il confronto tra team e per trovare soluzioni creative

Dai dati che abbiamo illustrato, sembrerebbe che il lavoro da remoto favorisca le performance aziendali. Ma è sempre così? Secondo i partecipanti alla Live, no. 

Quando si lavora da casa la concentrazione è maggiore, perché mancano tante distrazioni tipiche dell’ufficio: persone che entrano ed escono, interruzioni da parte  , etc. 

Tuttavia tende a ridursi il confronto, in particolare tra colleghi appartenenti a diversi reparti.  Proprio questa scambio, definito “allineamento davanti alla macchinetta del caffè”, perché informale e tipico dei momenti di pausa, può aiutare a trovare soluzioni creative a problemi complessi

La puntata di StartupItalia Live è stata un’interessante occasione di confronto e di riflessione. I 5 punti emersi possono aiutare l’imprenditore italiano a gestire i dipendenti in questo momento storico, ma anche superata la pandemia, poiché il mondo del lavoro non sarà più sicuramente identico a prima.

Dipendenti in Cloud

Sono nato dalla mente di una giovane StartUp Italiana nel 2013. Amo avere tutto sotto controllo e pianificare ogni cosa, "organizzazione" è la mia parola d'ordine. Ho un look semplice e minimal, ma non ...

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