PMI innovative: i dati del Rapporto Cerved PMI 2016

PMI innovative motore della ripresa: i dati del Rapporto Cerved PMI 2016

Il sistema dell’innovazione in Italia conta 12 mila startup e 4 mila piccole e medie imprese innovative, che impiegano in totale oltre 150 mila addetti con un giro di affari di 26 miliardi

Come illustrato nel precedente articolo (Imprese più solide e conti in miglioramento: i segnali positivi nei dati del Rapporto Cerved PMI 2016), il sistema delle PMI italiane mostra segnali di deciso miglioramento, ma nonostante il quadro positivo continua a soffrire di una bassa produttività: tra 2007 e 2014 la produttività del lavoro delle piccole e medie imprese si è ridotta infatti di 7,7 punti percentuali. Ad incidere è la storica incapacità del sistema italiano di spostare risorse dalle imprese meno produttive a quelle più produttive, attribuita da molti osservatori alla scarsa capacità di innovare.

Sul tema i Governi hanno infatti posto di recente una crescente attenzione, promuovendo iniziative volte allo sviluppo di nuove imprese ad alto contenuto tecnologico: dal 2012 è attiva una sezione speciale del Registro delle imprese dedicata alle startup innovative, a cui si è aggiunta nel 2015 una dedicata alle PMI innovative, le cui iscritte possono beneficiare di una serie di vantaggi di natura fiscale ed amministrativa. L’intervento pubblico ha prodotto risultati notevoli, con circa 6.500 startup e oltre 200 PMI innovative iscritte.

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Situazione imprese innovative in Italia

Ma il bacino delle imprese innovative non si limita alle sole iscritte: esistono infatti newco e PMI che, pur producendo prodotti o servizi innovativi, non rientrano in questi registri, perché non rispettano i criteri delle norme, non li ritengono adatti al loro contesto o non ne conoscono i vantaggi. Il Rapporto Cerved PMI 2016 individua l’insieme di queste imprese utilizzando due approcci:

  • Considerando le imprese partecipate dagli investitori specializzati in innovazione (come ad esempio incubatori certificati e fondi di venture capital), che vengono definite “crisalidi”, perché già evolute rispetto alle prime fasi di sviluppo e con potenziale riconosciuto dagli operatori di mercato;
  • Con l’utilizzo dei big data e le metodologie del semantic web sviluppate da SpazioDati, scovando le imprese innovative in base all’attività dichiarata nel sito internet, che vengono definite “marmotte”, perché con potenziale innovativo ma restie a uscire dalla tana, a differenza delle società iscritte alle sezioni speciali.

In base a stime prudenti, sono state individuate altre 6 mila startup innovative e circa 4 mila PMI: in totale il sistema dell’innovazione in Italia conta quindi 12 mila startup e 4 mila piccole e medie imprese innovative, che impiegano in totale oltre 150 mila addetti e muovono un giro di affari di 26 miliardi. Grazie all’analisi semantica sono stati individuati inoltre otto cluster di innovazione, che sintetizzano l’attività delle imprese innovative come descritte dagli stessi imprenditori: i più rilevanti sono quello del mobile e smartphone (2.800 startup e 1.200 PMI) e quello dell’ecosostenibilità (1.500 startup e 1.000 PMI).

Startup e PMI innovative nei registri ufficiali

Numero di startup e PMI innovative per cluster

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Mappatura delle Imprese Innovative

La mappatura delle imprese innovative mostra la presenza di chiari pattern territoriali. I grandi centri urbani aggregano numericamente il maggior numero di startup e PMI, con oltre un quarto delle imprese individuate nelle province di Milano e Roma, seguite da Torino, Napoli e Bologna.

Se il numero assoluto è importante perché consente di fare massa critica, è altrettanto importante individuare i territori in cui la presenza relativa di imprese innovative è maggiore. Al di fuori delle grandi città, mostrano una propensione più alta all’innovazione le regioni del Nord Est e della dorsale adriatica, mentre rimane in ritardo il Mezzogiorno. La mappa quindi ricalca quella tradizionale dei distretti industriali, dove il capitale è più abbondante di altrove. Guardando ai singoli territori, Trento è di gran lunga la provincia più innovativa della Penisola, seguita da Trieste, Ancona e Pordenone.
Inoltre l’evidenza mostra che non esistono territori fortemente specializzati in un solo tipo di attività, ma aree in cui esiste un contesto favorevole alla nascita e allo sviluppo di iniziative innovative: osservando gli indici di specializzazione di ogni singolo cluster per le varie province italiane, si nota un’elevata correlazione, per cui una provincia con un alto indice generale tende ad avere anche nei singoli cluster indici alti. Eloquenti i casi di Trento e Trieste, province in cui la presenza di startup e PMI innovative è molto superiore alla media in tutti i cluster individuati.

Tassi di innovazione

Il report completo, con maggiori dettagli regionali e settoriali è disponibile su Know Cerved

Phot credit: Boegh cc.


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Danea

Sono nata nel 1995 da un'idea a due passi da Padova. Sono dinamica, entusiasta e adoro creare soluzioni semplici per problemi complessi. Sono sempre sul pezzo e sono molto pignola, tanto che mi dicono ...

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