Come licenziare un dipendente: Guida in punti al licenziamento

Come gestire il licenziamento di un dipendente: la Guida pratica in punti al processo

Consigli per affrontare nel modo migliore il licenziamento di una risorsa, tenendo in considerazione anche i risvolti umani che ne possono derivare

 

Il licenziamento di un dipendente è sempre un momento delicato in primis a livello umano e in seconda battuta a livello aziendale e organizzativo. Certo il licenziamento è un momento doloroso nella vita di una persona come lo è nella vita aziendale, ma come molti momenti dolorosi porta con sé anche dei lati positivi: permette a due entità di rimediare a un errore e guardare a un futuro più soddisfacente.

Come licenziare una persona? Come affrontare la fase di licenziamento in maniera efficiente?

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Creare un piano di transizione

La fase più importante in caso di licenziamento è senz’altro la stesura di un piano di transizione. Per molti esperti, la costruzione del piano di transizione parte con la scelta del giorno e l’ora in cui dare l’annuncio all’interessato. Comunicare il licenziamento ad inizio settimana, ad esempio, permette al dipendente di cercare subito un nuovo impiego, evitandogli di trascorrere il weekend all’insegna della depressione. D’altro canto optare per la comunicazione della notizia il venerdì pomeriggio potrebbe ridurre potenziali confronti “a caldo” con il resto del team.

Come scegliere allora? L’importante è che il momento venga stabilito considerando innanzitutto gli interessi dell’attività e dello staff. Solitamente si arriva alla scelta di licenziare un dipendente dopo un processo lungo di valutazione e quindi da tempo lo staff potrebbe suv essere sottoposto allo stress di un membro poco produttivo o negativo. In questi momenti è fondamentale garantire la scelta mettendo al primo posto la stabilità aziendale.

Secondo punto del piano di transizione, ma non per questo meno importante, è l’individuazione di un sostituto pronto a subentrare. Se questo non è immediatamente possibile, sarà necessario prevedere una strategia per il passaggio di consegne interno.

Infine, nel caso il dipendente licenziato ricopra un ruolo particolarmente rilevante nei rapporti con la clientela, sarà necessario gestire al meglio la comunicazione verso questi.

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Fare un passo alla volta

Stabilire come comportarsi, come muoversi e come comunicare durante un licenziamento non è mai cosa semplice, ma ciò che più conta in tali circostanze è che l’intera operazione venga gestita facendo un passo alla volta e seguendo gli step riportati qui sotto:

  • Andare subito al sodo senza giri di parole, meglio esordire con un: “Ciao Mattia, siediti pure. Devo darti una brutta notizia” piuttosto un “Ciao Mattia, siediti pure. Come ti sembra stia andando il tuo lavoro ultimamente?”.
  • Comunicare il licenziamento e i motivi a esso legati in modo chiaro e conciso “Il tuo lavoro qui è terminato, perché le performance dimostrate recentemente non hanno soddisfatto le esigenze aziendali” (utilizzare sempre tempi verbali al passato evita di dare speranze di una seconda chance). Importante inoltre evitare giustificazioni o frasi fatte.
  • Ascolta cosa ha da dire il dipendente, aspettandosi reazioni quali lo shock, la negazione, il dolore o la rabbia, ascoltando con attenzione le sue reazioni, si può capire come porsi per gestire al meglio la situazione.
  • Trattare con la risorsa tutti gli argomenti rimasti in sospeso: pagamenti arretrati, giorni di vacanza non goduti, stato dei progetti in corso, ecc. Questo facilità il momento sia al dipendente che all’azienda riducendo al minimo la necessità di nuovi numerosi confronti.

Leggi anche: Come licenziare un dipendente: il licenziamento e come comportarsi al di là delle questioni legali

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L’empatia è importante ma…

La capacità di essere empatici è senza dubbio molto importante nel momento in cui si licenzia un dipendente. Ovviamente, bisogna saper controllare anche il proprio lato empatico e premuroso. Lasciarsi trascinare emotivamente dal momento può offuscare l’obiettività. Dobbiamo sempre ricordarci perché siamo lì e quali sono le motivazioni che ci hanno spinto al punto di non ritorno del licenziamento.

Di fronte al licenziamento di un dipendente non meritevole dobbiamo sempre ricordarci che stiamo allontanando una risorsa che non sta solo danneggiando l’azienda, ma il team stesso in cui lavora e il futuro di quel team. Se un licenziamento è ben motivato dall’azienda, lo staff si sentirà protetto e valorizzato. Questo ci porta dritti al punto successivo.

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Confrontati con il team

L’empatia è fondamentale anche nella comunicazione con il team di lavoro. Cogliere le reazioni, i dubbi o l’eventuale scontento è importante per la serenità aziendale.

Ricorda, il team è la chiave di volta per uscire da un licenziamento rafforzati. Il gruppo di lavoro è composto dalle persone che cureranno il passaggio di consegne, il periodo di transizione, l’accoglienza di un eventuale sostituto…

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Non perdere tempo

Il problema più comune di quando si deve licenziare qualcuno risiede nel fatto che si tende a tergiversare troppo: se un dipendente merita di essere allontanato dall’azienda, è meglio comunicarglielo subito, perché perdersi nella speranza che il suo operato migliori (soprattutto se non viene supportato in alcun modo) causa soltanto un inesorabile spreco di tempo.


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Alice

Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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