E-commerce: l’Europa elimina il geoblocking sul commercio elettronico

In cosa consiste la proposta di eliminazione del geoblocking per il commercio elettronico e quali saranno gli effetti in caso di approvazione

E-commerce Europa: cade il geoblocking sul commercio elettronico
 

In materia di e-commerce, il Consiglio UE approva la bozza di normativa contro il geoblocking ingiustificato tra gli Stati membri: proposta ancora in attesa di conferma ufficiale da parte del Parlamento, il cui obiettivo è quello di eliminare le discriminazioni sulla nazionalità dei consumatori che acquistano dall’estero, per creare un mercato unico digitale.

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3 principali casi di applicazione

Il testo in questione si allinea dunque con quanto stabilito dalla Direttiva europea sui Servizi, per abbattere ogni forma di discriminazione (su accesso a prezzi, pagamenti, ecc.) nei confronti degli acquirenti esteri, e specifica che i tre principali casi in cui i commercianti non possono per nessun motivo modificare le condizioni di vendita sono:

  • quando il trader commercializza prodotti forniti in un Paese membro in cui già propone la consegna o che vengono ritirati in un luogo dove c’è già intesa con l’acquirente;
  • quando il trader offre servizi cloud, di data warehousing, website hosting o simili, a eccezione dei servizi che consentono di utilizzare o acquistare opere protette da copyright (e-book, musica, ecc.);
  • quando il trader propone servizi che possono essere goduti dall’acquirente nello Stato in cui opera il commerciante (hotel, noleggio mezzi di trasporto, eventi sportivi, parchi divertimento, ecc.).
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Dato che le nuove regole pensate per l’e-commerce non vietano la diversificazione di prezzo, i venditori possono commercializzare i beni con costi differenti a seconda che si tratti di un gruppo di clienti residenti in un determinato territorio piuttosto che in un altro. Inoltre, i trader non sono nemmeno tenuti a fornire beni o servizi fuori dai confini del Paese membro in cui consegnano.

Detto ciò, comunque, con le nuove disposizioni approvate dal Consiglio UE, chi vende è assolutamente impossibilitato a proporre forme di pagamento che cambiano in base allo Stato di residenza di chi compra e il trader non può impedire l’accesso dell’acquirente estero alla sua interfaccia web.

Queste tutte le ultime novità in tema di e-commerce: proposte, come già detto, ancora in fase di approvazione, che (se verranno accettate anche dal Parlamento) renderanno liberi gli acquisti online tra i 28 Paesi membri dell’UE, abbattendo definitivamente le barriere del commercio digitale e consentendo la costituzione di un grande mercato unico.

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Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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