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Liquidità e flussi di cassa: 5 errori tipici nella gestione finanziaria delle PMI

La gestione di un’attività commerciale passa anche dalla corretta gestione dei flussi di cassa e della liquidità. Ecco 5 tipici errori commessi dalle PMI nella gestione finanziaria. Impariamo a conoscerli per evitarli

Liquidità e flussi di cassa sono centrali per ogni impresa, la gestione finanziaria aziendale è essenziale per garantire sempre all’impresa i fondi necessari per operare al meglio.

Le piccole e medie imprese, soprattutto negli ultimi anni di crisi, soffrono particolarmente della cattiva gestione finanziaria, della scarsa liquidità aziendale e dei flussi di cassa mal gestiti.

5 sono gli errori commessi con maggiore frequenza dalle PMI: sbagli più o meno dannosi che, nel corso del tempo, possono compromettere anche seriamente l’andamento di un business.

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#1 – Basarsi su dati poco precisi

Per gestire e aumentare la liquidità è necessario eseguire un’analisi continua basata su dati precisi e completi relativi a:

  • vendite (dati che non dovrebbero essere intesi come semplici somme forfettarie, ma determinati dalle effettive vendite di prodotti e servizi avvenute nel passato, e presunti per il futuro in base al valore medio dello scontrino/acquisto moltiplicato il numero di vendite previsto);
  • costi variabili (costi che variano a seconda del quantitativo di merce prodotta o movimentata e che dovrebbero essere ipotizzati in base alle proprie previsioni di vendita);
  • costi fissi (costi permanenti che, se in corso d’opera non subentrano cambiamenti significativi, possono essere recuperati dai bilanci precedenti).

Con queste stesse informazioni è possibile ottenere una previsione significativa dei flussi di cassa in entrata e uscita.

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#2 – Fare investimenti sbagliati

La buona gestione dei flussi di cassa significa, tra le varie cose, anche pagare i beni acquistati per l’impresa entro un periodo non superiore rispetto al ciclo di vita degli stessi.

Se, per esempio, si comprano 100 biglietti da visita da consegnare tutti alla fiera della prossima settimana, converrà sborsare subito l’intero importo. Ma se all’attività serve un macchinario molto costoso che dovrebbe funzionare per almeno 10 anni, allora sarà meglio restituire i soldi del finanziamento in un lasso temporale paritario ma mai superiore.

Un altro buon consiglio è quello di mantenere dei rapporti buoni e frequenti con il proprio direttore di banca, aggiornandolo sempre sulle novità finanziarie relative all’azienda. In questo modo sarà più semplice ottenere supporto economico in caso di necessità.

Attenzione: se si ipotizza nel futuro la necessità di un prestito, è preferibile chiederlo in anticipo, così da non trovarsi nel momento del bisogno ad elemosinare fondi o accettare condizioni poco convenienti.

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#3 – Non capire la differenza tra profitti e flussi di cassa

Una buona regola per migliorare la gestione finanziaria dell’azienda consiste nel capire alla perfezione la differenza tra profitti e flussi di cassa (cash flow in inglese): se il profitto rappresenta la differenza tra il ricavo totale derivante da un prodotto ed il suo costo totale di produzione, il cash flow o flussi di cassa rappresentano invece la ricostruzione dei flussi monetari (differenza tra tutte le entrate e le uscite monetarie) dell’impresa.

L’analisi dei flussi di cassa è quindi un passo ulteriore che permette di includere nell’analisi fattori quali i crediti, le rimanenze, i pagamenti da emettere, oltre ad informazioni relative al saldo di eventuali prestiti ecc…

Comprendere questa differenza è quindi essenziale per una più agile ottimizzazione della gestione dei flussi di cassa aziendali.

Ad esempio un’azienda può avere ottimi profitti, ma essere in difficoltà con i flussi di cassa perché gli incassi arrivano in ritardo rispetto ai pagamenti.

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#4 – Concentrarsi solo sulla riduzione dei costi

Chi vuole aumentare la liquidità aziendale, spesso e volentieri, commette l’errore di concentrarsi più sulla riduzione dei costi che sulle effettive opportunità di crescita dei ricavi.

L’analisi dei costi e la riduzione di questi è sicuramente importante ma al contempo limitante dato che i costi non possono essere meno di zero mentre i ricavi potenzialmente possono crescere all’infinito.

Un errore fin troppo comune che può essere evitato, comprendendo a fondo e sfruttando al massimo i cosiddetti driver delle entrate relativi a:

  • numero di clienti acquisiti;
  • numero di volte in cui i clienti effettuano un acquisto;
  • spesa media / scontrino medio per cliente.

Gestendo a dovere questi driver è possibile migliorare notevolmente la liquidità aziendale evitando i più comuni effetti collaterali del taglio dei costi.

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#5 – Registrare l’andamento dell’attività su un foglio di calcolo

Se i flussi di cassa vengono, per esempio, registrati a mano o su semplici fogli di calcolo, oltre a rendere la tenuta e l’analisi più complessa, si aumenterà il rischio di commettere dimenticanze ed errori è molto alto.

Il modo più semplice per evitare simili problematiche, è certamente quello di utilizzare un software di contabilità che aiuti a migliorare la gestione finanziaria del business, semplificando le operazioni da svolgere nel quotidiano e agevolando inoltre l’intervento del commercialista.

Per le imprese e le attività più semplici può essere ideale l’utilizzo diretto delle funzionalità di prima nota del proprio software di fatturazione come ad esempio Danea Easyfatt o Fatture in Cloud.

Per le aziende o realtà più complesse l’uso di strumenti specifici come il software di prima nota e gestione spese Numilia è invece preferibile.

Questa la nostra lista dei 5 errori legati a liquidità e flussi di cassa più commessi dalle piccole e medie imprese: sbagli frequenti da riconoscere ed evitare prima di compromettere il buon andamento della propria attività.


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Alice

Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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