Fattura elettronica pa locale

Fatturazione elettronica verso la pubblica amministrazione locale…le PA locali si mostrano volenterose

L’obbligo della fatturazione elettronica verso la pubblica amministrazione vede i primi dati. Le PA locali in anticipo sui termini di attivazione.

I dati sulla fatturazione elettronica fino ad oggi non entusiasmano, come abbiamo fatto notare qualche tempo fa. Infatti i numeri degli invii della fatturazione elettronica verso la PA sono fortemente sotto le stime iniziali. Ma, come spesso accade, per una notizia bruttina ce n’è una ottima dietro l’angolo.

Dal 6 settembre, con la chiusura dei tre mesi di transizione, si può dire che la fatturazione elettronica in Italia è davvero partita (pochi lo sanno ma la fatturazione elettronica esiste, inutilizzata, da quasi 10 anni!). Certamente le difficoltà non sono finite e l’adeguamento delle pubbliche amministrazioni locali potrebbe portarne di nuove, ma i numeri in questo senso fanno ben sperare.

A fine agosto, infatti, superano quota 31 mila gli uffici pubblici iscritti all’Indice PA e di questi le amministrazioni locali sono oltre 12 mila. Interessante e lodevole il largo anticipo sulla scadenza di adesione alla fattura elettronica prevista per il 31 marzo 2015.

L’iscrizione all’indice PA è necessario per ricevere fatture elettroniche dalle imprese ed a fine giugno erano già quasi 30 mila le PA iscritte. Degna di lode la grande voglia di cambiamento delle amministrazioni locali che compongo oggi, su 31 mila, più di un terzo degli iscritti all’indice anticipando l’adesione alla fattura elettronica rispetto ai termini di legge, obbligo che per ora riguarda solo le pubbliche amministrazioni centrali.

La pubblica amministrazione, quindi, a differenza di quanto previsto da molti si fa trovare pronta alla sfida della fatturazione elettronica, passaggio chiave per lo snellimento della fatturazione verso le amministrazioni dello stato.

Altra ottima notizia è sicuramente l’arrivo della versione 1.1 del formato della FatturaPA, anche questo pubblicato ad agosto. Lo Stato ha infatti raccolto nei primi momenti della fatturazione elettronica i pareri, i suggerimenti e i consigli degli utenti, ma non, come spesso accade, a mero scopo statistico, ma bensì per migliorare effettivamente il processo di fatturazione. Il nuovo formato infatti “recepisce osservazioni e suggerimenti degli utenti per una migliore rappresentazione del documento”. Il Sistema di Interscambio supporterà la nuova versione a partire dal 2 febbraio 2015, ovviamente “Fino a tale data le fatture dovranno pervenire all’SdI nel formato v1.0”.

Qualcuno potrebbe contestare che avrebbero potuto introdurre più repentinamente i cambiamenti, ma chi scrive pensa che forse è meglio così: nel pieno della febbre da fatturazione elettronica, con l’estate di mezzo e le decine e decine di casi particolari da prevedere ed intoppi da sistemare; forse è meglio prendersi il tempo per fare le cose bene e con calma e concedere anche tempo a chi le soluzioni le deve implementare.

Nel frattempo, l’Agenzia delle Entrate sta già lavorando con le PA locali per guidarle in questa delicata fase di passaggio verso la digitalizzazione e già dai primi giorni di settembre ha cominciato a monitorarne i progressi. Un altro fronte problematico riguarda le piccole imprese, gli artigiani e i professionisti che fanno solo poche e rare fatture alle pubbliche amministrazioni. L’Agenzia sembra stia pensando di avviare, con Unioncamere, alcune iniziative per aiutare questi soggetti. La speranza di chi scrive è invece verso una semplificazione delle procedure di fatturazione elettronica capaci non solo di snellire le operazioni da un lato ma anche di sgravare le imprese di alcuni dei molti (e forse eccessivi) vincoli odierni. Semplificazioni che aiuterebbero ancor di più chi emette poche fatture verso la PA.


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Alvise

Classe 83. Trevigiano di nascita ma Internettiano d’adozione. Non ho ricordi di casa mia senza un computer. La prima volta che ho messo piede sul web avevo 12 anni, Google ancora non esisteva e ci volevano ...

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