Banche e bail in dal 2016: chiarimenti sulla nuova legge

Banche e bail in dal 2016: chiarimenti sulla nuova legge per non andare nel panico!

Nel 2016 arriva il Bail-in per il salvataggio delle Banche in caso di crisi. La nuova legge ha mosso molta disinformazione. Ecco, perchè il panico è immotivato.

Dal primo gennaio 2016 verrà applicata la direttiva del cosiddetto bail-in: un meccanismo imposto dalla direttiva europea Brrd (Banck recovery and resolution directive), che costringe azionisti, obbligazionisti e correntisti di una banca in difficoltà a diventare compartecipi delle sue perdite.

Prima di dare in escandescenze o correre a chiudere i nostri conti in banca cerchiamo di chiarire cos’è il bail-in e cosa prevede.

Questo particolare sistema che molti hanno paragonato al prelievo forzoso prende il posto del precedente bail-out, ovvero la prassi secondo cui il salvataggio di un ente creditizio veniva preso in carico dallo Stato e quindi di rimbalzo tutti i contribuenti che pagavano l’intervento spesso attraverso un aumento della tassazione necessario a colmare il deficit prodotto per il salvataggio.

Ma tra il 2008 ed il 2012, tale procedura (bail-out, quindi l’intervento statale) ha contribuito a fare crescere il debito/Pil dell’Eurozona di oltre 80 punti percentuali, obbligando l’UE a pensare di accollare il supporto economico degli istituti a rischio fallimento esclusivamente a chi con gli stessi ha già dei rapporti (per l’appunto azionisti, obbligazionisti e correntisti).

Nonostante, come spiegato dal presidente della Consob Giuseppe Vegas, il nuovo decreto sul bail-in sia ancora in fase di discussione (per adesso infatti manca ancora l’approvazione alle Camere), le proteste sembrano già divampare soprattutto da parte dei tanti correntisti che considerano la riforma ingiusta.

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Chi paga, cosa e quando?

Con la nuova riforma, solo in caso di vera necessità, potrà effettivamente avvenire il prelievo forzoso dal conto corrente dei clienti di una banca. Ma, i correntisti non saranno i primi della lista! Infatti, la lista prevede che le figure vengano coinvolte in questa successione:

  1. azionisti: coloro che hanno comprato azioni della banca e che le detengono in portafoglio.
  2. obbligazionisti: coloro che hanno in portafoglio obbligazioni emesse dallo stesso istituto, in questo ordine:
    • prima i possessori di obbligazioni subordinate (una categoria di bond più rischiosa);
    • poi i possessori di obbligazioni (sempre emesse dalla stessa banca in difficoltà) della categoria senior (meno rischiosa);
  3. correntisti: coloro che possiedono un conto corrente nella specifica banca.

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Bail-in e conto corrente: “E se succede, quanto pagano i correntisti?”

Solo nell’eventualità in cui l’intervento degli azionisti e degli obligazionisti non dovesse riuscire a ripristinare l’equilibrio economico dell’istituto finanziario in crisi, ci si affiderà ai risparmi dei correntisti attingendo esclusivamente alla parte eccedente i 100.000 euro (sotto questa soglia c’è la garanzia del fondo di tutela dei depositi interbancari).

Dato che la copertura del fondo di tutela dei depositi interbancari opera per istituto e per correntista:

  • in presenza di conto cointestato tra coniugi, l’assicurazione risponde fino ad un massimo di 200.000 euro;
  • in presenza di una pluralità di conti presso la medesima banca intestati allo stesso risparmiatore, il risarcimento ottenibile non supera quota 100.000 euro;
  • in presenza di un titolare con più conti in diversi enti bancari, il rischio c’è solo per la somma superiore ai 100.000 euro del conto fornito dalla banca in difficoltà (gli altri conti non possono essere toccati).

Un’ultima importante precisazione riguarda i titoli finanziari e i prodotti di investimento non legati alla banca in difficoltà ma posseduti nel deposito titoli della stessa banca.
Questi non rientrano nel piano di salvataggio e non vengono toccati, perché in quel caso la banca in difficoltà offre solo la funzione di custodia titoli.

Questo al momento è il panorama sulla scottante questione del bail-in: una serie di chiarimenti per non andare nel panico e comprendere al meglio cosa accade.


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Alice

Nasco a Milano nel 1985 e il primo ricordo di scuola è il quaderno coi temi d’italiano che ancora conservo. Frequento il liceo artistico a Padova, ma passo intere giornate a scrivere racconti sugli ...

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