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Startup innovative italiane: la crescita continua

Startup innovative italiane: la crescita continua

Le startup innovative stanno dando un contributo significativo allo sviluppo del sistema industriale italiano. Scopriamo insieme cosa sono e in quali settori operano

 

Nel corso degli ultimi mesi si è molto parlato delle ripercussioni che la pandemia da COVID-19 ha avuto su gran parte delle attività produttive, in particolare a causa delle restrizioni imposte per arginare la diffusione del virus. La crisi economica, però, non ha colpito in uguale misura tutti i settori dell’economia, alcuni dei quali, anzi, sono stati avvantaggiati nello sviluppo e nella crescita. Tra questi, è stato riscontrato un significativo incremento delle startup innovative, che negli ultimi 6 anni sono passate dalle 4.964 società del 31 dicembre 2015 alle 11.899 del 31 dicembre 2020, segnando quindi un incremento superiore al 100%.

Stando a quanto riportato dell’ultimo “rapporto sulla situazione delle startup innovative in Italia”, aggiornato a dicembre 2020, redatto dal MISE (DG per la Politica Industriale) in collaborazione con InfoCamere, le startup innovative iscritte all’apposito Albo rappresentano il 3,2% di tutte le società di capitali di recente costituzione.

L’incidenza delle startup innovative sulla totalità delle nuove società di capitali risulta particolarmente evidente in alcuni specifici settori.

Tra tutte le nuove società operanti nei servizi alle imprese, ad esempio, l’8,8% è composto da startup innovative. Nel settore manifatturiero tale percentuale è del 5,6%.
Ma in alcuni comparti la presenza di imprese innovative raggiunge percentuali particolarmente elevate, come dimostra la presenza del 39,1% di startup innovative tra le nuove imprese impegnate nella fabbricazione di computer (codice Ateco C 26), del 40,4% di quelle legate alla produzione di software (codice Ateco J 62) e di oltre il 67,4% delle imprese operanti nel settore ricerca e sviluppo (codice Ateco M 72).

Startup innovative: cosa sono?

Il termine startup è oggi entrato nel linguaggio comune e viene utilizzato di frequente, soprattutto da chi fa business, per indicare genericamente una nuova impresa che si trova ancora nella fase iniziale di organizzazione e definizione strategica del proprio percorso di crescita. Si parla di startup innovative quando l’impresa, oltre a essere giovane, presenta un progetto di business ad alto contenuto tecnologico con rilevanti potenzialità in termini di crescita. Il beneficio che queste imprese hanno sul sistema industriale italiano è così importante che lo Stato ha introdotto una definizione specifica per gestire al meglio gli incentivi e indirizzarli verso le iniziative imprenditoriali più meritevoli.

Secondo quanto stabilito dall’art. 25, comma 2 del DL 179/2012, “… l’impresa startup innovativa, di seguito «startup innovativa», è la società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione,…”.

Oltre alla forma giuridica prescritta, una Startup innovativa deve rispettare anche i seguenti requisiti indicati dalla normativa:

  • deve svolgere attività di impresa da non più di 60 mesi;
  • deve avere almeno una filiale o una sede produttiva in Italia e, in ogni caso, è necessaria la residenza in Italia o in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo;
  • il valore totale della produzione annua non deve essere superiore a 5 milioni di euro. Il rispetto di questo limite viene calcolato a partire dal secondo anno di attività della startup innovativa e deve risultare dall’ultimo bilancio approvato entro 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio;
  • la distribuzione degli utili non è ammessa;
  • l’impresa deve avere come oggetto esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  • la startup innovativa non può nascere da una realtà preesistente e non sono ammesse le aziende costituite tramite fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.

Status di startup innovativa: la durata

Le imprese possono beneficiare dello status di startup innovativa  per un periodo massimo di 60 mesi, al quale sono legate anche le agevolazioni di cui godono.

Tuttavia il DL 19 maggio 2020 n.34, convertito con legge 77/2020, a seguito della pandemia da Covid-19 ha prorogato tale termine, stabilendo che le startup innovative regolarmente iscritte alla sezione speciale del registro delle imprese entro il 19 maggio 2020 possano venire considerate startup per altri 12 in più, dilatando quindi il termine da 60 a 72 mesi.

Startup ad alto impatto tecnologico: cosa si intende per “contenuto innovativo”

Va infine meglio precisata la definizione di “contenuto innovativo” che secondo la normativa deve caratterizzare questo tipo di società. Le startup devono rispondere ad almeno uno dei tre seguenti criteri:

  • una quota pari al 15% del valore maggiore tra fatturato e costi annui deve essere ascrivibile ad attività di ricerca e sviluppo;
  • la forza lavoro complessiva deve essere costituita per almeno 1/3 da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori, oppure per almeno 2/3 da soci o collaboratori a qualsiasi titolo in possesso di laurea magistrale;
  • l’impresa deve essere titolare, depositaria o licenziataria di un brevetto registrato (privativa industriale) oppure titolare di programma per elaboratore originario registrato.

Quali sono i vantaggi e le agevolazioni riservate alle Startup innovative?

Tra i vantaggi e le agevolazioni di cui possono godere le startup innovative, va innanzitutto menzionata la possibilità di costituire tale tipo di società interamente online (quindi senza dover ricorrere ad un notaio) utilizzando un modello tipizzato per la redazione dello statuto e dell’atto costitutivo, previo il rispetto di alcuni specifici requisiti per l’ iscrizione della società all’apposita sezione del registro imprese.

Le startup innovative, inoltre, possono beneficiare delle seguenti agevolazioni fiscali:

  • la detrazione Irpef del 30% per investimenti fino a 1 milione di euro, da mantenere per almeno 3 anni;
  • la possibilità di accedere alle agevolazioni per l’acquisto di software connessi e macchinari, superammortamento al 140% e iperammortamento al 250%;
  • un credito d’imposta R&S per un importo massimo di 300 mila euro da indicare nella dichiarazione dei redditi e da utilizzare in compensazione.

Quante sono le Startup innovative in Italia e in quali settori operano?

Secondo i dati pubblicati dal MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) le startup innovative che operano in Italia sono 12.068, il 3,3% di tutte le società di capitali di recente costituzione (dati aggiornati al 30 settembre 2020).

Il 74,4% delle startup innovative italiane fornisce servizi alle imprese, con particolare riferimento alle seguenti specializzazioni:

  • produzione di software e consulenza informatica (36,5%);
  • attività di Ricerca & Sviluppo (14,0%);
  • attività dei servizi d’informazione (9,1%).

Il 17,2% opera nel manifatturiero, prevalentemente nella produzione di dispositivi, macchinari e prodotti tecnologici, mentre solo il 3,1% risulta impegnato in attività commerciali.

Un quarto (27,0%) di tutte le startup innovative italiane si trova in Lombardia, principalmente concentrate nella provincia di Milano (19,2%). A seguire Lazio (11,6%), Campania (8,9%), Veneto (8,2%), Emilia Romagna (7,8%) e Piemonte (5,5%).

Al Trentino-Alto Adige spetta invece il primato per la maggiore densità di imprese innovative.

La regione con la maggiore densità di imprese innovative è il Trentino-Alto Adige, dove circa il 5,4% di tutte le società costituite negli ultimi 5 anni è una startup.

NOVITÀ: da poco Invitalia ha dato notizia di una serie di nuove agevolazioni per le StartUp, l’incentivo si chiama Smart Money.

Stefano

Dal 2001 scrivo per siti internet e blog (passando per quelle che una volta erano le webzine, le community, ecc ecc). Lavoro in proprio come freelance e collaboro con diverse agenzie di comunicazione e ...

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