Aziende TV e film

10 Aziende famose e indimenticabili tratte da cartoni animati e serie TV

Un viaggio fra le aziende immaginarie di maggior successo, che hanno fatto la storia delle serie tv e dei cartoni animati

 

Molte delle vicende di cartoni animati e serie TV sono legate ad un’azienda, un’agenzia, un locale, in ogni caso ad una attività imprenditoriale/commerciale, tanto da farci desiderare che esistano davvero e di poterne far parte.

Veri e propri colpi di genio capaci di creare brand che, seppur fittizi, si sono impressi nell’immaginario collettivo, in certi casi anche in più generazioni.

Nei telefilm tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 90 pareva che non esistesse altra attività se non quella dell’agenzia di investigazioni (se poi eri un reduce del Vietnam, belloccio e magari con l’amico nerd genio del computer allora eri a cavallo), mentre per quanto riguarda i cartoni animati la professione più gettonata era il pilota di robottoni, spesso progettati e costruiti dall’azienda di famiglia.

Purtroppo entrambi questi trend non hanno avuto particolare fortuna a lungo termine.

Grazie ai social media ormai tutti sanno tutto di tutti e basta smanettare sullo smartphone per ottenere gli stessi risultati di un investigatore privato in Ferrari in meno tempo e a costo zero.

La domanda di piloti di robottoni è invece crollata a causa della prolungata assenza di forme di invasione aliena.

Il nostro parziale e personalissimo elenco sarà dedicato quindi a quelle aziende immaginarie che, per consistenza di brand o per originalità rimangono ad oggi degli esempi a cui un aspirante imprenditore potrebbe trarre ispirazione ed esempio.

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Looney Tunes: ACME Co

Aziende immaginarie di successo ACME - Looney Tunes

Nel cartoon Road Runner è il fornitore di supercolla, incudini, candelotti di dinamite, razzi, fionde giganti, mangime per road runner e mille altre cose che Wile E. Coyote utilizza per cercare di catturare Beep Beep. ACME deriva dal greco antico “acme” (ακμή ) che richiama l’eccellenza, mentre ironicamente i prodotti della ACME Co si rivelano spesso scadenti o malfunzionanti.

Nella realtà, negli anni 20, col diffondersi degli elenchi telefonici, molte aziende americane utilizzarono questo nome, in modo da comparire tra le prime posizioni in ordine alfabetico. Al nome Acme seguiva poi un richiamo alla loro attività, ad esempio Acme Bricks, Acme Markets, Acme Boots e così via.

Alla fine c’erano così tante Acme “qualcosa” che nacque l’acronimo ACME, ovvero A Company Making Everything o ancora American Companies Manufacture Everything. Il nome Acme compare in moltissimi film e serie TV, da Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone (Acme è il nome dell’armeria in cui il Brutto – Eli Wallach – prende la sua nuova pistola) ai Sopranos, dove in un episodio uno dei protagonisti sogna di bere una ACME Cola.

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Dallas: Ewing Oil

Aziende immaginarie di successo Ewing Oil - Dallas

In pieno edonismo reaganiano e boom economico degli anni 80, la soap opera TV Dallas narrava le vicende di una famiglia di petrolieri texani, tra rivalità, intrighi e giochi di potere. Fu uno dei più grandi successi mondiali di sempre, con un episodio visto da oltre 360 milioni di spettatori in tutto il mondo. Figura simbolo della serie era il cinico e spregiudicato J.R. Ewing con il suo sguardo di ghiaccio e l’immancabile cappello da cowboy, icona di chi è disposto a tutto pur di consolidare il proprio potere.

La Ewing Oil è l’azienda di famiglia, fondata dal patriarca Jock nel 1930 a scapito del suo rivale Digger Barnes, cosa che causerà l’eterna rivalità tra le due famiglie e che si ripercuoterà anche sulle generazioni successive (non a caso, Romeo e Giulietta è una delle fonti di ispirazione della serie). Le diverse visioni non solo imprenditoriali dei tre figli di Jock – J.R., Bobby e Gary – saranno il motore della storia, che durerà per ben quattordici stagioni, tra speculazioni finanziarie, colpi bassi, lotte per la dirigenza, nuove iniziative imprenditoriali (la Ewing Construction fondata da Bobby).

Il cappello da cowboy di J.R. è conservato al Museo Nazionale di Storia Americana Smithsonian. Se non è branding questo…

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The Simpsons: Duff Beer

Aziende immaginarie di successo Duff Beer - Simpsons

Parodia delle marche di birra commerciali e di bassa qualità e delle loro martellanti politiche di marketing, la birra Duff è la bevanda prediletta di Homer e dei cittadini di Springfield.

Nella serie compaiono diverse varianti (Duff Hilary, Duff Lite, Duff Dry, Duff Dark…), ma nella maggior parte dei casi si tratta di semplici “strategie” commerciali per aumentare le vendite.

Utilizzare etichette e nomi diversi per la stessa identica birra, cavalcare l’onda di mode e situazioni (Tartar Control Duff, Lady Duff), o inventarsi la Duff Extra Cold (sempre la solita Duff, ma… servita più fredda!) sono alcune delle trovate del management, supportate con enfasi dal testimonial Duffman, bodybuilder alcolizzato e depresso.

Oltre a generare nel mondo reale un impressionante merchandising con t-shirt, spille, cappelli e molti altri gadgets, esistono alcune birre commercializzate con il logo Duff concesso in licenza dalla 20th Century Fox, detentrice del copyright.

A fine anni novanta un birrificio australiano tentò di commercializzare una sua Duff Beer senza esserne autorizzato, cosa che gli costò una causa legale e il blocco della produzione.

Le poche lattine vendute in quel breve periodo sono oggi molto ricercate dai collezionisti.

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Breaking Bad: Los Pollos Hermanos

Aziende immaginarie di successo Los Pollos Hermanos - Breaking Bad

Se devi avere una attività di copertura, fai le cose fatte per bene. Questo è di sicuro quello che ha pensato lo scrupolosissimo Gus Fring, uno dei personaggi più riusciti della serie cult Breaking Bad. La sua catena di fast food Los Pollos Hermanos, l’allevamento di polli, la lavanderia industriale per le uniformi e la biancheria da tavola dei locali, la flotta di furgoni refrigerati, tutto è perfettamente funzionante e performante. Gus amministra la sua società di facciata con lo stesso zelo con cui conduce il suo gigantesco traffico di droga senza lasciare nulla al caso.

 

Per lanciare la terza stagione di Better Call Saul, spin-off di Breaking Bad, il canale AMC ha aperto un pop-up restaurant Los Pollos Hermanos ad Austin, Texas, subito preso d’assalto dai fan della serie. E dal 12 maggio hanno aperto anche in Italia. Speriamo non sia solo una buona copertura!

Los Pollos Hermanos, i ristoranti pop-up di Breaking Bad arrivano in Italia

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SpongeBob SquarePants: Krusty Krab

Aziende immaginarie di successo Krusty Krab - Spongebob

Il Krusty Krab è il ristorante fast food in cui SpongeBob e Squiddy lavorano al soldo dell’avido Mr. Krabs. Il locale è molto frequentato grazie soprattutto alla sua specialità, il Krabby Patty, un burger talmente gustoso da essere diventato l’ossessione del proprietario del ristorante concorrente, il Plankton’s, che tenta in ogni modo di carpirne la ricetta segreta.

Venne aperto un locale ispirato al Krusty Krab a Houston, Texas, ma non erano stati chiesti i diritti e venne chiuso quasi subito. A Ramallah, in Palestina, esiste invece il Salta Burger, locale in tutto e per tutto ispirato al Krusty Krab, eccetto per il fatto di non essere in fondo al mare.

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Friends: Central Perk

Aziende immaginarie di successo Central Perk - Friends

Non c’è episodio di questa popolarissima sit-com che non abbia almeno una scena ambientata al Central Perk, il locale abitualmente frequentato dai 6 protagonisti durante tutte e dieci le stagioni dello show. Anche in questo caso si sono sprecati i tentativi di imitazione, fino ad una vera e propria catena di locali che, dopo aver acquisito i diritti di utilizzo del nome, ne ricalcano il più possibile lo stile.

È sorta a anche una florida “industria” di gadgets ispirati alle stoviglie e alle suppellettili del Central Perk. Su Etsy.com, in particolare, è possibile trovare tazze dipinte a mano e altri accessori ispirati al locale.

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The Office: Dunder-Mifflin Paper Company

Aziende immaginarie di successo Dunder Mifflin Paper Company - The Office

Azienda che si occupa di distribuzione di carta ed articoli di cancelleria, la Dunder-Miffin si rivolge soprattutto alle piccole e medie imprese. Per tutta la durata della serie è stato disponibile un vero sito internet dell’azienda (http://www.dundermifflinpaper.biz/) oggi ormai scomparso. Al link http://theofficespace.weebly.com se ne può comunque ancora apprezzare il rigore: una mission ben illustrata, una sezione dedicata all’impiegato del mese e ad altre forme di team building e motivazione della forza lavoro, una presentazione dettagliata dello staff.

Nella serie TV, ambientata nella succursale di Scranton, Pennsylvania, nulla è lasciato al caso. Dal management all’ufficio contabilità, dal settore vendite alla supervisione dei prodotti fino a magazzino e logistica, sono presenti tutti gli elementi e le figure che dovrebbero far parte di un’azienda di questo tipo, presentate in una sorta di finto reality show o “mockumentary”, in cui i protagonisti sono soliti “confessarsi” e rivolgersi direttamente al pubblico rompendo quindi la cosiddetta “quarta parete”.

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Bob’s Burgers: Bob’s Burgers

Aziende immaginarie di successo Bob's Burger

Sitcom animata, in Italia è forse passata un po’ in sordina, mentre ha riscosso notevole successo negli USA. Bob’s Burgers racconta le avventure di una famiglia che gestisce un piccolo fast food, nonostante il proprietario/cuoco/capofamiglia Bob sia totalmente incapace di gestire l’azienda e i rapporti con i clienti. Pur cavandosela bene ai fornelli e mettendoci anima e cuore, si scontra ogni giorno con mille difficoltà che coinvolgono la paziente moglie Linda e i tre figli. Molto spesso le situazioni difficili si risolvono proprio grazie all’intervento di Linda ed alle sue idee, strampalate ma efficaci, per promuovere il ristorante.

Molte ricette di Bob, che ad ogni puntata sperimenta nuovi hamburger nella speranza di attirare più pubblico nel suo locale, sono state replicate e commentate da vari Youtubers, e su Amazon è possibile acquistare persino il Bob’s Burgers Burger Book.

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Mad Men: Sterling Cooper

Aziende immaginarie di successo Sterling Cooper Partners - Mad Men

Agenzia pubblicitaria nella New York degli anni Sessanta, la Sterling Cooper & Partners è il sogno di ogni copywriter e art director, almeno per quanto riguarda il carisma e la genialità spesso un po’ folle del direttore creativo Don Draper. Nel corso della serie sono state infatti presentate diverse campagne di advertising per brand come Kodak, Samsonite, American Airlines, Heinz ed altri brand statunitensi attivi nell’epoca in cui si svolgono i fatti narrati.

Nel marzo 2017, in un certo senso a 50 anni di distanza, Heinz ha deciso di utilizzare un’idea pubblicitaria di proposta nella sesta serie da Don Draper, ma rifiutata dal management della Sterling Cooper. Lo slogan “Pass the Heinz”, dunque, verrà utilizzato davvero.

Il team di Ninja Marketig ha raccolto alcune delle campagne presentate nel corso della serie.

Esiste anche una vera Sterling Cooper, che si occupa di pubblicità e comunicazione. In Italia. A Milano. Che curiosa coincidenza…

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Futurama: Planet Express

Aziende immaginarie di successo Planet Express - Futurama

Fondata dal Professor Farnsworth per finanziare le proprie ricerche, e in cui lavorano con varie mansioni i protagonisti del cartoon. Nonostante l’equipaggio non sia dei più affidabili, la Planet Express ha l’esclusiva per molti importanti clienti, tra cui il Pianeta Terra, l’Ordine Democratico dei Pianeti, e persino Babbo Natale.

La Planet Express è in diretta concorrenza con la ben più potente e avanzata Mom’s Friendly Delivery Company, ma riesce a mantenersi più competitiva grazie ad un vincente mix di totale inosservanza della legge, della completa assenza di qualsivoglia norma di sicurezza, e della indulgenza nell’accettare bustarelle.

Il motto aziendale, d’altro canto, non può che ispirare assoluta fiducia:

“Our crew is replaceable. Your package isn’t!”
“Il nostro equipaggio è sostituibile. Il tuo pacco no!”


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Alvise

Classe 83. Trevigiano di nascita ma Internettiano d’adozione. Non ho ricordi di casa mia senza un computer. La prima volta che ho messo piede sul web avevo 12 anni, Google ancora non esisteva e ci volevano ...

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