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Regime forfettario e fattura elettronica obbligatoria: il Governo la valuta per il 2020

Regime forfettario e fattura elettronica

Il Governo valuta le opzioni tra manovra e decreto fiscale: confermare il regime forfettario fino a 65mila euro ma con obbligo di fatturazione elettronica; mentre il superforfait al 20% forse non vedrà la luce

 

“Il regime forfettario per le partite Iva fino a 65mila euro di ricavi o compensi non sarà cancellato.”

Apre così il Sole 24 Ore dando la notizia di quello che fino a poche ore fa sembrava solo una chiacchiera di corridoio.

Sembra però che questa decisione sarà accompagnata dall’estensione alle partite iva in regime forfettario dell’obbligo di fatturazione elettronica. Questa mossa si colloca tra i correttivi per evitare possibili comportamenti evasivi ed elusivi e potrebbe trovare casa già nel decreto fiscale collegato alla manovra.

Regime forfettario e fattura elettronica: gli interessati

Gli attuali forfettari che potrebbero essere obbligati ad emettere fattura elettronica dal 2020 sono circa 2 milioni di partite Iva. Questo se nel computo si considerano:

  • autonomi e mini-imprese già nei regimi agevolati (regime dei minimi e regime forfettario) negli anni passati (più o meno 1,5 Mil),
  • le nuove l’attività che hanno scelto il forfettario nel 2019 (poco più di 170mila, ossia il 51,3% delle nuove aperture di partita Iva nei primi sei mesi dell’anno),
  • gli oltre 285mila transitati da regime ordinario nel forfettario come risulta dalle dichiarazioni Iva presentate quest’anno.

Al momento le posizioni sono divise. Da una parte si ritiene che l’adempimento non avrebbe un impatto diretto sul gettito, in quanto le verifiche anti evasione attive oggi si concentrano sull’evasione dell’IVA e chi è nei regimi agevolati non ne è soggetto.

Dall’altra parte si ritiene che invece l’inclusione dei regimi agevolati nell’obbligo della fatturazione elettronica garantirebbe una maggiore trasparenza e potrebbe evitare comportamenti illeciti.

Infatti, da tempo si susseguono le richieste di attivare delle verifiche più strette sui regimi agevolati. I timori sono legati al moltiplicarsi di casi rilevati: dalla traslazione del fatturato dell’attività esercitata in forma societaria a quella come ditta individuale fino alla possibilità per il forfettario di poter cedere parte dei propri ricavi o compensi a un altro contribuente al fine di “pagare” entrambi il 15% di imposte.

L’amministrazione finanziaria al momento ha proposto di attivare un doppio binario di controlli: accessi in sede e attività di analisi di rischio sulla base del patrimonio informativo disponibile. L’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica potrebbe aiutare e velocizzare questi rilevamenti.

Il superforfait che fine fa?

Il famoso superforfait al 20% per ricavi o compensi da 65.001 a 100mila euro che dovrebbe debuttare il 1° gennaio 2020 sembra ormai essere stato accantonato.

Ad oggi infatti non è stata chiesta l’autorizzazione alla Commissione europea per il regime agevolato, la medesima richiesta già inoltrata e accettata per tutti gli altri interventi messi in campo in questi ultimi anni: regime forfettario, fatturazione elettronica, split payment…

Non ci resta che attendere e vedere cosa accadrà. Probabilmente lunedì 30

Alvise

Classe 83. Trevigiano di nascita ma Internettiano d’adozione. Non ho ricordi di casa mia senza un computer. La prima volta che ho messo piede sul web avevo 12 anni, Google ancora non esisteva e ci volevano ...

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