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Startup in Italia: la mappa disegnata da Cerved

Startup in Italia: la mappa disegnata da Cerved

Il più grande Information Provider italiano presenta una mappa dell’ecosistema delle startup italiane. Vediamo nel dettaglio come sono distribuite e di cosa si occupano

 

L’ecosistema delle startup italiane è stato analizzato approfonditamente da Cerved, il maggior Information Provider italiano, per ottenere una vera e propria mappa che permette di capire dove l’innovazione sta di casa in Italia.

Il numero di startup innovative italiane, ormai, è consistente. Nel 2012 è stata attivata una sezione speciale del Registro delle Imprese per questo tipo di aziende, e insieme a questa anche un sistema di incentivi con lo scopo di favorire l’innovazione e la produttività del nostro Paese. Nonostante questo e nonostante la crescita in termini numerici, dopo sei anni, le startup innovative hanno ancora un basso impatto sulla crescita produttiva.

Il contributo dei mercati finanziari è in crescita ma rimane ugualmente marginale, infatti il venture capital, secondo i dati raccolti dall’Ocse, è praticamente assente in Italia: gli investimenti sono pari a 97 milioni di dollari, distanti anni luce dai cugini d’oltreoceano, ma anche piuttosto lontani dai partner europei come Francia (894 milioni), Regno Unito (761 milioni) e Spagna (447 milioni). Dati recenti stimano una crescita nel 2018 di questi investimenti, che riduce, ma di certo non annullerà, il gap con i paesi europei.

La scarsità di investimenti viene compensata, sebbene solo in parte, dal Corporate Venture Capital, ossia quegli investimenti di imprese mature verso le startup innovative. Secondo l’osservatorio Open Innovation e Corporate Venture Capital, gli 89 operatori specializzati che agiscono in Italia hanno investito in più di 1200 imprese. Inoltre i soci corporate, secondo l’analisi Cerved, sono in forte crescita rispetto al 2017 e sono quasi arrivati a quota 7.000 (+31%).

Numero e dislocazione territoriale delle startup

Ma quante sono le startup innovative e come sono dislocate sul territorio?

Una prima differenza importante di cui tenere conto è che non tutte queste startup sono iscritte nell’apposita sezione speciale del Registro delle Imprese, e le motivazioni possono essere le più varie. C’è chi non ne conosce l’esistenza, chi invece non è interessato a usufruire dei vantaggi che l’iscrizione permette, altre startup, invece, non rispettano tutti i requisiti per poter accedere alla sezione speciale.

Se dalla sezione speciale del Registro delle Imprese scopriamo che, a giugno 2018, c’erano 9.328 startup innovative, per scovare le altre è stato utilizzato uno speciale algoritmo sviluppato da SpazioDati. Questo algoritmo di ricerca semantica è stato applicato ai siti internet delle nuove imprese, portando alla luce altre 4.847 imprese che producono innovazione.

In totale quindi, le startup innovative italiane sono più di 14.000 (iscritte e non iscritte), 2.000 in più rispetto a quelle stimate due anni fa (+12%).

Per quanto riguarda la geografia dell’ecosistema startup, una dolce conferma: il sistema distrettuale è lo zoccolo duro su cui poggia la capacità innovativa (e tradizionale) del nostro Paese.

Segue la dorsale adriatica, con ritmi di crescita più lenti nel Mezzogiorno. Oltre un quarto delle startup si trova nelle province che hanno una maggiore concentrazione di imprese, prima tra tutte Milano (2.311), seguita da Roma (1.470), Torino (521), Napoli (507) e Bologna (415). Se invece analizziamo la situazione dal punto di vista del tasso di innovazione, è Trento a essere la “Silicon Valley” italiana, seguita da Trieste, Ascoli e Pordenone.

Settori di riferimento delle startup

Analizzando la mappa delle startup emergono anche altre informazioni significative, come gli ambiti di innovazione e relativa dislocazione sul territorio.

La mappa individua otto cluster di innovazione:

  • big data;
  • e internet app;
  • biotecnologie;
  • ingegneria;
  • ecosostenibilità;
  • modellazione 3D;
  • ricerca e sviluppo;
  • software e internet of things;
  • mobile e smartphone.

Le tendenze in evidenza mostrano come, rispetto a due anni fa, siano in crescita:

  • attività di ricerca e sviluppo (+50,6%);
  • studi di ingegneria (+29,8%);
  • modellazione 3D (+12,7%);
  • big data (+11,9%).

In calo, invece, le attività che:

  • progettano mobile app (-4%);
  • sviluppano software (-6%);
  • si occupano di ecosostenibilità (-19,5%);
  • biotecnologie (-28,1%).

Le startup attive nel cluster di ricerca e sviluppo, di cui molte sono spin-off universitari, sono 554, con una concentrazione piuttosto alta nelle province di Trieste, Pisa e Aosta. Tra le grandi città troviamo Milano, mentre nel Mezzogiorno la prima provincia che si fa notare è Enna.

Le startup che costituiscono il cluster di Ingegneria sono attive nella progettazione e produzione di alta tecnologia che si applica in vari ambiti dell’Industria, dalle nanotecnologie ai robot, dai sensori agli apparecchi domotici. Queste startup sono 250, di cui molte sono spin-off universitari, e sono concentrate a Lecco, Piacenza e Vicenza. Al quinto posto Bologna, mentre nel Mezzogiorno il tasso di innovazione è superiore alla media nazionale nelle province di Enna e Campobasso.

Le attività che hanno a che fare con la modellazione 3D comprendono quelle startup che progettano e realizzano stampe 3D, e sono in totale 746, concentrate soprattutto a Trento, Reggio Emilia e Macerata. Al nono posto Torino, mentra al Sud spicca Campobasso.

Il cluster relativo ai big data e internet app si compone di tutta la filiera delle imprese che analizzano e aggregano dati (ricerca semantica, machine learning, hosting) e le piattaforme web per la condivisione di contenuti (social media, blog) e per il business (trading, marketing, crowdfunding). In totale stiamo parlando di 987 startup con indici particolarmente elevati nelle province di Belluno, Trieste e Pesaro-Urbino. Al quarto posto troviamo Milano, mentre al Sud-Isole spicca il dato di Cagliari.

Le attività che lavorano nel cluster mobile app e smartphone sono quelle che realizzano applicazioni e componentistica per smartphone e tablet, e nonostante stia affrontando un leggero calo, risulta essere ancora il più numeroso. Infatti sono state contate 2.672 startup innovative con picchi nelle province di Trento, Belluno e Ravenna. Milano e Torino si fermano al quinto e sesto posto, mentre per il Mezzogiorno è ancora una volta Cagliari a confermarsi un polo di eccellenza.

Sono 1.140 le startup attive nella progettazione e nella realizzazione di software e piattaforme per computer, ma anche di dispositivi indossabili ed elettrodomestici. Le province con i più alti tassi di innovazione del cluster Software e Internet of Things sono Trento, Ancona e Aosta, con Torino migliore tra le grandi città, mentre Campobasso primeggia al Sud.

Le startup attive nel cluster relativo all’ecosostenibilità sono 1.226, impegnate a tenere alta l’innovazione nel campo dell’energia e della sostenibilità ambientale, dell’efficienza e del risparmio energetico. Pordenone, Trento e Cremona sono le province del Nord con punte di eccellenza, mentre la prima del Sud è Oristano.

Per quanto riguarda il biotech, le startup attive nella ricerca scientifica in ambito delle biotecnologie, dell’ingegneria biomedica e molecolare, sono state censite 1.065 startup con una presenza elevata nelle province di Trento, Ravenna e Trieste. Tra le grandi città troviamo Bologna al settimo posto, mentre per quanto riguarda il Sud, spicca Vibo Valentia.

Il report completo con maggiori dettagli è disponibile su Know Cerved

Danea

Sono nata nel 1995 da un'idea a due passi da Padova. Sono dinamica, entusiasta e adoro creare soluzioni semplici per problemi complessi. Sono sempre sul pezzo e sono molto pignola, tanto che mi dicono ...

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