Professioni non regolamentate

Professioni non regolamentate: cosa sono e cosa prevede la legge?

Quali sono? Cosa dice la legge? Esiste un elenco di preofessioni non regolamentate? Chi riguardano le disposizioni sulle professioni non organizzate in ordini o collegi e cosa prevedono?

Il 19 dicembre 2012 la Camera ha approvato il Disegno di Legge definitivo sulle cosiddette professioni non regolamentate, di cui fanno parte quelle attività economiche non organizzate in ordini-collegi (amministratore di condominio, consulente fiscale, tributarista, ecc.) atte alla prestazione di servizi erogati mediante lavoro intellettuale, con esclusione di:

  • mansioni svolte da soggetti iscritti ad albi-elenchi;

  • e mestieri commerciali-artigianali di pubblico esercizio regolamentati da specifiche normative.

Disposizione entrata ufficialmente in vigore il 10 febbraio 2013, dove viene introdotto il concetto del libero esercizio della professione basato su autonomia, competenze-conoscenze ed indipendenza del giudizio tecnico-intellettuale del professionista, al quale si permette di scegliere se esercitare il proprio incarico:

  • in forma individuale;

  • in forma associata-societaria;

  • o in forma di lavoro dipendente.

La novità più importante introdotta dalla suddetta manovra riguarda il fatto che ai professionisti in questione viene concessa la possibilità di strutturare delle vere e proprie associazioni professionali pensate soprattutto per favorire la scelta-salvaguardia degli utenti e per accreditare le categorie delle professioni non regolamentate.

Tali associazioni, che possono costituire forme aggregative rappresentanti altre associazioni aderenti e devono agire con indipendenza-imparzialità, oltre ad avere natura privatistica e ad essere fondate su base volontaria (senza vincoli di rappresentanza esclusiva), hanno anche l’obiettivo di:

  • valorizzare le competenze-capacità dei rispettivi associati (professionisti del settore), promuovendo la loro formazione costante;

  • diffondere (sempre tra i professionisti) la conoscenza dei principi deontologici delle proprie attività;

  • divulgare-qualificare le attività professionali rappresentate, diffondendo informazioni-conoscenze ad esse legate;

  • mantenere il rispetto delle regole sulla concorrenza, controllando il corretto comportamento degli associati;

  • mettere a disposizione degli iscritti un codice di condotta e prevedere delle sanzioni disciplinari per chi lo infrange.

Tutto questo ha lo scopo primario di perfezionare il servizio offerto a quegli utenti che vogliono sentirsi tutelati anche quando scelgono di affidarsi ad esperti di professioni non regolamentate: manovre efficaci (quali l’attivazione di sportelli per cittadini-consumatori o il rilascio agli iscritti di attestazioni certificanti l’effettivo rispetto delle norme) che, se sfruttate a dovere, possono davvero apportare un miglioramento concreto all’intero sistema.

photo credit: the_jetboy via photopin cc


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Alice

Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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