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Protesti e i pagamenti in ritardo: come è andato il 2017 delle imprese italiane?

Protesti e i pagamenti in ritardo: in dati il 2017 delle imprese italiane

L’analisi su protesti e ritardi nei pagamenti confermano un rafforzamento della situazione finanziaria delle imprese italiane. Il report Cerved

 

Il 2017 è stato un anno che verrà ricordato a lungo, non solo grazie ai primi chiari segnali di ripresa economica, ma anche per i miglioramenti registrati in altri ambiti. Tra questi troviamo anche i pagamenti delle imprese e i protesti.

Le statistiche pubblicate dall’osservatorio sui protesti e pagamenti di Cerved parlano molto chiaro: il 2017 è stato un anno record per le imprese, dato che non sono mai state così puntuali con i fornitori e hanno avuto pochi protesti. Le condizioni finanziarie delle imprese italiane, quindi, si sono rafforzate durante l’anno che abbiamo alle spalle.

Sotto la lente d’ingrandimento degli analisti di Cerved ci sono state le esperienze di pagamento di circa 3 milioni di imprese, portando alla luce il numero e l’incidenza dei protesti, i giorni di pagamento e la puntualità, le società protestate, l’incidenza dei mancati pagamenti e l’incidenza dei protesti.

Analisi dei protesti in Italia

Nel corso dell’anno sono state protestate 19.466 imprese (non individuali) ovvero 3 mila in meno rispetto al 2016. La decrescita dei protesti continua e registra un nuovo picco negativo più virtuoso persino dei dati raccolti prima della crisi (29 mila). Questa tendenza è attribuibile solo in parte al minore utilizzo degli assegni come metodo di pagamento, a fronte di un aumento delle soluzioni di moneta elettronica. Stando ai dati raccolti dalla Banca d’Italia, l’utilizzo degli assegni è sceso dai 359 ai 149 milioni, diminuendo conseguentemente il valore complessivo da 815 a 316 miliardi.

Il numero e il valore dei protesti è sui livelli minimi del decennio anche in rapporto al numero dei titoli in circolazione. Infatti nel 2017 sono stati protestati 8 titoli ogni 10mila assegni staccati, dato in calo rispetto ai 9 del 2016 e rispetto ai 17 del 2013. Questa proporzione sottolinea ancora una volta il miglioramento delle condizioni finanziarie delle imprese italiane.

Numero e incidenza dei protesti in Italia - Cerved

Analisi dei tempi di pagamento

Dal punto di vista dei tempi di pagamento, dai dati analizzati è emerso come i fornitori delle aziende siano stati pagati più velocemente rispetto al 2016: i giorni medi di pagamento si sono stabilizzati attorno ai 72, ben 1,2 in meno rispetto alla media del 2016, ma 11,4 in meno rispetto ai dati del 2012.

Questi risultati sono stati possibili grazie al calo dei ritardi medi, passati dai 16 ai 15,3 giorni, ovvero il minimo assoluto nel periodo storico monitorato. Buone notizie anche sul fronte della puntualità dei pagamenti, infatti le imprese che saldano la fattura nei tempi concordati sono salite dal 47,1% al 47,6%. Le società che accumulano ritardi superiori ai due mesi sono passate dal 7,2% al 6,8%.

La riduzione dei tempi ha riguardato sia le microimprese che le grandi società, ma non le PMI. I dati sottolineano, infatti, che per le società di dimensioni ridotte i tempi medi di pagamento delle fatture sono diminuiti di 2 giorni (da 63 a 61,8 giorni). Le grandi imprese hanno saldato le fatture dei fornitori in 85,2 giorni (nel 2016 erano necessari 86,8 giorni). Questi miglioramenti sono attribuibili al calo delle scadenze e dei ritardi. Si sono allungati, seppur di poco, i tempi di pagamento delle PMI, passando da 71,6 a 71,8 giorni. Su questo dato pesa l’aumento dei ritardi (ma non dei ritardi giudicati “gravi”).

Report Cerved PMI 2017 - classificazione

Differenze dei protesti a livello regionale

Un altro dato che è stato ampiamente analizzato dagli esperti di Cerved riguarda le differenze nei protesti registrate regione per regione. I protesti si sono ridotti ovunque ma in percentuali maggiori nelle regioni del Nord, andando ad allargare sensibilmente i divari territoriali già esistenti. Per quanto riguarda invece i tempi di pagamento, si accorciano più velocemente al Centro e al Sud rispetto al Nord. I casi più critici, comunque, sono stati registrati nelle regioni meridionali, e in particolare in Calabria, Sicilia, Campania e Lazio.

protesti a livello regionale- dati Cerved

Se vogliamo scendere nei dettagli dell’analisi dei protesti e prendere in considerazione i macro-settori, scopriamo che nell’industria è stato registrato il miglioramento più consistente (-15,8% rispetto al 2016), raggiungendo il livello più basso di protestati (1860) e la minore diffusione del fenomeno rispetto agli altri settori. A trainare questo settore sono l’hi-tech, la chimica e la meccanica.

Per quanto riguarda le costruzioni, storicamente contraddistinto dal gran numero di protesti, si è evidenziato un chiaro miglioramento. Sono “solo” 4140 le società protestate, il 12,6% in meno rispetto all’anno precedente. Nonostante i venti di miglioramento, occorre ricordarlo, il settore delle costruzioni rimane il comparto con la più alta incidenza del fenomeno.

Nei servizi, invece, sono state protestate 11291 imprese, un numero in calo del 10,3% rispetto al 2016. Scendendo in dettaglio, la situazione appare eterogenea: se i servizi finanziari e le società immobiliari mostrano un fenomeno quasi trascurabile, nella logistica e nella distribuzione l’incidenza dei protesti è più alta.

I pagamenti settore per settore

Similmente possiamo approfondire, settore per settore, i dati riguardanti i pagamenti delle imprese italiane. I tempi si sono accorciati in tutti i macro-comparti: nell’industria si è passati dai 76,5 ai 75,2 giorni, nelle costruzioni dai 86,2 ai 86, ma è nei servizi che si è ottenuto il miglioramento più netto, dai 70,4 ai 68,9 giorni. I mezzi di trasporto, i servizi finanziari e assicurativi, la chimica, la farmaceutica, hi-tech, la logistica e i trasporti, invece, hanno registrato dei ritardi superiori ai due mesi, un dato in crescita rispetto al 2016.

Prendendo in considerazione i tempi di liquidazione delle fatture in base alla regione, si può notare la loro riduzione in tutta la Penisola, con l’esclusione del Nord Ovest (fermo a 72,7 giorni, con un 0,1 in più rispetto al 2016). Buoni i miglioramenti a Sud (-1,2 giorni, fermo a quota 77,1), nonostante rimanga il Nord Est la zona più “rapida” a liquidare le fatture (da 69,2 a 68,8 giorni). Nel Centro Italia, infine, le imprese pagano i propri fornitori in 72,8 giorni, 4,5 in meno rispetto al 2016. Sono in calo anche le società in grave ritardo, fermi a livelli molto bassi al Nord Est, e sui livelli del 2016 al Nord Ovest. Fanalini di coda, per quanto riguarda i tempi di pagamento con gravi ritardi superiori ai 60 giorni sono la Sicilia, la Calabria e la Campania.

Il report completo con maggiori dettagli è disponibile su Know Cerved

Danea

Sono nata nel 1995 da un'idea a due passi da Padova. Sono dinamica, entusiasta e adoro creare soluzioni semplici per problemi complessi. Sono sempre sul pezzo e sono molto pignola, tanto che mi dicono ...

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