Informatizzazione e digitalizzazione PMI la ricerca della CNA

Informatizzazione, ecommerce e digitalizzazione PMI: la ricerca della CNA

Lo studio della CNA in merito ad ecommerce, informatizzazione e digitalizzazione delle PMI italiane. Le nostre imprese sono al passo con i tempi?

E-commerce e informatizzazione, le PMI italiane non sembrano essere ancora completamente coinvolte dal processo di digitalizzazione in atto: questo il risultato di una recente indagine condotta dalla CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigiano) su 3.056 aziende, che spiega alla perfezione quanto, allo stato attuale dei fatti, le piccole e medie imprese operanti entro i confini dello Stivale continuino a restare in buona parte dei casi piuttosto estranee alla digitalizzazione.

Entrando nello specifico della ricerca – che ha incluso il 52,9% di realtà commerciali appartenenti ai settori dell’industria (25,7% manifattura, 27,2% edilizia, costruzioni ed impiantistica), dei trasporti (4,1%) e dei servizi (43% di cui 30,6% servizi per la persona e 12,4% servizi per le imprese) – scopriamo che, nonostante il 95% delle suddette attività consideri internet come uno strumento di lavoro essenziale e l’80% adoperi almeno gli smartphone, delle PMI analizzate:

  • 1 su 10 non possiede neanche un computer (12%);
  • 1 su 5 è sprovvista di portatili (23%);
  • oltre la metà non dispone di tablet;
  • solo 1 su 4 sfrutta i vantaggi dell’e-commerce come canale addizionale di vendita ed acquisto online (26,5%);
  • quelle con sito web hanno più di 20 dipendenti nel 98% dei casi, 10-20 dipendenti nell’87% dei casi e massimo 9 dipendenti nel 61% dei casi.

I fattori impedenti la diffusione dell’informatizzazione in italia sembrano legarsi principalmente ad una mera questione economica, che spinge i titolari d’azienda a considerare i costi finanziari ed i costi di opportunità (per esempio legati al mantenimento di personale dedito alla gestione di un eventuale sito web, all’acquisto di corsi di aggiornamento-formazione per i dipendenti o all’impiego di consulenti esterni specializzati in Ict) un ostacolo ancora troppo difficile da superare.

Riguardo a ciò basti infatti pensare che nell’ultimo anno solo:

  • il 16% delle PMI con meno di 10 collaboratori ha svolto formazione sulle tecnologie Ict (contro il 41% delle imprese con più di 20 addetti);
  • ed il 35,4% ha ingaggiato consulenti esterni esperti in materia.

Leggi: E-commerce Italia 2015 la crescita segna +15%: lo Stivale corre sull’on-line

Anche per quanto concerne il commercio elettronico la situazione non sembra migliorare per niente perché, come già anticipato in precedenza, solo il 26,5% delle realtà commerciali esaminate dalla ricerca CNA dimostra una certa propensione nei confronti delle transazioni digitali: mentre per gli acquisti la grandezza delle imprese risulta poco rilevante (le aziende che comprano in rete sono il 25% in ogni classe dimensionale), per le vendite il tasso passa:

  • dal 21% delle attività con più di 20 operatori;
  • al 12% delle attività con massimo 9 operatori.

Leggi: E-commerce o negozio fisico? La ricerca PWC 2015

Un discorso similare può certamente essere fatto anche per la cosiddetta “fabbricazione digitale”: se il 44,4% delle imprese con più di 20 dipendenti adopera già le nuove tecnologie per realizzare prodotti o per erogare servizi aziendali, la percentuale di micro-imprese allineate a questa tendenza scende addirittura al 15% (26,2% di micro-imprese manifatturiere).

Sempre stando ai risultati della ricerca, la responsabilità della scarsa digitalizzazione delle PMI sembrerebbe almeno in parte imputabile ad una PA il cui livello di informatizzazione risulterebbe assolutamente inadeguato rispetto alle reali esigenze delle imprese: per meglio comprendere questo discorso basti infatti pensare che, mediamente, solo il 28,3% delle micro-imprese riesce a sbrigare le pratiche burocratiche della Pubblica Amministrazione per via telematica.

Trovandosi dinanzi ad un simile scenario, la Cna si rivolge al Governo chiedendo l’ideazione nel più breve tempo possibile di un piano straordinario di digitalizzazione, volto ad aumentare i livelli di produttività e di competitività delle PMI italiane. Secondo il segretario generale della Confederazione Sergio Severini, lo Stato dovrebbe quanto meno cominciare con l’impegnarsi a garantire alle micro imprese la possibilità di sfruttare gli strumenti per la fabbricazione digitale e di avere un sito web o un e-commerce aziendale: piccoli ma importanti primi passi verso l’evoluzione di un Paese che, dal punto di vista tecnologico, resta ancora troppo arretrato.

photo credit: Carissa Rogers cc


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Alice

Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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