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Registri IVA: registro fatture emesse, registro acquisti e registro corrispettivi – la Guida Danea

Registrazione fatture acquisto: la guida al registro IVA acquisti

I soggetti passivi IVA sono tenuti alla tenuta del registro delle fatture di acquisto: vediamo come gestire la sua corretta tenuta e quali sono le modalità e i termini di registrazione

La registrazione delle fatture d’acquisto nell’apposito registro iva degli acquisti trova la sua disciplina nell’art. 25 del D.P.R. n. 633/1972 il quale individua:

  • quali sono i documenti che devono essere annotati nel registro;
  • i dati che devono essere indicati.

Soggetti obbligati alla sua tenuta sono la generalità dei soggetti passivi che effettuano operazioni rilevati a fini iva. Tuttavia a differenza del registro delle fatture emesse l’annotazione delle fatture (o delle bollette doganali) nel registro degli acquisti non costituisce di per sé un obbligo per il contribuente, ma è un adempimento necessario per poter esercitare il diritto alla detrazione dell’iva: nel caso in cui non venga effettuata alcuna registrazione infatti il contribuente non avrà commesso nessuna violazione sanzionabile, tuttavia non potrà recuperare la relativa imposta.

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Contenuto del registro IVA acquisti

Ai sensi dell’art. 25 comma 1 del D.P.R. n. 633/1972 il contribuente deve annotare nel registro degli acquisti, dopo averle numerate progressivamente:

  • tutte le fatture ricevute (comprese le autofatture);
  • tutte le bollette doganali;

relative a beni e servizi acquistati o importati nell’esercizio dell’impresa, arte o professione. Dato che, come detto, la registrazione delle fatture ricevute è un onere per poter esercitare il diritto alla detrazione dell’iva, non sarà necessario indicare nel registro le fatture di operazioni escluse dal campo di applicazione dell’iva o le fatture (e le bollette doganali) relative all’acquisto di beni e servizi con iva oggettivamente indetraibile.

Per ogni singolo documento nella registrazione devono risultare:

  • la data della fattura (o della bolletta doganale);
  • il numero progressivo ad essa attribuito da chi effettua la registrazione;
  • la ditta, la denominazione o la ragione sociale del soggetto cedente o prestatore del servizio, in caso di impresa, società o ente; nel caso di soggetti diversi dai precedenti, il nome e il cognome. Nel caso di bollette doganali dovrà essere riportata la dogana di ingresso e gli estremi della bolletta;
  • l’ammontare imponibile dell’operazione e l’ammontare dell’imposta relativa, distinti secondo l’aliquota applicata;
  • nel caso di operazioni non imponibili, esenti o non soggette deve essere indicato, invece dell’ammontare dell’imposta, il titolo di inapplicabilità della stessa ed eventualmente, la relativa norma di riferimento.

E’ opportuno che risultino anche la data di registrazione e il totale della fattura, mentre nel caso in cui vi siano in fattura importi non rilevanti a fini Iva (esclusi dalla base imponibile) questi vanno annotati in modo distinto.

La registrazione dell’autofattura

Al verificarsi di determinate circostanze, ad esempio in caso di mancato ricevimento della fattura o ricevimento di una fattura irregolare, anche per operazioni intracomunitarie, l’acquirente del bene o il committente del servizio sono obbligati a regolarizzare l’operazione mediante l’emissione di un documento, l’ ”autofattura”, per il versamento dell’ iva dovuta, secondo modalità e termini diversi a seconda della tipologia di operazione che deve essere regolarizzata.

Nei casi invece di autoconsumo (cioè in caso di destinazione di beni all’uso e consumo personale dell’imprenditore o del professionista o ad altre finalità estranee all’esercizio dell’attività economica) o nel caso di cessioni gratuite l’operazione deve essere regolarizzata attraverso il documento “autofattura” che va emesso in un unico esemplare e registrato dallo stesso cedente o prestatore.

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Modalità e termine di registrazione delle fatture d’acquisto

Per poter esercitare il diritto alla detrazione dell’iva, la registrazione delle fatture d’acquisto e delle bollette doganali  deve avvenire dopo il loro ricevimento, ma anteriormente:

  • alla liquidazione periodica;
  • o alla dichiarazione annuale,

nella quale il relativo diritto alla detrazione dell’imposta viene esercitato.

Entro quando può essere esercitato il diritto alla detrazione dell’iva?

L’art. 19 comma 1 del D.P.R. n. 633/1972 chiarisce che il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile e può essere esercitato, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo.

Esempio

L’iva relativa ad una fattura di acquisto dell’aprile 2016 potrà essere portata in detrazione al più tardi entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno 2018, quindi entro il 30 settembre 2019 (entro tale data va quindi effettuata la registrazione della fattura).

Negli ultimi anni sempre più imprese affidandosi a software di fatturazione e contabilità professionali come Danea Easyfatt hanno semplificato la tenuta dei registri IVA obbligatori.

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Luca Mambrin

Dottore Commercialista e Revisore contabile a Trieste, se mi avessero domandato ai tempi dell’università “cosa farai da grande” non avrei mai risposto “il dottore commercialista”: ed invece ...

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