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Imposta di bollo virtuale (e non) su fatture elettroniche o tradizionali: tutte le modalità di assolvimento

Imposta di bollo per fatture elettroniche o tradizionali: tutte le modalità

A seconda che si tratti di una fattura elettronica o cartacea, l’assolvimento dell’imposta di bollo avviene in modalità differenti. Quali sono le le fatture soggette a marca da bollo, le possibili casistiche e come viene assolta

 

In base a quanto previsto dall’art. 6 della Tabella (allegato B) contenuta nel D.p.r. 642/1972 sono esenti in modo assoluto dall’imposta bollo tutte le fatture, le ricevute, le quietanze, le note, i conti, le lettere e i documenti di addebitamento o di accreditamento che riguardano pagamenti di corrispettivi assoggettati ad IVA.

Vige dunque il principio di alternatività “Iva – imposta di bollo”.

La marca da bollo andrà applicata (nella misura di 2,00 euro) quindi esclusivamente alle fatture elettroniche o cartacee emesse senza addebito di IVA se di importo superiore ad € 77,47 , mentre per quelle di importo inferiore la marca da bollo non deve essere applicata.

In merito alle modalità di assolvimento dell’imposta di bollo è necessario distinguere a seconda della tipologia di fattura:

  • fattura elettronica;
  • fattura tradizionale (cartacea).

Fatture elettroniche e imposta di bollo: come si assolve

Con il DM del 28.12.2018 pubblicato sulla G.U. n. 5 del 07.01.2019 sono state apportate importanti modifiche alle modalità di assolvimento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche.

In particolare viene previsto che:

  • il pagamento dell’imposta di bollo relativa agli atti, a documenti ed ai registri emessi o utilizzati durante l’anno deve avvenire secondo le regole originariamente previste dal D.M. 17.06.2014, ovvero in un’unica soluzione entro centoventi giorni dalla chiusura dell’esercizio;
  • il pagamento dell’imposta di bollo relativa alle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre solare deve essere effettuato effettuato entro il giorno 20 del primo mese successivo al trimestre stesso.

Dato che le nuove modalità di assolvimento dell’imposta di bollo si applicano, come previsto dall’art. 2 del decreto, alle fatture elettroniche emesse dal 1° gennaio 2019, l’imposta di bollo dovuta sulle fatture emesse nel primo trimestre 2019 dovrà essere versata entro il 20 aprile 2019 (scadenza che slitta al 23 aprile tenuto conto che il 20 aprile cade di sabato e il 22 è festivo).

Inoltre lo stesso decreto prevede che sarà la stessa Agenzia delle entrate a rendere noto l’ammontare dell’imposta dovuta sulla base dei dati presenti nelle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di interscambio, riportando l’informazione all’interno dell’area riservata del soggetto passivo Iva presente sul sito dell’Agenzia delle entrate.

Il pagamento dell’imposta potrà così essere effettuato:

  • mediante il servizio presente nella medesima area riservata del contribuente, con possibilità di addebito diretto sul conto corrente bancario o postale;
  • oppure utilizzando il modello F24 predisposto dall’Agenzia delle entrate.

Viene inoltre confermato che le fatture elettroniche per le quali è obbligatorio l’assolvimento dell’imposta di bollo devono riportare specifica annotazione di “Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del D.M. 17.06.2014”.

Fatture cartacee e imposta di bollo: come si assolve

Nel caso di fatture emesse in formato cartaceo l’imposta viene assolta mediante apposizione sul documento del contrassegno autoadesivo (la cosiddetta “marca da bollo”) rilasciato con modalità telematiche da parte degli intermediari convenzionati con l’Agenzia delle entrate.

Generalmente la marca da bollo va applicata sull’originale della fattura che viene poi inviato al cliente, mentre sulla copia conservata dal soggetto che ha emesso la fattura va riportata la dicitura:

“Imposta di bollo assolta sull’originale”
e il numero del contrassegno telematico
“ID………..”.

Fatture via email e marca da bollo: come si fa

Nel caso in cui l’imposta di bollo venga assolta con applicazione del contrassegno e la fattura venga inviata via mail al cliente è possibile per il soggetto che emette la fattura conservare il documento originale con la marca da bollo e inviare al cliente la copia della fattura con la dicitura :

“imposta di bollo assolta sull’originale”
ed il numero identificativo del contrassegno
“ID………………………….”.

Fattura cartacea e imposta di bollo assolta virtualmente

E’ possibile, esclusivamente per le fatture in formato cartaceo, assolvere l’imposta di bollo in modo virtuale seguendo le indicazioni contenute degli articoli 15 e 15-bis del D.p.r. 642/1972 in base ai quali:

  • il contribuente può richiedere al competente ufficio dell’Agenzia delle entrate una specifica autorizzazione per poter assolvere al pagamento dell’imposta in modo virtuale;
  • per ottenere l’autorizzazione l’interessato deve presentare apposita dichiarazione contenente l’indicazione del numero presuntivo di atti e documenti da assoggettare ad imposta emessi e ricevuti durante l’anno;
  • l’ufficio competente procede alla liquidazione provvisoria dell’imposta dovuta per il periodo compreso tra la data di decorrenza dell’autorizzazione e il 31 dicembre, con possibilità di ripartire l’importo dovuto in tante rate quanti sono i bimestri del periodo;
  • entro il successivo mese di gennaio (31.01), il contribuente deve poi presentare una dichiarazione contenente il numero di atti e documenti emessi nell’anno precedente, al fine della liquidazione definitiva dell’imposta, determinando quindi il debito (o l’eventuale credito) da versare nella rata bimestrale in scadenza nel mese di febbraio.

Sulle fatture emesse dopo il rilascio dell’autorizzazione da assoggettare ad imposta di bollo, va riportata l’indicazione:

“Imposta di bollo assolta in modo virtuale”
e gli estremi della relativa autorizzazione.

E’ opportuno precisare che la descritta modalità di assolvimento dell’imposta di bollo può essere utilizzata solo per le fatture cartacee e non per quelle elettroniche.

Ricapitolando: le fatture e i documenti soggetti a imposta di bollo

Ricordiamo infine sono soggette alla marca da bollo tutte le fatture (o documenti) emesse sia in forma cartacea sia in forma elettronica aventi un importo complessivo superiore a € 77,47 non assoggettate da Iva, quali:

  • le fatture fuori campo Iva, per mancanza del requisito oggettivo o soggettivo (artt.2, 3, 4 e 5, D.p.r. 633/72);
  • le fatture fuori campo Iva ex artt. da 7-bis a 7-septies D.p.r. 633/72;
  • le fatture non imponibili per cessioni ad esportatori abituali che emettono la dichiarazione d’intento (art.8, co.1, lett. c), D.p.r. 633/72), ad eccezione del caso in cui venga riportato in fattura che “si tratta di beni destinati all’esportazione”;
  • le fatture esenti (art.10 D.p.r. 633/72);
  • i documenti esclusi dal campo di applicazione dell’Iva (art.15 D.p.r.633/72);
  • le fatture emesse dai contribuenti in regime dei minimi e forfettario.

Non vanno invece assoggettate ad imposta di bollo:

  • le fatture riguardanti operazioni non imponibili relative ad esportazioni di merci (esportazioni dirette e triangolari) ed a cessioni intracomunitarie di beni;
  • le fatture con Iva assolta all’origine, come nel caso della cessione di prodotti editoriali;
  • le fatture emesse con applicazione del reverse charge.
Luca Mambrin

Dottore Commercialista e Revisore contabile a Trieste, se mi avessero domandato ai tempi dell’università “cosa farai da grande” non avrei mai risposto “il dottore commercialista”: ed invece ...

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