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Esterometro 2020: cos’è e come funziona, le scadenze, i soggetti obbligati e i dati da comunicare

esterometro

A seguito dell’introduzione della fatturazione elettronica è nata la necessità per l’Agenzia delle Entrate di monitorare “le fatture estere”. Vediamo come.

 

Anche quest’anno si conferma lo strumento dell’Esterometro 2020.

L’art. 1 co. 909 della Legge di Bilancio 2018, tra i nuovi adempimenti fiscali previsti a carico dei contribuenti residenti titolari di partita iva, ha introdotto quello che viene comunemente chiamato Esterometro (o spesometro estero), ovvero la comunicazione dei dati relativi alle operazioni effettuate e ricevute con soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato.

L’introduzione di questo nuovo obbligo è stata diretta conseguenza dell’entrata in vigore, dal primo gennaio 2019, della fatturazione elettronica, obbligo però limitato solo alle operazioni di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato.

Pertanto dato che:

  • per tutte le operazioni con controparti non residenti non è previsto l’obbligo della fatturazione elettronica;
  • a decorrere dal 2019 è stato anche abrogato lo “spesometro” ovvero la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute, ecco la necessità per l’Agenzia delle entrate di monitorare “le fatture estere” ovvero le operazioni che hanno come controparti soggetti non stabiliti in Italia.

In particolare l’art. 1 al comma 3-bis del D.Lgs127/2015, così come introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 prevede che:

“i soggetti passivi di cui al comma 3 trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, salvo quelle per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche secondo le modalità indicate nel comma 3. La trasmissione telematica è effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione”.

Definito quindi l’ambito normativo del nuovo adempimento facciamo il punto della situazione anche sulla base delle indicazioni fornite dal provvedimento e dai chiarimenti forniti dalla stessa Agenzia delle Entrate nel corso degli anni.

Ambito soggettivo, ovvero: i soggetti obbligati e quelli esonerati dall’esterometro

Sono obbligati alla comunicazione tutti i soggetti Iva residenti o stabiliti in Italia, ovvero coloro che esercitano attività di cessione di beni e prestazione di servizi nel territorio dello Stato e soggetti all’obbligo di emissione della fattura elettronica.

I soggetti esonerati sono quindi:

  • i contribuenti che applicano il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile (contribuenti “minimi”);
  • i contribuenti che applicano il regime forfettario;
  • le associazioni sportive dilettantistiche ed enti non commerciali che hanno optato per il regime di cui alla legge n. 398/1991 se hanno conseguito nel periodo d’imposta precedente proventi per un importo non superiore ad euro 65.000;
  • produttori agricoli in regime di esonero ai sensi dell’art. 34 co. 6 del D.p.r. 633/1972.

Ambito oggettivo, ovvero: le operazioni incluse ed escluse dall’esterometro

Come detto, la norma prevede che la comunicazione abbia a oggetto le operazioni poste in essere nei confronti di soggetti non residenti o operazioni ricevute da soggetti non stabiliti in Italia.

Ai sensi del comma 3-bis dell’art. 1 del D.Lgs 127/2015 sono escluse le operazioni:

  • per le quali è stata emessa una bolletta doganale;
  • per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche mediante il sistema di Interscambio (Sdi).

Dato che parliamo essenzialmente di operazioni con soggetti esteri è necessario precisare fin da subito che è irrilevante la circostanza che alcune delle operazioni che sono soggette a “esterometro” siano anche ricomprese nei modelli INTRASTAT.

Infatti, come precisato anche dalla stessa Agenzia delle entrate nelle FAQ pubblicate nel proprio sito internet, il soggetto che per le cessioni UE predispone e trasmette il relativo modello Intra non è esonerato dalla comunicazione dello spesometro estero; è ammessa tuttavia la possibilità di esonero dell’adempimento nel caso in cui il soggetto si avvalga della possibilità di trasmettere allo Sdi la fattura in formato elettronico, indicando quale codice destinatario un codice con 7 X “XXXXXXX”.

È possibile escludere invece dalla comunicazione in esame le cessioni all’esportazione (art. 8 co. 1 lett. a) e b) del D.p.r. 633/1972 in quanto operazioni documentate da bolletta doganale.

Per quanto riguarda invece le operazioni passive andranno sicuramente ricomprese nella comunicazione gli acquisti intracomunitari di beni e gli acquisti di servizi da soggetti non residenti e non stabiliti in Italia, mentre saranno da escludere le importazioni di beni in quanto documentate da bolletta doganale.

Dopo aver definito l’ambito normativo, i soggetti obbligati ed esonerati, la tipologia di operazioni che devono essere comunicate, analizziamo da un punto di vista operativo quali sono i dati da trasmettere, i termini di presentazione ed infine un cenno a quelli che sono gli aspetti sanzionatori in caso di errore o di mancata comunicazione dei dati.

Dati da trasmettere nell’Esterometro

Secondo le indicazioni fornite nel Provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 30.04.2018 oggetto della comunicazione sono le operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato. In particolare gli operatori Iva residenti devono trasmettere, utilizzando il tracciato e le regole di compilazione previste dalle specifiche tecniche allegate allo stesso provvedimento:

  • i dati identificativi del cedente/prestatore;
  • i dati identificativi del cessionario/committente;
  • la data del documento comprovante l’operazione;
  • la data di registrazione (per i soli documenti ricevuti e le relative note di variazione);
  • il numero del documento;
  • la base imponibile;
  • l’aliquota Iva applicata;
  • l’imposta ovvero, nel caso in cui l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione.

Per quanto riguarda i campi “tipologia di documento” e “natura dell’operazione” è possibile mutuare le indicazione a suo tempo fornite dall’Agenzia delle entrate con riferimento al precedente adempimento dello spesometro:

Tipologia di documento

Tipologia di operazione

NB: Come già abbiamo avuto modo di mettere in evidenza la comunicazione in esame è facoltativa per tutte le operazioni per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche.

Termini di invio dell’Esterometro 2020

Il Provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 30.04.2018 prevede una trasmissione a scadenza mensile, ma dal 2020 questo cambia.

In materia di esterometro 2020 la novità maggiormente rilevante è infatti rappresentata dalla modifica dei termini di invio della comunicazione all’Agenzia delle entrate.

L’art. 16, co. 1-bis del D.L. n. 124/2019, “Decreto collegato alla Finanziaria 2020” ha infatti modificato i termini di trasmissione della comunicazione ora prevista con periodicità trimestrale in luogo di quella mensile.

In particolare, da quest’anno l’esterometro deve essere inviato entro la fine del mese successivo al trimestre di riferimento.

Ecco dunque il calendario aggiornato 2020:

Trimestre Periodo Termine di invio
1 trim. 2020 Gennaio – febbraio – marzo 30/04/2020*
PROROGA al 30/06/2020
2 trim. 2020 Aprile – maggio – giugno 31/07/2020
3 trim. 2020 Luglio – agosto – settembre 02/11/2020
4 trim. 2020 Ottobre – novembre – dicembre 01/02/2021

 

NB: 

L’art. 62 del D.L. 18/2020 ha stabilito che “i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato sono sospesi gli adempimenti tributari diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020”. Gli adempimenti sospesi ai sensi del citato comma 1, vanno effettuati entro il 30 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni.

Pertanto, tutti gli adempimenti di natura tributaria in scadenza tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020 slittano al 30 giugno 2020. Trattasi, ad esempio, della dichiarazione annuale Iva 2020 (in scadenza il 30 aprile), della comunicazione delle operazioni transfrontaliere del primo trimestre 2020 (esterometro relativo al trimestre gennaio-febbraio-marzo, in scadenza il 30 aprile) e dei modelli riepilogativi Intrastat (scadenze del 25 marzo, 25 aprile e 25 maggio).

Esterometro e modello Intrastat

Come già messo in evidenza è irrilevante ai fini dell’obbligo di invio dell’esterometro la circostanza che alcune delle operazioni che sono soggette a “esterometro” siano anche ricomprese nei modelli INTRASTAT.

In materia di Intrastat infatti bisogna distinguere:

  • per le cessioni di beni e servizi l’obbligo del modello Intra1 sussiste a prescindere dall’ammontare delle operazioni effettuate, che invece incidono sulla periodicità di presentazione (mensile o trimestrale);
  • per gli acquisti l’obbligo di presentazione del modello Intra 2 sussiste invece solo in caso di acquisti in uno dei 4 trimestri precedenti pari o superiore ad euro 200.000 per i beni ed euro 100.000 per i servizi.

Esterometro: le sanzioni previste

Ai sensi dell’art. 11 co. 2-quater del D.Lgs n. 471/1997 in caso di omessa o di errata comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere, la sanzione amministrativa applicabile è pari a:

  • 2 Euro per ciascuna fattura omessa o errata nel limite di 1.000 euro per ciascun trimestre;
  • 1 Euro per ciascuna fattura omessa o errata, nel limite di 500 euro (quindi sanzione ridotta alla metà) nel caso in cui la trasmissione venga effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza, ovvero se nello stesso termine è effettuata la trasmissione corretta dei dati.
Luca Mambrin

Dottore Commercialista e Revisore contabile a Trieste, se mi avessero domandato ai tempi dell’università “cosa farai da grande” non avrei mai risposto “il dottore commercialista”: ed invece ...

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