Imposta di bollo sulla fattura del forfettario: novità dal 1° luglio 2022

I forfettari obbligati ad emettere fattura elettronica dovranno applicare e versare l’imposta di bollo in modo diverso rispetto a quello a cui sono abituati. Ecco come.

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Il 1° luglio è una data spartiacque per i contribuenti in regime forfettario. Infatti, entra in vigore l’obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari che nell’anno precedente hanno conseguito ricavi o percepito compensi superiori a 25.000€.

Questi contribuenti, oltre a dover emettere, ricevere e conservare le fatture in formato elettronico, hanno anche un ulteriore nuovo adempimento: l’applicazione e versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche, con le modalità già previste per gli altri soggetti obbligati alla fatturazione elettronica. Vediamo quali sono.

Imposta di bollo per il regime forfettario: regole generali

Prima di entrare nel dettaglio nella modalità di applicazione e versamento del bollo sulla fattura elettronica del forfettario, ricordiamo quali sono le regole generali che disciplinano l’applicazione dell’imposta di bollo.

Sono soggette ad imposta di bollo le fatture emesse dai forfettari se di importo superiore ai 77,47€. Ciò deriva della natura del regime forfettario, essendo in franchigia dell’IVA in fattura. Quindi, da regola generale, sulle fatture (cartacee ed elettroniche) che superano l’importo di 77,47€, il forfettario deve applicare una marca da bollo del valore di 2€.

Nelle fatture cartacee, l’imposta di bollo può:

  • consistere nel contrassegno adesivo (la cosiddetta “marca da bollo”) che viene rilasciato dagli intermediari convenzionati con l’Agenzia delle entrate (rivendite di valori bollati, tabaccherie e simili)
  • essere assolta modo virtuale seguendo le indicazioni contenute degli articoli 15 e 15-bis del D.p.r. 642/1972.

Per tutti i casi di applicazione e di esclusione dall’imposta di bollo e ulteriori dettagli in merito al bollo sulle fatture cartacee, leggi l’articolo sull’imposta di bollo.

Imposta di bollo sulle fatture elettroniche in regime forfettario: come funziona

Nell’emissione delle fatture elettroniche, l’applicazione e versamento dell’imposta di bollo avviene in modalità differenti rispetto al formato cartaceo.
Queste vengono spiegate dalla guida dedicata pubblicata dall’Agenzia delle entrate.

Valorizzazione del campo “Bollo Virtuale”

L’indicazione dell’assolvimento dell’imposta di bollo in fattura elettronica avviene valorizzando a “SI” il campo “Bollo Virtuale” presente nel tracciato record della fattura elettronica.

In questa fase, il software per fatture elettroniche Danea Easyfatt giunge in aiuto del forfettario. Infatti, suggerisce in automatico l’apposizione dell’imposta di bollo su tutte le fatture con valore superiore a 77,47€ non assoggettate ad IVA. Così il contribuente non rischia di scordarsi dell’adempimento.

L’integrazione dell’imposta di bollo

Per ogni trimestre solare l’Agenzia delle entrate attua l’elaborazione delle fatture elettroniche trasmesse al Sistema di Interscambio (SdI) ed elaborate senza scarto, per verificare il corretto assoggettamento dell’imposta di bollo.

L’esito di tale elaborazione viene messo a disposizione del contribuente nella sua area riservata all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi” e presentato in due elenchi:

  • elenco A (non modificabile): contiene gli estremi delle fatture elettroniche correttamente assoggettate all’imposta di bollo (in cui è stato valorizzato a “SI” il campo “Bollo Virtuale”);
  • elenco B (modificabile): contiene gli estremi delle fatture che presentano i requisiti per l’assoggettamento a bollo, ma che non riportano l’indicazione prevista (non presentano “SI” nel campo “Bollo Virtuale”).

Il contribuente (o un suo intermediario) può modificare l’elenco B e inviare le nuove informazioni all’Agenzia delle entrate.
Sulla base dei dati presenti nei due elenchi, l’Agenzia calcola l’importo dell’imposta di bollo dovuta.

Versamento dell’imposta di bollo: scadenze e modalità

Il versamento dell’imposta di bollo, da regola generale, deve essere effettuato entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo alla fine del trimestre di riferimento. Solamente il pagamento relativo alle fatture elettroniche emesse nel secondo trimestre solare deve avvenire entro l’ultimo giorno del terzo mese successivo alla chiusura del trimestre (30.09).

In questo caso, quindi, per i forfettari obbligati alla fatturazione elettronica dal 1° luglio la prima scadenza sarà il 30 novembre, data in cui bisogna versare l’imposta di bollo riferita alle fatture elettroniche emesse nel terzo trimestre d’imposta (da luglio a settembre).

Il versamento può avvenire in due modi:

  • tramite l’area riservata all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi”, con possibilità di addebito diretto sul conto corrente bancario o postale;
  • oppure utilizzando il modello F24 predisposto dall’Agenzia delle entrate.

Leggi i dettagli sulle scadenze per il versamento del bollo sulle fatture elettroniche nell’approfondimento dedicato all’imposta di bollo sulle fatture elettroniche.

Le nuove modalità di applicazione e versamento dell’imposta di bollo possono intimorire le partite IVA forfettarie, già chiamate ad emettere, ricevere e conservare fatture elettroniche. Tuttavia, una volta eseguita la procedura per la prima volta, e grazie all’aiuto di software per la fatturazione elettronica su misura per il forfettario, tutto risulterà più semplice.

Sono nata nel 1995 da un'idea a due passi da Padova. Sono dinamica, entusiasta e adoro creare soluzioni semplici per problemi complessi. Sono sempre sul pezzo e sono molto pignola, tanto che mi dicono ...

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