Aprire un'attività: le 3 mezze-verità del diventare imprenditore

Aprire un’attività: le 3 mezze-verità da sfatare del diventare imprenditore

Le 3 mezze verità dell’aprire un’attività e diventare imprenditore che possono illudere e portare al fallimento

Quando un professionista sceglie di aprire un’attività in proprio, da quali convinzioni sbagliate può farsi condizionare in fase di avvio e sviluppo del nuovo business? Per rispondere a questa domanda riportiamo subito di seguito le principali 3 grandi mezze-verità che in molti casi portano al fallimento di chi vuole diventare imprenditore: convincimenti, certezze e principi discutibili a cui fare riferimento, ma solo con la massima cautela.

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#1 – Credere che basti dedicarsi esclusivamente a ciò che piace

Anche se lanciarsi a capofitto in un progetto imprenditoriale che interessi e piaccia davvero rappresenta un buon punto di partenza, di sicuro non garantisce in automatico la sicurezza di riscuotere il successo desiderato tra i consumatori.

Per risultare vincenti in queste situazioni, la soluzione migliore è sempre quella di individuare fin dall’inizio un settore stimolante in cui operare, ma che al contempo sappia altresì cogliere l’interesse di una clientela significativa: quando il prodotto proposto viene apprezzato e i guadagni cominciano ad arrivare, tutti gli ostacoli (burocratici, amministrativi, legali, commerciali, ecc.) possono essere superati in modo più semplice ed immediato, ma se la clientela manifesta indifferenza (o addirittura non esiste) nei confronti di una certa offerta le difficoltà si trasformano in autentici macigni.

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#2 – Pensare che la perseveranza e l’ostinazione premino sempre

Oggi uno degli errori più commessi dagli imprenditori intenti ad aprire un’attività commerciale risiede nel fatto che buona parte degli stessi crede fermamente nella possibilità di essere premiati dal punto di vista lavorativo con la semplice perseveranza, nonostante il progetto di business inserito nel mercato non abbia le carte in regola per funzionare.

La tenacia e l’ostinazione aiutano sempre, ma solo a patto che l’idea proposta, oltre ad essere valida, venga anche sviluppata nelle modalità corrette: se la nuova azienda si dimostra un cattivo affare, bisogna trovare il coraggio di ammetterlo e ricominciare da capo prima che la situazione degeneri, causando perdite di tempo-denaro più o meno considerevoli.

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#3 – Puntare il tutto per tutto su un’idea di business innovativa

Chi l’ha detto che per diventare imprenditore di successo sia necessario avere un’idea innovativa?

Considerato il fatto che realtà come Apple, Google, Starbucks e molte altre ancora sono cresciute al punto da essersi trasformate in veri e propri colossi internazionali spesso senza proporre assolutamente nulla di nuovo, è chiaro quanto (soprattutto oggi giorno) l’abilità di inventare qualcosa partendo da zero risulti quanto meno azzardata, rischiosa e davvero superflua.

In buona parte dei casi l’ingrediente segreto per dimostrarsi vincenti è quello di saper migliorare un modello di business già affermato in precedenza, riadattandolo semplicemente in base alle mutevoli necessità del pubblico.

Questa le 3 principali grandi mezze-verità da prendere con le pinze prima di aprire un’attività commerciale e diventare imprenditore: convinzioni non del tutto corrette che, già nel breve periodo, possono causare problematiche difficili da gestire.


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Alice

Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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