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Sito web aziendale: cos’è, vantaggi e valide alternative

Sito web aziendale: cos’è, vantaggi e valide alternative

Un sito web per la propria azienda è assolutamente indispensabile? Vediamo come realizzarlo al meglio e quali possibili alternative possiamo adottare

 

Avere un proprio sito web è ormai indispensabile per qualunque tipo di attività imprenditoriale, dal freelance alla grande multinazionale. Ancora troppo spesso, però, c’è chi non ne comprende le reali potenzialità, e quindi commissiona il proprio sito web semplicemente perché “ormai ce l’hanno tutti”.

Cos’è e come funziona un sito web?

Un sito web è un insieme di pagine web correlate e di file, che costituiscono una struttura ipertestuale di documenti posizionati su di un server web (hosting), che può essere raggiunta dall’utente finale attraverso un programma (detto browser), come ad esempio Google, Mozilla Firefox, Safari, Microsoft Edge, Yahoo ecc. Il browser interpreta il codice che compone le varie pagine web, restituendone l’output grafico, ovvero ciò che l’utente finale visualizza e con cui interagisce.

A cosa serve un sito web?

La presenza sul web è fondamentale per diversi aspetti, ognuno dei quali è a sua volta legato a precise finalità. Eccone alcuni.

Essere facilmente reperibili sul web

Cercando il nome di un’azienda o, nel caso di un freelance, di una persona, gli utenti si aspettano di trovare una fonte ufficiale, in cui trovare tutte le informazioni necessarie a capire che tipo di prodotti o servizi offre la tua azienda, dove si trova e come poterla contattare.
Se l’utente conosce già il tuo nome o quello del tuo brand si aspetta di poterlo trovare in pochi secondi, cosa che dà già da subito una prima buona impressione, soprattutto se compare nelle prime posizioni del motore di ricerca.

Brand Awareness (notorietà di marca)

Un sito web di qualità denota professionalità e autorevolezza. In poche parole, ispira fiducia. Si tratta quindi del primo passo per costruire la tua brand awareness, ovvero la conoscenza del tuo marchio da parte degli utenti e la loro capacità di ricordarlo e di collegarlo immediatamente ai prodotti/servizi offerti dalla tua azienda.

Con la Brand Awareness, quindi, si misura il grado di notorietà e conoscenza di un marchio da parte del consumatore. Questo fattore può essere decisivo, ad esempio nel caso di prodotti a basso coinvolgimento – e quindi, generalmente acquistati d’impulso – in quanto il cliente sarà più propenso ad acquistare quelli legati a una maggiore notorietà del marchio.
Addirittura, è possibile che l’acquirente scelga di comprare un prodotto mai provato prima soltanto in virtù della sua familiarità percepita nei confronti di un brand rispetto a un altro.

Tutelare il tuo brand e i tuoi prodotti dai competitor

Essere presenti nel web con un dominio proprietario registrato e un sito ben realizzato non soltanto rende il tuo business più autorevole, ma lo protegge dalla concorrenza.
Il sito è la tua voce nella rete, lo strumento con cui comunichi chi sei, cosa fai e come lo fai. Per questo devi assicurarti di essere il solo a poter utilizzare il nome del tuo brand e a parlare per conto suo. Un competitor può liberamente acquistare un dominio con il tuo nome o con un nome molto simile e semplicemente bloccarlo, impedendoti così di registrarlo a tua volta, o utilizzarlo per reindirizzare attraverso un redirect i tuoi potenziali clienti verso il suo sito.
Allo stesso modo, prima di registrare il tuo dominio, dovrai accertarti che in web non ce ne siano già di presenti con lo stesso nome o comunque con un nome simile, perché in questo caso creeresti confusione negli utenti. Se il nome della tua azienda è uguale a quello di un’altra, puoi risolvere la cosa inserendo nel dominio il tipo di prodotto o di servizio che offri, ad esempio: www.nomebrandvini, www.nomebrandautomazioni, ecc.

Pensi di non aver bisogno di un sito web perché magari non ritieni che sia il momento adatto o che per la tua attività – ad esempio una piccola impresa locale – sia meglio utilizzare le piattaforme social? Nessun problema, ma è caldamente consigliabile registrare comunque un tuo dominio con le principali estensioni (almeno .it e .com) in modo da tutelare il tuo brand ed essere pronto nel caso in un secondo momento decidessi di avere comunque una tua vetrina online.

Essere posizionato nella keyword research di Google

Avere un tuo sito web può permetterti di lavorare sull’inbound marketing, una strategia che consente di attirare, convertire e fidelizzare il traffico degli utenti – ovvero dei potenziali clienti – sul tuo sito aziendale. In poche parole, farai in modo che le persone ti trovino proprio nel momento in cui hanno bisogno dei servizi o dei beni che proponi oppure mentre si stanno informando su di essi.
Questo ti permette di entrare in contatto anche con chi non conosce il tuo brand, cosa che può essere altamente probabile nel momento in cui la tua attività non ha ancora sufficiente awareness (conoscenza del tuo marchio) e non è immediatamente associata a ciò che offri.

Un ottimo modo per iniziare a far conoscere il tuo brand, ad esempio, è associare al tuo sito un blog, in cui pubblicare dei contenuti di pubblico interesse che vadano oltre quelli puramente commerciali, rispondendo alle domande che le persone si pongono e offrendo suggerimenti e soluzioni. Ma questo può essere fatto anche attraverso altre piattaforme, per esempio creando video tutorial su YouTube o Instagram, o scrivendo articoli tecnici sul tuo profilo LinkedIn.
In questo modo, riuscirai a posizionarti grazie alle query informazionali (le ricerche che le persone fanno quando si informano), intercettando così nuovi potenziali clienti.

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Iniziare a fare advertising

Ci sono diversi modi di fare pubblicità online e non tutti necessitano per forza di un sito di proprietà, ma è indubbio che avendolo si aprono maggiori possibilità. Una di queste è sicuramente la creazione di landing page, ovvero pagine o insiemi di pagine create specificamente per mettere in evidenza un determinato prodotto o servizio e ottenere così delle conversioni. Cosa si intende per conversione? La trasformazione di un utente da semplice visitatore a cliente.
Una volta realizzata la tua landing page, potrai creare delle campagne su Google Ads e/o Facebook e promuoverla in modo mirato – grazie alle possibilità di profilazione degli utenti offerte dai vari servizi di advertising – e ottimizzare le conversioni.

Tipologie di sito web aziendale e differenze

Ormai dovresti aver compreso l’importanza di avere un sito web aziendale. Ma i website non sono tutti uguali. Nel corso dell’evoluzione della Rete, si sono delineate diverse tipologie, ognuna con le proprie specificità. Quale sarà quella più adatta al tuo business? Cerchiamo di scoprirlo insieme.

Quando si parla di sito web, si dice tutto e niente. Un sito web è semplicemente qualsiasi cosa sia rintracciabile in rete, e che abbia lo scopo di dare visibilità a qualcosa. Su Internet si possono trovare siti aziendali o di associazioni, istituzionali, personali… ma c’è anche gente che mette online il sito web del proprio gatto!

Partendo dal presupposto che nel corso del tempo alcune realtà del web si sono evolute mentre altre sono praticamente scomparse (es. i mega portali generalisti, i siti basati sulla tecnologia di animazione Flash, i precursori delle piattaforme social come ad esempio MySpace, ecc.) diciamo che all’origine di tutto ci fu il cosiddetto sito statico, ovvero un sito in cui la comunicazione con l’utente era assolutamente unidirezionale e non prevedeva alcun tipo di interazione.

Sito statico

Questa soluzione prevede un aggiornamento poco frequente dei contenuti, e che per ogni modifica sia necessario operare direttamente sul codice HTML, cosa che prevede o una competenza nel settore o l’intervento di risorse esterne specializzate.
Di contro, un sito statico è quasi inattaccabile dal punto di vista della sicurezza informatica, non ha la necessità di dipendere da un database, e ha tempi di caricamento delle pagine molto veloci, cosa che viene premiata da Google con un miglior posizionamento nei risultati di ricerca.
Può, quindi, costituire una valida soluzione per un sito vetrina, ovvero un sito con funzione di presentazione dell’azienda, un sorta di brochure online che non necessita di aggiornamenti se non in maniera sporadica, e dove l’utente può comunque trovare tutte le informazioni che desidera e scaricare documentazione come manuali, cataloghi, schede tecniche ecc.

Sito dinamico

L’avvento del Web 2.0 ha segnato l’epocale passaggio dal concetto di  statico a quello di dinamico, aprendo così le porte a nuove forme di comunicazione sempre più dirette e interconnesse tra loro, permettendo così una sempre maggiore interazione tra il brand e l’utente finale.
I siti dinamici si sono poi ulteriormente evoluti grazie all’avvento dei CMS (Content Management System), che consentono di aggiornare o inserire contenuti in modo semplice e intuitivo, grazie all’utilizzo di un pannello di amministrazione che consente al proprietario del sito una quasi totale autonomia anche senza essere in possesso di specifiche competenze di programmazione. Il punto di forza di un sito dinamico, quindi, è la possibilità di aggiornare frequentemente i contenuti. Ciò comporta però grado di sicurezza leggermente più basso rispetto ad un sito statico, la presenza di un database e una struttura più articolata e come tale più “pesante” in termini di hosting.

Un sito dinamico va seguito con costanza, altrimenti non ha senso di esistere.

È perfetto come sito portfolio, per presentare nuovi clienti e nuovi lavori dimostrando così quanto l’azienda sia attiva e “sul pezzo”, come sito di news in tempo reale o per dar vita a un blog, grazie alla possibilità di organizzare i contenuti secondo diverse logiche che permettono così di creare diverse rubriche o aree tematiche, in cui gli articoli vengono catalogati in ordine cronologico, e raggruppati in categorie e tramite tags.
Un blog può essere sia un’entità a sé stante, rappresentando quindi la voce dell’autore e trattando specifici argomenti, oppure essere parte integrante di un sito aziendale. La sua funzione principale è quella di veicolare contenuti informativi e divulgativi, in grado di offrire un valore aggiunto agli utenti, che qui troveranno informazioni approfondimenti su argomenti specifici a cui sono interessati.

Sito di e-commerce

Altro esempio di integrazione tra sito dinamico e CMS è invece il sito e-commerce, che negli ultimi anni ha visto uno sviluppo sempre maggiore, grazie alla nascita di CMS dedicati e alle sempre più ampie possibilità di integrazione con altre piattaforme.

Un sito e-commerce è un vero e proprio negozio online, finalizzato alla vendita di beni e/o servizi via internet. Si può andare dai piccoli shop online inseriti in un sito aziendale (ad esempio lo shop dei prodotti di un agriturismo), ai veri e propri magazzini elettronici di grandi brand (es. Leroy-Merlin, Bonprix, Sephora…).
Nei casi più semplici, una volta realizzata la vendita sarà il venditore ad occuparsi personalmente della gestione dell’inventario, della spedizione, della fatturazione e così via, mentre in quelli più complessi l’intero processo verrà svolto da software e applicativi integrati, in grado di controllare e gestire automaticamente l’intera filiera.

In termini forse un po’ semplicistici, possiamo dire che ad oggi quasi tutte le tipologie di sito web nascono dall’integrazione tra sito dinamico e CMS, e si distinguono pertanto non in base alla loro tecnologia bensì alla loro finalità.

Leggi anche la guida: Aprire uno shop online.

Alternative al sito web aziendale. Ecco cosa puoi fare se non ne hai uno.

Social media, directory locali, forum, marketplace e portali di settore, oggi il web ha molto da offrire anche a chi non può affrontare la spesa e/o l’impegno che deriva dalla realizzazione di un nuovo sito.

Un sito web aziendale è indispensabile per la maggior parte delle attività imprenditoriali, tuttavia in alcuni casi possono esserci delle alternative (anche totalmente gratuite).

Vediamo alcune possibilità.

Social Network

I social network sono ormai parte integrante della nostra quotidianità, e si sono evoluti per rispondere sempre più anche alle esigenze di professionisti e aziende.

Attività legate alla ristorazione o allo spettacolo, ad esempio, così come pure le piccole realtà commerciali locali, trovano in piattaforme come Instagram e Facebook importanti strumenti per la promozione della propria attività.
Facebook mette inoltre a disposizione gratuita il proprio Marketplace, che consente di presentare i propri prodotti sulla piattaforma, mettere in contatto domanda e offerta, per poi concludere la transazione economica secondo gli accordi che venditore e acquirente stabiliscono di volta in volta. Inutile dire quanto una soluzione del genere possa essere interessante per attività come mercatini dell’usato, piccoli negozi, artigiani ecc.
Consulenti, liberi professionisti, freelance esperti in specifici settori potranno trovare una valida risorsa in LinkedIn, pubblicando post e scrivendo veri e propri articoli su argomenti interessanti per il proprio target, dimostrando così le proprie competenze e incrementando il proprio personal branding.

Directory locali

C’era una volta l’elenco del telefono… Le directory locali sono siti web che propongono un elenco organizzato su base geografica di aziende e professionisti.

La presenza in queste directory è generalmente gratuita, ed è sufficiente accedervi e compilare la scheda che include i dati aziendali (nome, indirizzo, settore, descrizione, foto…) e consente di essere rintracciati facilmente da chi non conosce il nome del professionista o dell’azienda ma sta cercando quel genere di prodotto o servizio nella propria zona. Esistono moltissime directory locali, per cui sarà necessario iscriversi a più di una, privilegiando quelle che appaiono più autorevoli. Tra i parametri da tenere d’occhio nella valutazione di una directory locale possiamo citare:

  • storicità (da quanto tempo è presente nel web)
  • autorevolezza (accuratezza grafica, facilità di navigazione, posizionamento…)
  • presenza di competitor al suo interno (se ci sono loro, devi esserci anche tu)
  • specificità (generalista o specifica per una determinata nicchia di mercato)

Google My Business

Evoluzione di Google Places, è il servizio gratuito di Google che offre ricerca, selezione, promozione, informazione e recensione di attività professionali, commerciali e pubbliche. Strettamente connesso a Google Maps e al motore di ricerca più usato al mondo, Google My Business permette di aggiornare, monitorare e ottimizzare il proprio brand e le informazioni associate (giorni/orari di apertura/chiusura, contatti, sedi, ecc.), e di pubblicare post personalizzabili con data di inizio e fine e pulsante di invito all’azione (a scelta tra Prenota, Ordina online, Acquista, Ulteriori informazioni, Registrazione, Vai all’offerta).

In aggiunta, Google My Business permette la creazione gratuita di piccoli siti web con estensione business.site. Questo vuol dire che potrete creare e mantenere online uno spazio dedicato alla vostra azienda con indirizzo www.nomeazienda.business.site.

Marketplace

Un marketplace è una piattaforma online di intermediazione per la compravendita di un bene o un servizio, e che raggruppa i prodotti di diversi venditori o diversi siti web. Se un sito e-commerce è un singolo negozio online, possiamo quindi dire che un marketplace sia un grande centro commerciale, in cui sono presenti più negozi.

Generalmente al venditore viene richiesta una commissione sulla vendita, a fronte però di vantaggi come la totale gestione delle transazioni, diverse forme di garanzia e la possibilità di presentare i propri prodotti ad una platea estremamente ampia.
Tra i marketplace più noti ricordiamo Amazon, eBay, Zalando, ePrice, Spartoo o Etsy.

Portali tematici

Ci sono poi i portali tematici, veri e propri aggregatori di informazioni e notizie su specifici settori (es. Edilportale per l’edilizia, Archiproducts per architettura e design…) in cui – in genere a pagamento – è possibile inserire la propria azienda e pubblicare editoriali e presentazioni di prodotti, case history, riconoscimenti e altro.

Strategia multicanale online

Queste soluzioni, in realtà, più che come alternative andrebbero considerate come complementari al sito web aziendale, permettendo così di sfruttare al massimo la multicanalità offerta da Internet. In questo senso, andrebbero menzionati anche i forum di discussione (siti basati sulla discussione tramite scambio di domanda e risposta), utili per aumentare la brand awareness in un target ben specifico e che possono essere usati (seppure con molta attenzione, pena il ban) per strategie di comment marketing (marketing che utilizza in modo sistematico i commenti lasciati sulle principali piattaforme online), indirizzando quindi gli utenti verso il proprio sito web.

Stefano

Dal 2001 scrivo per siti internet e blog (passando per quelle che una volta erano le webzine, le community, ecc ecc). Lavoro in proprio come freelance e collaboro con diverse agenzie di comunicazione e ...

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