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Codici IVA: Analisi e configurazione prima di iniziare

Codici IVA: Analisi e configurazione prima di iniziare

Quinta lezione del corso di Contabilità con il modulo Contabilità in Cloud per Danea Easyfatt: vediamo cosa sono i codici IVA e il loro relativo utilizzo

 

Questo video fa parte del percorso formativo dedicato alla contabilità che unisce basi teoriche a immediate applicazioni pratiche sfruttando il modulo Contabilità in Cloud per Danea Easyfatt.

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Video lezione: “Codici IVA: Analisi e configurazione prima di iniziare”

La teoria: analisi e configurazione

Buongiorno e ben trovati.

Prima di iniziare, come nostra abitudine, verifichiamo a che punto del percorso siamo arrivati, oggi affronteremo la lezione cinque della sezione “Le Basi”, che ci permetterà di conoscere cosa sono i codici IVA e il loro relativo utilizzo.

L’obiettivo è quello conoscere, capire e configurare i codici IVA, al termine del video sarai in grado di gestirli, in quanto un corretto utilizzo è necessario affinché venga gestito in maniera corretta il ciclo attivo e passivo di fatturazione e di conseguenza:

  • primariamente, i conteggi relativi alle chiusure iva mensili o trimestrali e relativi report;
  • poi, le liquidazioni periodiche, anche chiamate “LI.PE”;
  • infine, la dichiarazione IVA annuale scadente normalmente il 30/04 di ogni anno.

Facciamo una piccola “deviazione” ed entriamo nel diritto tributario, nello specifico analizziamo il DPR n.633/72, testo unico dell’IVA.

All’inizio dell’anno 1973, mentre a Parigi si firmano gli accordi che porteranno alla conclusione della guerra del Vietnam e a New York stanno ultimando la costruzione delle Torri Gemelli, in Italia viene introdotta l’IVA (imposta sul valore aggiunto) con una percentuale al 12% in sostituzione dalla precedente imposta l’IGE (Imposta generale sulle entrate introdotta nell’anno 1940).

L’IVA è un’imposta indiretta proporzionale, che si calcola sull’incremento di valore che un bene o un servizio che acquista a ogni passaggio economico all’interno della filiera produttiva e distributiva.

Il soggetto passivo di tale imposta è:

  • Il consumatore finale (contribuente di fatto), colui che di fatto si assume l’onere finanziario dell’operazione (chi paga effettivamente il tributo).
  • Imprenditori e professionisti (contribuente di diritto), che si assumono l’onere dell’applicazione e della riscossione del tributo stesso e di tutte le formalità amministrative (di fatto chi si occupa materialmente di: calcolare le chiusure mensili o trimestrali, liquidazione periodiche e dichiarazione annuale).

Le operazioni IVA possono essere suddivise in:

  • Operazioni imponibili: le operazioni ordinarie che sono sempre soggette all’imposta e alle aliquote previste dalla legge: 4%, 5%, 10%, 22% (cessione di merce, consulenze, attività di bar) in quanto soddisfano tutti i presupposti previsti dal Testo unico IVA.
  • Operazioni non imponibili: quelle che generalmente non soddisfano il requisito della territorialità.
  • Operazioni esenti: le operazioni non sono soggette a imposta ed esenti perché rientranti tassativamente in quelle indicate dall’articolo 10 del testo unico IVA (prestazioni mediche, canoni di locazione, assicurazioni).
  • Operazioni escluse: le operazioni non sono soggette a imposta ed escluse a norma dall’art. 15 del testo unico IVA (interessi moratori, penalità, rimborso spese e anticipazioni).
  • Operazioni fuori campo IVA: le operazioni che risultano carenti di almeno uno dei presupposti per essere considerate imponibili (ad es. vendita da privati).

Inoltre, la normativa IVA prevede delle operazioni imponibili soggette al sistema speciale del “reverse charge”, introdotto per combattere l’evasione fiscale, mediante il quale l’iva viene addebita sui documenti (con una serie di doppie operazioni sia nel registro acquisti che nel registro vendite) ma a cui non è associato l’esborso finanziario, nella sostanza l’IVA viene esposta nei documenti ma non transita a livello reale, quindi non puoi evadere qualcosa che non incassi.

Ovviamente, questa esposizione relativamente alla normativa IVA, risulta estremamente semplificata, deve essere uno “spunto” per convincerti ad approfondire come funziona il “meccanismo” così da evitare errori e per consentire al software di offrirti il massimo possibile. Dovrai tenere bene presente questa distinzione affinché, tu possa gestire correttamente l’emissione delle fatture attive e soprattutto la registrazione delle fatture passive e degli adempimenti successivi.

Ti consiglio, prima di iniziare a emettere fatture oppure a registrare le fatture, di analizzare bene i codici IVA precaricati e capire quali ti serviranno per svolgere il lavoro in relazione alle tipologie di vendite e clientela che caratterizzano il tuo ciclo attivo, se serve fatti aiutare dal tuo commercialista così potrai prepararti al meglio, identificare quelli che utilizzi abitualmente così da poterli gestire con sicurezza.

Ovviamente l’avvento della fatturazione elettronica, ha semplificato notevolmente questo aspetto, in quanto la compilazione dei campi risulta essere più “blindata”, soprattutto per il soggetto che emette fattura e di rimando ha agevolato anche il soggetto ricevente della fattura, che grazie alla procedura di importazione automatica, deve solo definire alcuni campi, tra cui quello del codice IVA. Ancora di più diventerà preponderante al termine dell’anno 2020, con l’introduzione di una nuova codicistica relativa alla compilazione della fattura elettronica, rendendo ancora più precisa l’identificazione dei codici relativi alle operazioni: imponibili, esenti, reverse charge, non imponibili, fuori campo.

Tiene presente che registrare le operazioni con i relativi codici IVA dedicati, renderà sicuramente più puntale il report di chiusura periodica, ma soprattutto agevolerà la generazione automatica della dichiarazione IVA annuale, rendendo tale operazione velocissima.

Prima di passare alla parte operativa, vi anticipo già che nel prossimo episodio, parleremo di: Prodotti e servizi, come gestirli.

La pratica: analisi e configurazione

Terminata la parte prettamente teorica, vediamo ora come gestire e analizzare i codici IVA.

Ci spostiamo sul simbolo della rotella e clicchiamo sull’opzione “Tutte le impostazioni”, successivamente il menù contabilità e poi opzione “codici IVA”. Si aprirà una schermata contenente una elencazione di codici, comprendente quelli:

  • imponibili
  • esenti
  • non imponibili
  • esclusi
  • reverse charge
  • fuori campo

Analizzali bene e individua quali ti serviranno per registrare:

  • gli acquisti, che iniziano con la lettera “A”. Mi raccomando poni attenzione soprattutto a quelli che limitano la detraibilità dell’IVA, ade esempio 50% / 40%, sarai tu a dover “dire” al sistema la tua percentuale di indetraibilità, il sistema non può saperlo on quanto dipendono dalla tua condizione soggettiva.
  • le vendite, che iniziano con la lettera “V”.

Inoltre, se ravvisi che alcune casistiche della tua attività non sono previste nei codici esistenti puoi inserire nuovi codici premendo il bottone “Nuovo codice IVA” oppure “Nuovo codice IVA indetraibile” a seconda della tipologia di codice che devi creare. Mi raccomando, quando crei un nuovo codice IVA ricorda di inserire anche il conto di contropartita per consentire al sistema di effettuare le scritture in partita doppia, ad esempio:

  • 2720005 – IVA Acquisti
  • 5205045 – IVA Vendite

Naturalmente potrai modificare un codice esistente cliccando sull’icona della matita ed eliminarlo cliccando sul simbolo del cestino.

Per gli utenti di Contabilità in Cloud, quindi se sei utente Easyfatt non preoccuparti se non trovi questi menù in quanto vengono gestiti direttamente dal software Easyfatt, partendo, dalla pagina home, preliminarmente risulta opportuno configurare la mappatura codici IVA sulla fattura elettronica ai fini dell’invio, pertanto clicchiamo sull’icona dell’euro vendite, successivamente sul menù fatturazione e scegliamo l’opzione invio fatture elettroniche.

Una volta caricata la schermata, clicchiamo:

  • sul bottone “altre opzioni” e selezioniamo il menù “mappatura codici IVA”, si aprirà una maschera nella quale devi scegliere per una serie di operazioni non imponibili IVA ed esenti il relativo codice corrispondente da indicare sulla fatturazione elettronica, terminata l’operazione salviamo e chiudiamo

Poi nuovamente:

  • sul bottone “altre opzioni” e selezioniamo il menù “mappatura unità di misura”, si aprirà una schermata nella quale devi scegliere una serie di unità di misura da collegare con le relative diciture sulla fatturazione elettronica, terminata l’operazione salviamo e chiudiamo.

Mi raccomando, poni attenzione a questa operazione altrimenti potresti emettere delle fatture formalmente e sostanzialmente errate, ovviamente una volta impostato correttamente non dovrai più preoccuparti di doverlo modificare, salvo modifiche strutturali legati a variazioni della fatturazione attiva.

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Danea

Sono nata nel 1995 da un'idea a due passi da Padova. Sono dinamica, entusiasta e adoro creare soluzioni semplici per problemi complessi. Sono sempre sul pezzo e sono molto pignola, tanto che mi dicono ...

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