Iva per cassa

Iva per cassa 2014: tutto sul regime iva per cassa anche detta iva differita

Tutti i dettagli del regime di Iva per cassa, il regime che permette di differire il versamento dell’IVA ma che prevede delle caratteristiche molto precise

L’art. 32-bis del D.L. n. 83/2012 ha introdotto, a decorrere dal 1 dicembre 2012, il regime “IVA per cassa”,  regime che consente ai contribuenti che esercitano attività d’impresa o professionale in possesso di determinati requisiti di differire il versamento dell’IVA sulle fatture emesse al momento dell’incasso della fattura, e conseguentemente, di poter detrarre l’IVA sulle fatture di acquisto al momento del relativo pagamento.

In un momento di crisi di liquidità per le imprese il regime IVA per cassa può rappresentare un utile strumento per non appesantire ulteriormente la propria situazione finanziaria; ma come funziona questo nuovo regime? Quali sono i requisiti, soggettivi ed oggettivi, per potervi accedere e quali sono gli adempimenti che devono essere posti in essere affinché l’opzione esercitata sia valida?

Requisiti soggettivi per l’accesso al regime di IVA per Cassa

Possono accedere al regime IVA per cassa tutti i soggetti, imprenditori e lavoratori autonomi che, nell’anno solare precedente,  hanno realizzato un volume d’affari non superiore a 2.000.000 di euro; in caso di inizio attività è possibile comunque accedere al regime se si prevede di realizzare un volume d’affari non superiore alla soglia. Tale limite deve essere costantemente monitorato in quanto, in caso di superamento in corso d’anno,  il regime viene meno a partire dalle operazioni effettuate dal mese successivo al superamento.

Requisiti oggettivi per l’accesso al regime di IVA per Cassa

Il regime si applica a tutte le operazioni attive, cessioni di beni e prestazioni di servizi, ad esclusione:

  • delle operazioni effettuate nell’ambito di regimi speciali di determinazione dell’IVA (quali ad esempio regime dei beni usati, regime delle agenzie di viaggio);

  • delle operazioni effettuate nei confronti di soggetti che non agiscono nell’esercizio di imprese arti e professioni (soggetti “privati”);

  • delle operazioni effettuate nei confronti di soggetti che assolvono l’imposta mediante il meccanismo dell’inversione contabile o reverse charge;

  • delle operazioni di cui  all’art. 6, comma 5 del D.p.r. 633/1972 (operazioni con IVA ad esigibilità differita effettuate nei confronti dello Stato, enti pubblici…).

Nel caso più frequente, non sarà quindi applicabile il regime IVA per cassa per la fattura emessa nei confronti di un soggetto privato: pertanto l’IVA sarà esigibile  secondo le regole ordinarie, al momento di effettuazione dell’operazione.

Per quanto riguarda invece le operazioni passive il regime non trova applicazione per:

  • gli acquisti di beni o servizi soggetti ad IVA con il metodo dell’inversione contabile;

  • gli acquisti intracomunitari di beni;

  • le importazioni;

  • le estrazioni di beni dai depositi IVA;

Funzionamento del regime IVA per cassa

Come detto, optando per il regime IVA per cassa:

  • l’IVA sulle operazioni attive sarà esigibile all’atto del pagamento dei relativi corrispettivi, o comunque, entro un anno dal momento di effettuazione delle operazioni salvo che il cessionario o committente, prima del decorso di detto termine venga assoggettato a procedure concorsuali;

  • l’IVA sulle operazioni passive sarà detraibile al momento del pagamento del corrispettivo o comunque entro un anno dal momento di effettuazione dell’operazione.

Nel caso in cui venga effettuato un incasso parziale del corrispettivo l’imposta diventa esigibile nella proporzione tra la somma incassata ed il corrispettivo complessivo dell’operazione (parimenti, nel caso in cui venga effettuato un pagamento parziale di un corrispettivo, il diritto alla detrazione dell’imposta sorge in capo al cedente o al prestatore nella proporzione esistente tra la somma pagata ed il corrispettivo complessivo dell’operazione).

Adempimenti

Cosa deve concretamente fare il contribuente per manifestare l’opzione per il regime IVA per cassa?

L’opzione per la liquidazione dell’IVA per cassa  si desume dal comportamento concludente del contribuente; la validità dell’opzione è legata alla sua concreta attuazione fin dall’inizio dell’anno o dell’attività, senza alcun adempimento formale. Tale opzione dovrà essere comunicata  nella prima dichiarazione annuale IVA da presentare successivamente alla scelta effettuata (quindi per i soggetti che optano per il regime dal 1/1/2014 nella dichiarazione IVA 2015).

Le fatture emesse a seguito dell’opzione devono recare l’annotazione che si tratta di operazione “IVA per cassa ex art. 32 bis del D.p.r. 83/2012”; anche su tale adempimento la stessa Agenzia delle Entrate (si veda la Circolare n. 44/E/2012) ha ribadito che l’eventuale omessa indicazione della dicitura in fattura costituisce una violazione formale, che non inficia la validità dell’opzione.

Durata del regime

L’opzione è vincolante per un triennio, salvo il caso di superamento della soglia dei due milioni di euro di volume d’affari, che comporta la cessazione del regime; trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime prescelto, l’ opzione resta valida per ciascun anno successivo, salva la possibilità di revoca.

Considerazioni conclusive

Certamente il regime IVA per cassa può essere un ottimo aiuto per la liquidità dell’impresa e non appesantire ulteriormente la propria situazione finanziaria; tuttavia la convenienza va attentamente valutata in relazione al volume dell’attività svolta, alla tipologia di clientela (le operazioni nei confronti di privati sono escluse dall’applicazione del regime), ed alla tipologia di operazioni effettuate (sia attive che passive).

Il caso pratico

Un contribuente con periodicità mensile di liquidazione dell’IVA ha emesso nel mese di settembre 2014 le seguenti fatture:

NUMERO

DATA

IMPONIBILE

IVA

TOTALE

INCASSO

101

01/09/14

€ 10.000,00

€ 2.200,00

€ 12.200,00

Bonifico €  6.100 in data 30/09/2014

102

15/09/14

€ 4.000,00

€ 880,00

€ 4.880,00

Bonifico € 4.880 in data 15/09/2014

103

30/09/14

€ 15.000,00

€ 3.300,00

€ 18.300,00

Bonifico € 18.300 in data 05/10/2014

ed ha effettuato i seguenti acquisti:

NUMERO

DATA

IMPONIBILE

IVA

TOTALE

PAGAMENTO

4455

10/09/14

€ 5.000,00

€ 1.100,00

€ 6.100,00

Bonifico € 3.050 in data 30/09/2014

1001

15/09/14

€ 1.000,00

€ 220,00

€ 1.220,00

Bonifico € 1.220 in data 15/09/2014

Avendo optato per la liquidazione iva per cassa in data 16/10/2014 l’iva da versare per il mese di settembre sarà pari a:

IVA ESIGIBILE = € 1.100 (iva parzialmente esigibile sulla ft 101) + € 880 (incasso ft 102) = € 1.980

IVA DETRAIBILE = € 550 (iva parzialmente detraibile sulla ft 4455) + € 220 (pagamento ft 1001) = €  770

IVA A DEBITO = € 1.980 – € 770 = € 1.210

Nel caso in cui non avesse optato per l’iva per cassa l’importo dovuto sarebbe stato pari a:

IVA ESIGIBILE = € 2.200 + € 880 + € 3.300 = € 6.380

IVA DETRATTA = € 1.100 + € 220 = € 1.320

IVA A DEBITO = € 6.380 – € 1.320 = € 5.060

photo credit: jkbrooks85 via photopin cc


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Luca Mambrin

Dottore Commercialista e Revisore contabile a Trieste, se mi avessero domandato ai tempi dell’università “cosa farai da grande” non avrei mai risposto “il dottore commercialista”: ed invece ...

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2 commenti su “Iva per cassa 2014: tutto sul regime iva per cassa anche detta iva differita
  1. Gabriele scrive:

    Se uso DANEA e creo il file da inviare poi al mio commercialista che usa la MULTI di Teamsystem, come faccio ad impostare sul mio programma che sono soggetto ad IVA PER CASSA?
    Grazie

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