Imprese più solide e in miglioramento - Rapporto Cerved PMI 2016

Imprese più solide e conti in miglioramento: i segnali positivi nei dati del Rapporto Cerved PMI 2016

Il Rapporto Cerved PMI 2016 sottolinea una situazione positiva per le piccole e medie imprese in Italia: il loro numero torna a crescere e i loro bilanci si rafforzano

 

Nel 2015 si è rafforzata lo stato di salute delle PMI, dopo i segnali incoraggianti del 2014, con conti in progressivo miglioramento e un profilo di rischio più solido: questa è la fotografia del sistema delle PMI italiane contenuta nel Rapporto Cerved PMI 2016, un sistema composto da 137 mila società di capitale non finanziarie di dimensioni piccole e medie, che impiega in totale 3,8 milioni di addetti e genera ricavi per 852 miliardi di euro.

Per la classificazione dimensionale viene utilizzata la definizione della Commissione Europea, per cui si definiscono piccole le imprese con impiegati compresi tra 10 e 50 e fatturato (o attivo) compreso tra 2 e 10 milioni; sono medie imprese le società con addetti tra 50 e 250 e fatturato tra 10 e 50 milioni (o attivo tra 10 e 43 milioni).

Il miglioramento del 2015 è evidente in tutti gli indicatori analizzati, e segue un processo per certi tratti già osservato nel 2014.

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Situazione delle PMI: il numero di PMI

Il numero delle PMI torna a crescere, dopo cinque anni di emorragia: nel 2015 si contano 137 mila PMI, lo 0,4% in più rispetto al 2014, grazie al saldo positivo tra imprese nate e morte. Le chiusure continuano infatti il percorso positivo inaugurato nel 2014, con il contributo nel 2015, per la prima volta dall’inizio della crisi, anche dei fallimenti.

Lo scorso anno hanno lasciato il mercato a seguito di una procedura concorsuale o una liquidazione volontaria 6 mila PMI, il 22% meno del 2014. Al miglioramento sul fronte delle chiusure si accompagna il dato positivo delle nascite che, spinte dalle Srl semplificate, toccano un nuovo massimo.

Report Cerved: Numero di PMI

Il rafforzamento del 2015 si osserva soprattutto nei bilanci. I ricavi delle PMI sono cresciuti a tassi tripli rispetto all’anno precedente (3% contro 1%), con effetti positivi sul valore aggiunto, la cui crescita si attesta a valori nominali al 4%. Rimane tuttavia ai livelli del 2014, e superiore al livello pre-crisi, il costo del lavoro per unità di prodotto, un indicatore di competitività delle PMI.

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Andamento PMI: i margini

Miglioramenti anche in termini di margini (+4%), con un andamento più favorevole delle piccole rispetto alle medie, e redditività, con il ROE che torna vicino ai livelli del 2008 (8,6%). La combinazione di più redditività e successo degli incentivi fiscali ha spinto in alto anche gli investimenti, che toccano il 6,7% delle immobilizzazioni materiali (il 5,6% nel 2014).

Report Cerved: andamento delle voci di conto economico per le PMI

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La situazione del credito

Il rasserenamento della condizione delle PMI è evidente anche dalla situazione del credito, non solo bancario ma anche commerciale. La crisi ha ridotto in maniera importante sia la quantità di finanziamenti che affluivano dal canale bancario, sia il credito commerciale che le stesse imprese fornivano ai loro clienti: il risultato è stato da una parte una riduzione della massa debitoria di circa 2 punti percentuali tra 2010 e 2014, che però ha generato un sistema di PMI meno dipendente dalle banche (nel 2015 il 36% delle piccole e medie imprese non ricorre al capitale bancario, il 29% nel 2009), dall’altra un calo dei debiti commerciali negli stessi anni di quasi 7 punti percentuali.

Nel 2015 si osserva una significativa inversione di tendenza di entrambi questi fenomeni: spinto da un costo sempre minore, frutto dei programmi di quantitative easing della BCE, il debito finanziario delle PMI è tornato in lieve salita (+0,3% vs 2014), mentre crediti e debiti commerciali aumentano rispettivamente dell’1,7% e dell’1%.

Report Cerved: andamento dei debiti finanziari e commerciali delle PMI

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Il profilo di rischio delle imprese

Anche il profilo di rischio migliora sensibilmente: dal processo di selezione darwiniana osservato negli scorsi anni, caratterizzato dall’uscita di massa delle imprese più fragili e dalla polarizzazione delle sopravvissute, si passa ad un sistema di PMI meno rischiose, con più della metà delle imprese con profilo ‘solvibile’ nel 2015.

Consolidamento che viene confermato dai movimenti più recenti del Cerved Group Score [nota 2],: il saldo tra upgrade e downgrade segna infatti un andamento ampiamente positivo (+8%), segnale di un calo del rischio nei prossimi mesi.

Report Cerved: imprese che migliorano e peggiorano la propria classe di rischio

Il Cerved Group Score è una misura del merito creditizio di un’impresa, basato su una componente economico-finanziaria e uno score comportamentale.

Il report completo, con maggiori dettagli regionali e settoriali è disponibile su Know Cerved.


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Danea

Sono nata nel 1995 da un'idea a due passi da Padova. Sono dinamica, entusiasta e adoro creare soluzioni semplici per problemi complessi. Sono sempre sul pezzo e sono molto pignola, tanto che mi dicono ...

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