SCOPRI I NOSTRI GESTIONALI

Shopping online sostenibile: l’attenzione sempre maggiore dei consumatori

Shopping online sostenibile: l’attenzione sempre maggiore dei consumatori

I consumatori sono sempre più attenti alla sostenibilità del loro shopping online. È un fenomeno di cui commercianti, addetti alla logistica e al trasporto devono tener conto.

 

La continua crescita dell’e-commerce ha avuto come principale conseguenza un esponenziale aumento delle spedizioni, che a sua volta sta avendo ripercussioni sulla logistica e le modalità di imballaggio e consegna della merce.

Il pubblico ha infatti cambiato le proprie abitudini d’acquisto, non solo in termini di maggiore fiducia nello shopping online, ma anche dimostrando una crescente attenzione verso tematiche come ad esempio la sostenibilità ambientale e sociale.

Il trend è quindi indirizzato sempre più verso uno shopping sostenibile, cosa di cui i commercianti nel loro compito di gestire un e-commerce e gli addetti alla logistica ed al trasporto devono sempre più tener conto per mantenere un vantaggio competitivo e far crescere il proprio business.

Va sottolineato che sostenibilità e impatto ambientale sono tra i termini cruciali del Green Deal Europeo, in cui gli stati membri dell’Unione Europea si sono impegnati a ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 55% entro la fine del 2030 (rispetto al 1990), cosa che necessariamente sta impattando sulla logistica dell’e-commerce.

La sostenibilità dello shopping online nella ricerca di SendCloud

Secondo la ricerca Ricerca sui consumatori online 2021/2022 di SendCloud, condotta a maggio 2021 in collaborazione con Nielsen su 8000 consumatori online di 9 paesi europei differenti (Italia, Francia, Regno Unito, Germania, Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Germania e Austria), il 54% degli intervistati esprime preoccupazione per l’impatto che la crescita dell’e-commerce può avere sull’ambiente e il 52% preferisce acquistare online da venditori in grado di offrire opzioni di sostenibilità ambientale nel packaging e nelle modalità di consegna.

Tuttavia, tale aspettativa viene spesso data per scontata, e la maggioranza dei consumatori non intende pagare un prezzo maggiorato a fronte di una consegna a zero emissioni di CO2, e solo l’8% degli intervistati preferirebbe annullare un ordine se la consegna sostenibile (CO2-neutrale) non fosse disponibile.

Differenze generazionali tra i consumatori online

Prendendo come riferimento Boomer (1946-1964), Generazione X (1965-1980), Millennial (1981-1995) e Generazione Z (1996-2010), la ricerca ha evidenziato come i Boomer (23%) siano i più disinteressati alla consegna sostenibile rispetto alla Generazione X (20%), ai Millennial (14%) e alla generazione Zeta (10%).

Tra tutte, la Generazione X è la sola ad accordare la preferenza di acquisto ad un negozio rispetto ad un altro se offrisse la consegna sostenibile.

Imballaggi: attenzione alla qualità e alla quantità dei materiali
Il 78% dei consumatori europei ritiene che i materiali di imballaggio dei prodotti ordinati online dovrebbero essere completamente riciclabili, mentre il 67% pensa che spesso ci sia uno spreco di materiali nell’imballaggio dei loro ordini.

Osservando i singoli gruppi generazionali, la Generazione Z (71%) si dimostra particolarmente attenta riguardo al troppo materiale da imballaggio rispetto ai Boomer (65%), con dati che evidenziano quanto la preoccupazione dei consumatori online per il troppo materiale da imballaggio diminuisca con l’aumentare dell’età.

Tali considerazioni da parte dei consumatori europei sono addirittura aumentate dell’1% rispetto al 2020, segno che purtroppo da parte dei commercianti non ci sia stato un sostanziale progresso su questo aspetto.

Leggi anche la guida come aprire uno shop online

Sostenibilità e preferenze d’acquisto in Italia: il focus di Casaleggio & Associati

Per quanto riguarda il nostro Paese, i consumatori italiani dimostrano in generale un’elevata propensione a scegliere la consegna ecologica (20%).

Nel report di Casaleggo & Associati “E-commerce in Italia 2021”, insieme ad altre statistiche sull’e-commerce italiano, è emerso che:

  • il 43% dei consumatori online italiani ritiene l’incremento dell’e-commerce una minaccia per l’ambiente;
  • Il 72% sostiene che si utilizzi troppo materiale di imballaggio;
  • Il 77% pensa che tale materiale dovrebbe essere completamente riciclabile;
  • Il 42% è disposto a pagare un costo extra per spedizioni più sostenibili;
  • Il 63% preferisce acquistare da chi condivide informazioni sull’impatto ambientale dei propri prodotti;
  • Il 76% degli utenti si aspetta il cambiamento climatico sia guidato dalle aziende e non dai governi.

La situazione dei venditori

Meno dell’1% dei negozi online italiani offre opzioni di consegna sostenibile al momento del checkout, cosa che lascia supporre come il cambiamento climatico non sia ancora considerata una preoccupazione degna di interesse e che quindi la tutela ambientale non sia ancora una priorità nella logistica dell’e-commerce.

Tuttavia, il fatto che la consapevolezza ambientale aumenti tra la Generazione Z e i Millennial dovrebbe stimolare un maggiore interesse dei commercianti ad offrire opzioni di shopping online sostenibile, anche a partire da piccole attenzioni, come ad esempio:

  • Utilizzare imballaggi proporzionati alle dimensioni dell’oggetto;
  • Utilizzare imballaggi che possano essere riutilizzati per eventuali resi;
  • Offrire almeno un’opzione di spedizione a zero emissioni, anche a fronte di un sovrapprezzo;

Lo shopping sostenibile: un fenomeno che non si può più ignorare

Come ha sintetizzato Federico Cavallo di Altroconsumo a Wire Trends 2022,

“Dal punto di vista di chi compra il criterio di scelta principale è storicamente quello del risparmio o del rapporto qualità-prezzo. Oggi invece c’è tutta una dinamica valoriale legata alla sostenibilità che orienta le scelte individuali”.

Il consumatore, quindi, è sempre più convinto che a partire dalla scelta di un prodotto rispetto a un altro, o di un brand rispetto a un altro, si possa intervenire sul futuro del pianeta.

Resta purtroppo il problema dei troppi casi in cui le credenziali “green” esibite dalle aziende non sono corroborate da dati o certificazioni, e che ancora troppo spesso i termini “consapevole”, “ecologico” e “sostenibile” siano utilizzate senza il sostegno di documentazione facilmente accessibile a tali affermazioni.
Questo aspetto, in considerazione della propensione dei consumatori verso acquisti consapevoli e shopping online sostenibile, andrebbe maggiormente considerato dalle aziende in virtù di una maggiore trasparenza dei brand e del rispetto del cliente.

Stefano

Dal 2001 scrivo per siti internet e blog (passando per quelle che una volta erano le webzine, le community, ecc ecc). Lavoro in proprio come freelance e collaboro con diverse agenzie di comunicazione e ...