Reverse charge o inversione contabile

Reverse Charge: cos’è l’inversione contabile e quando utilizzarla

Reverse charge o inversione contabile. Danea ti guida tra gli adempimenti e le conseguenze. Tutti i dettagli su cos’è e quando si usa il reverse charge.

In materia di fatturazione si sente sempre più spesso parlare di inversione contabile o reverse charge: andiamo quindi ad analizzare quali sono le casistiche previste dalla normativa Iva che obbligano all’utilizzo di questo meccanismo e quali sono gli adempimenti e le conseguenze in capo al soggetto che cede i beni o effettua la prestazione del servizio e quelli in capo al soggetto acquirente/committente.

Modalità applicative

Il meccanismo del reverse charge rappresenta una deroga al principio generale secondo il quale il debitore dell’iva nei confronti dell’erario è il soggetto che effettua l’operazione, il quale, secondo le regole ordinarie, emette la fattura con l’applicazione dell’imposta esercitando il diritto di rivalsa; per le operazioni per le quali è prevista l’applicazione del reverse charge l’assolvimento dell’iva invece è posto a carico dell’acquirente, ovvero lo stesso soggetto che ha diritto anche alla detrazione dell’imposta.

Il meccanismo ha, dunque, chiari intenti antielusivi e di contrasto alle frodi fiscali; interessa i settori considerati maggiormente e rischio di pratiche fraudolente, quale ad esempio il settore edilizio.

Registrazione fattura reverse charge

Quindi per le operazioni per le quali deve essere applicato il meccanismo dell’inversione contabile la procedura specifica da seguire per l’emissione e la registrazione è la seguente:

  • il soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio emette una fattura senza addebitare l’imposta, con l’annotazione (obbligatoria) “inversione contabile” ed eventualmente il riferimento normativo;
  • l’acquirente, ricevuta la fattura deve integrarla con l’indicazione dell’aliquota e dell’imposta e registrarla nel registro delle fatture emesse entro il mese di ricevimento o anche successivamente ma comunque entro 15 giorni dal ricevimento e con riferimento al relativo mese; l’acquirente poi  registrerà la fattura anche nel registro degli acquisti.

Da un punto vista finanziario l’applicazione del meccanismo del reverse charge ha dunque un effetto nullo sia per il soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio, che emette fattura senza applicare l’imposta, che per l’acquirente che indica l’imposta al contempo tra quella a debito e quella a credito.

Settori interessati al reverse charge

Le operazioni interessate al meccanismo dell’inversione contabile sono quelle disciplinate dall’art. 17 comma 5 e comma 6 e dall’art. 74 comma 7 e comma 8 del d.P.R. 633/1972 ovvero:

  • le prestazioni di servizi rese da subappaltatori nei confronti di imprese operanti nel settore dell’edilizia (appaltatore principale o altro subappaltatore);
  • le cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato quando nel relativo atto il cedente abbia espressamente manifestato l’opzione per l’imposizione;
  • le cessioni di oro industriale e di argento puro;
  • le cessioni di oro da investimento, se il cedente esercita l’opzione per il regime di imponibilità;
  • le cessioni di rottami ed altri materiali di recupero;
  • le cessioni di cellulari e microprocessori, se effettuate nella fase distributiva che precede la vendita al dettaglio. 

Reverse Charge 2015: le novità introdotte dalla legge di Stabilità 2015

La Legge di Stabilità 2015 recentemente approvata, ha introdotto nuove ipotesi di applicazione del reverse charge, ampliandole:

  • alle prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici;
  • ai trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra definite all’art. 3 della direttiva 2003/87/CE del 13 ottobre 2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, e successive modificazioni, trasferibili ai sensi dell’articolo 12 della medesima direttiva;
  • ai trasferimenti di altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla citata direttiva 2003/87/CE e di certificati relativi al gas e all’energia elettrica;
  • alle cessioni di gas e di energia elettrica a un soggetto passivo – rivenditore ai sensi dell’articolo 7-bis, comma 3, lettera a);
  • alle cessioni di beni effettuate nei confronti degli ipermercati (codice attivita’ 47.11.1), supermercati (codice attivita’ 47.11.2) e discount alimentari (codice attivita’ 47.11.3);
  • alle cessioni di bancali in legno (pallet) recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo.

Infine, in merito all’entrata in vigore delle nuove disposizioni si segnala che sono tutte operative ed immediamente applicabili a decorrere dal 1 gennaio 2015 ad esclusione dalla disposizione che introduce il reverse charge nella grande distribuzione (cessioni di beni effettuate nei confronti degli ipermercati, supermercati e discount alimentari) che entreranno in vigore subordinatamente al rilascio, da parte del Consiglio europeo, di una specifica misura di deroga.


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Luca Mambrin

Dottore Commercialista e Revisore contabile a Trieste, se mi avessero domandato ai tempi dell’università “cosa farai da grande” non avrei mai risposto “il dottore commercialista”: ed invece ...

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