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Co-fondare un’impresa. Le regole base e alcuni casi eccellenti

Co-fondare un’impresa. Le regole base e alcuni casi eccellenti

Avviare un’attività imprenditoriale è un’esperienza molto eccitante, attenzione però a non perdere la rotta. Ecco alcuni pratici consigli per far andare bene le cose.

 

Trovare il giusto socio per avviare un’attività è fondamentale, e spesso la scelta ricade su qualcuno che già conosciamo, un amico con cui abbiamo condiviso tanti momenti della nostra vita, con cui c’è affinità e con cui, magari, abbiamo già lavorato – a scuola, all’università – a progetti comuni.

Iniziare una nuova avventura insieme a un amico può essere un’esperienza molto stimolante per entrambi, tenendo conto ovviamente di tutti i pro e i contro.

Tuttavia, attenendosi ad alcune semplici regole, le cose potrebbero andare per il verso giusto.
Ecco, allora, una checklist per aiutarvi a mantenere la rotta. Per il bene dell’impresa e soprattutto della vostra amicizia.

Definite chiaramente i rispettivi ruoli fin dall’inizio

Stabilire ruoli e responsabilità è una delle cose fondamentali da fare quando si sta per co-fondare una società.

Bisogna saper utilizzare le specifiche competenze di ciascuno e incanalarle nel modo migliore, assegnando ogni ruolo in base a ciò per cui si è più tagliati. Lo smanettone del gruppo sarà probabilmente il più indicato per ricoprire la posizione di CTO (Chief Technology Officer), chi ha creato il prototipo del vostro prodotto sarà perfetto alla guida del dipartimento Ricerca e Sviluppo. In questo modo, ognuno potrà mettere a frutto le proprie abilità, senza interferire nel lavoro altrui.

Una corretta assegnazione dei ruoli è ancora più decisiva quando si parla dei vertici dell’azienda. Se ci sono due co-fondatori, la situazione ottimale è nella possibilità di dividere le due cariche principali, ovvero quella di CEO (Chief Executive Officer) e CFO (Chief Financial Officer), soprattutto se tra i due co-fondatori c’è già un forte rapporto di fiducia e stima reciproca, se non una vera e propria amicizia.

CEO e CFO dovrebbero avere capacità e personalità complementari, anche perché spesso i due ruoli hanno una percezione differente da parte di collaboratori e dipendenti. Il CEO in genere è colui che traina, stimola, motiva lo staff a raggiungere i traguardi e ad alzare di volta in volta l’asticella degli obiettivi, mentre il CFO può essere colui che a volte “frena”, in base alle sue valutazioni sugli scenari finanziari e sui fattori di rischio. Ciò non vuol dire che le due figure debbano rispettivamente giocare i ruoli del poliziotto buono e di quello cattivo, ma che lavorando in sinergia possano sempre trovare il giusto equilibrio per il benessere e lo sviluppo dell’azienda.

Mettete tutto nero su bianco

Quando si fa un accordo, va sempre messo tutto per iscritto. Anche quando lo si stipula tra amici. Soprattutto, quando lo si stipula tra amici.

Fondare insieme una società implica investire capitale, fare scelte e rinunce a volte difficili, assumersi precise responsabilità. E tutte queste cose possono arrivare a modificare il comportamento di una persona, in particolar modo in condizioni di stress.
Un accordo scritto non deve essere visto come una mancanza di fiducia, ma come una forma di tutela reciproca.

È una metafora un po’ antipatica, ma pensiamo a quanti matrimoni nascono nel modo più gioioso e amorevole possibile e si concludono con divorzi in cui ognuno tira fuori il peggio di sé per il puro gusto di danneggiare l’ex partner. Beh, purtroppo può succedere la stessa cosa anche con una partnership imprenditoriale. Si parte alla grande, ma non è detto che si resti uniti per sempre. Un contratto serve per impedire che, nel caso il rapporto non risulti duraturo, le cose possano andare di male in peggio.

Mettere tutto per iscritto è la regola base di qualsiasi rapporto di affari. Dal Business Plan a un accordo di riservatezza e non divulgazione, ogni documento siglato nero su bianco si rivelerà indispensabile per poter risolvere eventuali divergenze e disaccordi non appena dovessero presentarsi, e prima che possano diventare ingestibili.

Per una migliore trasparenza e per garantire la giusta tutela a ciascuna delle parti, è sempre consigliabile rivolgersi a una figura terza, super partes appunto, che possa all’occorrenza operare da mediatore in modo assolutamente obiettivo e neutrale, come ad esempio un consulente del lavoro, un legale o un notaio.

Prevedete una Exit Strategy

C’è chi sostiene che pensare a un Piano B sia indice di sfiducia, scarsa convinzione, o che semplicemente…porti sfiga. Niente di più sbagliato. Pensare a un piano di emergenza – o di contingenza, se può sembrare meno allarmista – è il modo migliore per mettere al sicuro la vostra amicizia o, per lo meno, di chiudere il rapporto in modo civile nel caso le cose dovessero mettersi davvero male.

La vostra exit strategy dovrebbe definire dettagliatamente cosa accadrebbe agli assets aziendali, quale percentuale spetterebbe a ciascun socio in caso di separazione o scioglimento dell’attività, come ci si comporterebbe con i clienti, ecc. La società viene liquidata definitivamente? Oppure verrebbe mantenuta da uno dei due co-fondatori? E se invece venisse ceduta o inglobata da un altro investitore? Come ci si dovrebbe regolare con la proprietà intellettuale ed eventuali brevetti o nomi e marchi depositati e/o registrati?

Dovete prevedere una risposta a queste e ad altre domande.

Anche in questo caso, può essere d’aiuto rivolgersi ad una consulenza esterna, che potrebbe essere fornita dall’istituto bancario a cui l’azienda fa riferimento o da una società specializzata in Consulenza di Risoluzione Crisi d’Impresa.

Lavorate con passione e godetevi l’avventura

Se lanciarsi in un nuovo business è già di per sé un’esperienza elettrizzante, farlo insieme al vostro migliore amico lo sarà ancora di più. Vi troverete ad affrontare alti e bassi, festeggiando insieme i traguardi raggiunti e supportandovi a vicenda nei momenti di difficoltà
Sarà un’esperienza che durerà per sempre? Probabilmente no. Ma se riuscirete a non perdere l’entusiasmo iniziale, a lavorare con passione, divertendovi e godendovi insieme ogni istante del vostro percorso insieme, chissà…potreste aver trovato la strada giusta e continuare per molto, molto tempo ancora.

Stefano

Dal 2001 scrivo per siti internet e blog (passando per quelle che una volta erano le webzine, le community, ecc ecc). Lavoro in proprio come freelance e collaboro con diverse agenzie di comunicazione e ...

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